Yana Leonova, 33 anni, cittadina bielorussa nota anche come Yana Liavonava, si è dichiarata colpevole davanti alla corte federale degli Stati Uniti in un caso che ha fatto luce sui canali opachi attraverso cui componenti aeronautici occidentali possono arrivare in Russia aggirando i controlli all’export.
Il 20 maggio 2026, presso il tribunale di D.C., Leonova ha ammesso la violazione dell’Export Control Reform Act. Il giudice Loren L. AliKahn ha fissato la sentenza al 10 agosto 2026. Arrestata in Francia ed estradata negli Usa nel novembre 2025, rischia fino a 20 anni di carcere, anche se la pena effettiva sarà probabilmente inferiore.
Secondo il Dipartimento di Giustizia, lo schema sarebbe partito nel maggio 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Leonova, che secondo i procuratori risiedeva più di recente in Russia, avrebbe collaborato con complici negli Stati Uniti e in Armenia per acquistare parti di aerei da distributori americani e inoltrarle poi in Russia tramite società armene e di altri Paesi terzi, senza le necessarie licenze del Dipartimento del Commercio. Per farlo sarebbero stati nascosti o falsificati i veri destinatari finali nei documenti di esportazione, mentre i pagamenti in dollari transitavano da conti esteri verso conti bancari negli Stati Uniti.
L’inchiesta cita un fornitore indicato come “U.S. Company-1”, società di Teterboro, nel New Jersey, specializzata in rotables, expendables, hardware, spares e apparecchiature elettroniche per aeromobili Airbus, Boeing, Bombardier, Dassault e Gulfstream.
Nell’atto d’accusa compaiono tra i componenti finestre per Airbus A321, coppie di fan blade per A321 e un multiscan weather radar collegato a un Bombardier Global 6000 immatricolato RA-67241. Un intermediario armeno avrebbe inviato tra giugno e luglio 2022 più bonifici verso un conto di New York associato al fornitore statunitense, per importi di diverse centinaia di migliaia di dollari.
Il caso Leonova si inserisce in una serie di procedimenti avviati dagli Usa contro reti che avrebbero trasferito tecnologia aeronautica verso la Russia attraverso Paesi intermediari.
A gennaio 2026 un cittadino indiano è stato condannato a 30 mesi per aver cospirato all’esportazione di componenti controllati e di un sistema di navigazione e controllo di volo dall’Oregon a utenti finali russi. In un altro procedimento, cittadini russi hanno ammesso un piano per acquisire tecnologia aeronautica da fornitori Usa destinata soprattutto a compagnie aeree commerciali russe, mentre un cittadino con doppia nazionalità Usa-Russia è stato condannato a 41 mesi per aver tentato di esportare due Cessna in Russia via Armenia.
Per la procuratrice Jeanine Pirro, Leonova avrebbe usato società di comodo, documentazione falsa e intermediari stranieri per occultare l’esportazione illegale di componenti aeronautici di origine americana.
The Flying Guru
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