In questi giorni di conflitto con l’Iran stanno circolando moltissime immagini di F-35 imbarcati sulle portaerei statunitensi. Le fotografie mostrano velivoli parcheggiati sul ponte, sotto il sole, con pannelli che in alcuni casi appaiono più scuri, con riflessi bronzei o tonalità irregolari. Sotto molti post compare sempre la stessa domanda: gli F-35 sono già arrugginiti? La risposta è no. Gli F-35 non sono arrugginiti e non stanno subendo una corrosione strutturale.
L’errore nasce dal confronto visivo con altri caccia. Un F-16 o un F/A-18 presenta una verniciatura relativamente uniforme, di tipo convenzionale. L’F-35 no. Il suo rivestimento esterno non è una semplice vernice, ma un sistema multistrato noto come RAM, Radar Absorbent Material, progettato per assorbire le onde radar e ridurre la firma del velivolo. Non è stato concepito per garantire uniformità estetica, ma per lavorare sul piano elettromagnetico.

All’interno di quel coating non ci sono solo pigmenti grigi. Sono presenti particelle conduttive e magnetiche, ferriti di ferro, strutture polimeriche stratificate e film sottili che interagiscono con le onde radar. Si tratta di un materiale tecnico, complesso, che in condizioni operative può modificare la propria riflettività superficiale. Quando si osservano pannelli più scuri o zone con riflessi bronzei non si sta guardando acciaio che si ossida, ma uno strato funzionale che reagisce allo stress ambientale.
L’ambiente navale è uno dei più aggressivi per un aeroplano militare. Salsedine costante, umidità elevata, radiazione solare intensa, cicli termici violenti tra decollo, appontaggio e permanenza sul ponte. In queste condizioni il coating stealth può subire variazioni cromatiche superficiali. Alcune particelle metalliche possono reagire, alcuni strati possono cambiare tonalità. Il risultato è visibile e può variare da un velivolo all’altro, anche all’interno dello stesso reparto.
Questo non significa che l’F-35 stia arrugginendo. La struttura del velivolo è progettata per resistere all’ambiente marino e la bassa osservabilità viene monitorata con controlli specifici. Se il rivestimento esce dai parametri di tolleranza viene ripristinato. Un velivolo realmente corroso non resterebbe operativo su una portaerei.

La differenza rispetto agli F/A-18 parcheggiati accanto è tecnica, non estetica. Gli Hornet utilizzano vernici poliuretaniche convenzionali, pensate per protezione e uniformità visiva. L’F-35 utilizza un sistema di rivestimento progettato per la firma radar. L’aspetto può risultare meno omogeneo, ma la funzione è diversa.
La narrazione degli F-35 arrugginiti nasce quindi da un’interpretazione superficiale delle immagini. Quello che molti leggono come ruggine è in realtà l’effetto visibile di una tecnologia stealth sottoposta a condizioni operative estreme. Non è degrado strutturale. È il costo visibile di una piattaforma progettata per ridurre la propria tracciabilità radar mentre opera in uno degli ambienti più impegnativi al mondo.
Concludendo con una curiosità, da febbraio 2026 la nave da sbarco anfibio San Giusto (L9894) della Marina Militare italiana è operativa nell’Atlantico-Nord Europa nell’ambito del Littoral Expeditionary Group 2026. In una sosta è stata fotografata “in queste condizioni”. Affrontare il mare aperto rende così gli scafi delle navi, il mare fa questo. Quindi figuriamoci sugli aeroplani.

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