Che terra meravigliosa la Sicilia. Ci si lamenta da anni dei pochi collegamenti, delle rotte che mancano, dei prezzi alti, dei voli che passano sempre da Roma o Milano. Poi, ciclicamente, qualcuno propone di “farsi la compagnia aerea in casa”.
Quando anche quella idea si scontra con la realtà del mercato, si torna a lamentarsi. E quando i lamenti non bastano più, ecco la soluzione definitiva: costruirsi direttamente un aeroporto intercontinentale da oltre 1,6 miliardi per volare ovunque nel mondo.
È l’ultima proposta rilanciata per la Valle del Mela, nel Messinese. La Sciara Holding LTD & Partners ha annunciato di aver depositato la documentazione necessaria per avviare l’iter istruttorio per la realizzazione dell’Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo “Giovanni Paolo II”, che dovrebbe sorgere tra Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo.

Secondo i promotori, lo scalo nascerebbe come hub globale per passeggeri e merci, capace di colmare il presunto vuoto infrastrutturale del Sud Italia nei voli a lungo raggio. Il modello finanziario sarebbe interamente privato, tramite project finance, con un investimento minimo di 1,2 miliardi per l’aeroporto e circa 450 milioni per un grande impianto fotovoltaico dedicato. Il progetto prevede una pista di circa 4.000 metri, infrastrutture logistiche integrate con porto, ferrovia e autostrade e perfino la creazione o acquisizione di una compagnia aerea con base nel Messinese. Le stime occupazionali parlano di decine di migliaia di posti di lavoro a regime.
Accanto alla componente aeronautica emerge però anche una forte dimensione immobiliare: strutture commerciali, ricettive e servizi che trasformerebbero lo scalo in un grande polo economico territoriale. Un modello in cui i ricavi non derivano solo dagli aerei, ma soprattutto da ciò che gli cresce intorno. Per ora, dunque, esiste l’idea. E un rendering mentale molto ambizioso.
L’aeroporto vero, invece, non ancora.
The Flying Guru
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