Ti ricordi gli Intercity degli anni 1990? Quegli scompartimenti da sei posti, con sedute vis-à-vis, tavolini pieghevoli e lunghi viaggi accompagnati dal rumore ritmico delle rotaie. Un’epoca in cui viaggiare era ancora un rito, nonostante si fosse “solo” in seconda classe. Ora immagina di rivivere quella stessa atmosfera — non su un treno, ma a 10.000 metri di quota.

È questa l’idea rivoluzionaria alla base del “Fly-Buddy Hub”, un modulo multifunzionale per la classe economica progettato da Ameco, una joint venture tra Air China (75%) e Lufthansa dedicata alla manutenzione aeronautica. Il concept ha appena vinto il German Design Award 2025 ed è stato accolto con entusiasmo da testate specializzate come Aircraft Interiors International e AirGuide.info, che ne sottolineano il valore innovativo in un settore — quello dell’economy class — spesso sinonimo di spazi ristretti e comfort sacrificato.

Il Fly-Buddy Hub nasce con un obiettivo ambizioso: umanizzare l’esperienza di volo in economy, offrendo un ambiente più sociale, flessibile e riposante. Il modulo consente a sei passeggeri di sedersi faccia a faccia in una configurazione esagonale che può essere facilmente trasformata in letti completamente orizzontali. L’idea è semplice ma potente: dare ai gruppi di amici, colleghi o famiglie la possibilità di condividere lo spazio senza rinunciare alla privacy né al relax.
Il sistema integra:
tavoli pieghevoli,
schermi a scomparsa,
divisori modulari,
e la possibilità di chiudere parzialmente lo spazio per creare micro-ambienti semi-privati.
Una visione che si allontana dall’assetto tradizionale a file parallele, cercando invece soluzioni più intelligenti e versatili, ispirate al design modulare e all’ergonomia condivisa.

A chi ha viaggiato in Italia tra gli anni ’80 e ’90, questa configurazione ricorderà sicuramente le sedute dei treni Intercitydi un tempo, in particolare le celebri carrozze UIC-Z1, introdotte nel 1987. Quelle carrozze offrivano spazi generosi, sei sedute disposte vis-à-vis e piccoli tavolini pieghevoli: un’esperienza di viaggio che permetteva di parlare, mangiare, leggere o anche riposare in modo sorprendentemente dignitoso, soprattutto considerando che si trattava della seconda classe.

Nel Fly-Buddy Hub, quello spirito viene reinterpretato in chiave moderna: non c’è più la carrozza ferroviaria, ma la cabina pressurizzata; non più i finestrini panoramici sui paesaggi italiani, ma le ali lunghe di un wide-body su una rotta intercontinentale. Eppure, l’idea di uno spazio umano e condiviso resta la stessa.
L’introduzione di soluzioni come il Fly-Buddy Hub segnala una tendenza crescente nell’industria aeronautica: non solo lusso per le classi premium, ma anche dignità e funzionalità per chi vola in economy. Questo approccio è in sintonia con i nuovi valori del design industriale post-pandemico: modularità, flessibilità, attenzione al benessere del passeggero.
La selezione del Fly-Buddy Hub anche tra i finalisti dei Crystal Cabin Awards 2024 conferma che l’industria sta cercando, finalmente, di ascoltare anche le esigenze di chi viaggia senza upgrade.

Che si tratti di un ritorno nostalgico alle sedute degli Intercity o di un balzo in avanti nel design aeronautico, il Fly-Buddy Hub rappresenta una riflessione interessante su come possiamo riqualificare gli spazi pubblici in movimento. È un esperimento di architettura viaggiante, di ergonomia sociale, ma anche un messaggio chiaro: si può innovare anche dove sembrava non ci fosse più spazio per farlo.
Il cielo, forse, non è mai stato così vicino… ai binari.
The Flying Guru
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