L’aeroporto internazionale di Mostar ha avviato la costruzione di un nuovo terminal per i passeggeri in arrivo. La cerimonia di posa della prima pietra, svoltasi il 16 maggio 2026, ha segnato l’inizio formale di un progetto da 1,5 milioni di marchi convertibili (BAM, circa 767.000 euro), finanziato con risorse provenienti dal governo della Croazia, dal Canton Erzegovina-Neretva e dall’amministrazione comunale di Mostar.
All’evento erano presenti Marija Buhač, presidente del governo del Canton Erzegovina-Neretva, e Mario Kordić, sindaco di Mostar. Il direttore dell’aeroporto, Marko Đuzel, ha inquadrato l’intervento nella crescita costante dei volumi di traffico registrati negli ultimi anni: 20.000 passeggeri nel 2023, oltre 50.000 nel 2024, più di 70.000 nel 2025. Un incremento che ha portato la struttura esistente alla saturazione della capacità disponibile, rendendo necessario l’ampliamento.
Il finanziamento e il ruolo della Croazia
Il progetto si regge su una struttura di cofinanziamento che coinvolge più soggetti istituzionali. Una quota rilevante proviene dal governo croato attraverso due canali distinti: un accordo da 285.000 euro siglato con il ministero dell’Economia della Repubblica di Croazia nell’ambito del programma di sostegno alle comunità croate in Bosnia ed Erzegovina, e un ulteriore contributo erogato attraverso il ministero dei Trasporti croato.
Un secondo accordo da 284.127 euro per il cofinanziamento del progetto era stato firmato a Zagabria nel 2025. I due contributi croati ammontano complessivamente a circa 569.000 euro, pari a circa 1,11 milioni di BAM, coprendo la parte preponderante del costo totale. La quota restante, stimabile in circa 390.000 euro (circa 763.000 BAM), è a carico del Comune di Mostar.

La partecipazione croata al finanziamento si inserisce in un quadro di politica di vicinato già attivo: il bando pubblico a cui ha risposto il Canton Erzegovina-Neretva era stato concepito proprio per sostenere lo sviluppo economico delle comunità croate in Bosnia ed Erzegovina, con una particolare attenzione alla connettività con la Croazia e l’Unione europea.
La struttura del progetto
Il nuovo terminal è destinato esclusivamente ai passeggeri in arrivo, separando i flussi in entrata da quelli in partenza che continuano a transitare nella struttura esistente. Đuzel ha indicato che l’espansione punta anche ad accompagnare l’apertura di nuove rotte verso destinazioni europee, senza specificare nella fonte quali vettori o tratte siano già in discussione.
Buhač ha sottolineato come il progetto rientri nella strategia del Canton Erzegovina-Neretva per uno sviluppo economico sostenibile, citando l’aeroporto come elemento di connessione tra la regione e il mercato europeo. Le dichiarazioni riportate dalla fonte restano nell’ambito degli obiettivi dichiarati dall’amministrazione locale.

Il contesto aeroportuale
Mostar è il secondo aeroporto della Bosnia ed Erzegovina per traffico commerciale, dopo Sarajevo. La crescita registrata tra il 2023 e il 2025 è coerente con la ripresa generale del trasporto aereo nei Balcani occidentali nel periodo post-pandemico, e con l’espansione del turismo verso l’Erzegovina, area che ha registrato un aumento significativo di visitatori negli ultimi anni. L’aeroporto ha collegamenti stagionali con diverse città europee, principalmente operati da vettori low cost.
L’investimento da 1,5 milioni di BAM (circa 767.000 euro) è dimensionato per un’infrastruttura regionale di piccole dimensioni, non per un hub. L’obiettivo dichiarato è adeguare la capacità di ricezione alla domanda attuale, non trasformare la struttura in qualcosa di diverso da ciò che è.
The Flying Guru
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