La NATO ha lanciato l’operazione “Sentinella dell’Est”, nome in codice Eastern Sentry, sul fianco orientale dell’Alleanza a metà settembre 2025. La missione è multinazionale. Risponde alle incursioni di droni russi nello spazio aereo della Polonia tra il 9 e il 10 settembre. Mark Rutte ha definito l’episodio pericoloso e inaccettabile. L’obiettivo dichiarato: rafforzare la difesa di ogni centimetro del territorio NATO sul confine orientale e fronteggiare la minaccia dei droni.
L’operazione coinvolge più Paesi e copre un’area ampia: dal Nord Europa al Mar Nero. Le attività sono state avviate subito dopo l’annuncio a Bruxelles. Il dispositivo interessa tutto il fianco est, dai Baltici alla Romania.
Rutte ha affermato che la Russia ha violato lo spazio aereo della NATO su una scala inedita. Ha aggiunto che l’Alleanza deve dimostrare determinazione e capacità di difesa. La missione è integrata su più domini: cielo, terra e mare. Mira a irrobustire la postura difensiva lungo l’Europa orientale. Le operazioni sono iniziate subito e proseguiranno per un periodo non definito.
Il SACEUR, generale Alexus Grynkewich, ha confermato l’ordine di avvio immediato. Ha precisato che servirà tempo per completare il dispositivo con i nuovi contributi. Eastern Sentry ricalca il modello di “Baltic Sentry” attiva dal gennaio 2025 sul Mar Baltico, ampliandone il raggio all’intero est. Priorità: difesa aerea anti-drone. Sono schierati sensori e risorse per individuare, tracciare e neutralizzare velivoli senza pilota. L’operazione colma le vulnerabilità emerse con i droni. Aggiunge flessibilità allo schieramento NATO e ribadisce l’unità nel difendere ogni alleato.
Nelle prime ore del 10 settembre numerosi droni russi hanno sorvolato illegalmente i cieli polacchi. La difesa aerea NATO si è attivata e ha garantito la protezione del territorio. È stata la violazione più massiccia finora registrata. Episodi simili si sono verificati in Romania e nei Paesi baltici. Rutte ha avvertito che questi sconfinamenti, intenzionali o meno, sono sempre più frequenti e molto pericolosi. La NATO vuole mostrare reazione rapida e coesa. L’Alleanza schiera un ombrello difensivo su circa duemila chilometri di frontiera per prevenire nuove intrusioni e proteggere infrastrutture critiche.
Più membri hanno già messo a disposizione mezzi militari. Danimarca: due F-16 e una fregata antiaerea classe Iver Huitfeldt. Francia: tre Rafale. Germania: quattro Eurofighter Typhoon. Il Regno Unito ha dato disponibilità a contribuire con velivoli e personale. Altri contributi sono attesi. Queste forze si aggiungono ai reparti già presenti per l’Air Policing: in Polonia operano F-35 norvegesi e olandesi, quattro per ciascun Paese; in Romania è schierato un distaccamento tedesco con cinque Eurofighter e in Estonia gli F-35 italiani.
Il coinvolgimento copre Nord Europa e fronte sud-orientale. La Polonia ha rafforzato le difese di frontiera. Il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz ha ringraziato gli alleati e l’Italia per il supporto. Roma valuta ulteriori modalità di partecipazione con Aeronautica e capacità di sorveglianza. Il comando è affidato allo SHAPE. L’Allied Command Transformation lavora alla rapida introduzione di tecnologie anti-drone.
Il personale impiegato è ampio: equipaggi di volo, marinai, tecnici e unità logistiche distribuiti lungo l’arco orientale. La missione non ha una data di fine. Le unità restano in allerta finché necessario.
La decisione nasce nel quadro delle tensioni con la Russia generate dalla guerra in Ucraina. Mosca ha intensificato attacchi con droni e missili vicino ai confini NATO. In Romania sono caduti resti di droni russi durante bombardamenti sui porti ucraini del Danubio. In Polonia si è verificato l’episodio più grave. Varsavia ha parlato di provocazione deliberata e ha invocato l’Articolo 4 del Trattato: consultazioni urgenti tra alleati.
La Polonia ha chiesto anche una riunione del Consiglio di Sicurezza ONU. Una dichiarazione di condanna è stata sottoscritta da molte nazioni, Italia inclusa.
Alcuni funzionari statunitensi hanno inizialmente parlato di incursione presunta. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha replicato che non si è trattato di errore. Mosca ha negato l’intento ostile e ha minimizzato. In parallelo Russia e Bielorussia hanno avviato esercitazioni congiunte Zapad 2025 vicino ai confini di Polonia e Paesi baltici. La Commissione europea ha proposto uno scudo anti-drone europeo.
In sintesi: la NATO teme nuovi sconfinamenti, accidentali o deliberati; Mosca accusa l’Alleanza di voler allargare il conflitto. Sentinella dell’Est punta a dissuadere ulteriori provocazioni e a rassicurare i membri più esposti. L’operazione si profila di lungo periodo: l’assenza di una data di fine indica la volontà di mantenerla finché la minaccia persiste.
Il dispiegamento attuale è uno scudo difensivo esteso dal Baltico al Mar Nero. I cieli alleati sono pattugliati in modo continuo. Le marine sorvegliano le rotte critiche. Il costo è elevato, ma inferiore ai rischi di incidenti che potrebbero innescare una spirale. L’operazione invia un messaggio chiaro: l’Europa orientale non resterà scoperta. Qualsiasi futura incursione troverà un’Alleanza vigile, unita e pronta a proteggere il proprio territorio.
The Flying Guru
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