India nei cieli: via libera all’Occidente, stop agli Emirati

L’India rafforza le intese con Delta, KLM e Virgin, mentre frena l’espansione di Emirates per riequilibrare l’accesso al proprio spazio aereo secondo logiche economiche e geopolitiche.

Il 1° giugno 2025, durante l’assemblea generale della IATA tenutasi a Nuova Delhi, è stata resa ufficiale una nuova alleanza strategica che segna un cambio di passo per l’aviazione indiana: IndiGo ha siglato un’intesa con Delta Air Lines, Air France-KLM e Virgin Atlantic.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare i collegamenti tra l’India e l’Occidente, sfruttando la vasta rete domestica di IndiGo e integrandola con i voli a lungo raggio dei vettori partner. I passeggeri potranno acquistare biglietti di questi vettori direttamente sotto il codice 6E di IndiGo, costruendo così una fitta rete di voli in code-share tra India, Europa e Nord America.

Nel frattempo, KLM ha annunciato una nuova rotta diretta tra Amsterdam e Hyderabad, in partenza da settembre 2025, mentre Delta si prepara a riattivare i collegamenti non stop tra Atlanta e Delhi. Si tratta, in sostanza, di un ampliamento deciso dell’accesso al mercato indiano da parte delle principali compagnie occidentali, che stanno ricevendo un trattamento favorevole rispetto ai vettori del Golfo.

Ed è proprio su questo fronte che le tensioni si fanno sempre più evidenti. Il presidente di Emirates, Sir Tim Clark, ha espresso apertamente il suo dissenso rispetto alla decisione del governo indiano di non rivedere gli accordi bilaterali con gli Emirati Arabi Uniti. L’accordo attualmente in vigore, risalente al 2015, pone un limite massimo al numero di posti settimanali disponibili per ciascun Paese — una soglia già raggiunta da Emirates e Flydubai. “Limitare l’accesso straniero è un autogol”, ha dichiarato Clark, sottolineando l’importanza strategica dell’aviazione per la crescita economica.

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Ma al di là delle polemiche pubbliche, la questione va ben oltre il numero di frequenze settimanali. L’India sembra voler arginare l’espansione degli hub del Golfo, e in particolare quello di Dubai. Emirates da anni punta a trasformare il suo hub DXB in un nodo centrale del traffico intercontinentale, raccogliendo passeggeri da tutto il mondo per poi ridistribuirli verso Asia, Europa, Africa e Americhe. Tuttavia, è proprio questa centralità – che implica una forte dipendenza dall’estero – a non convincere Nuova Delhi. L’attuale orientamento è piuttosto quello di rafforzare i grandi scali nazionali come Delhi e Mumbai, oppure di appoggiarsi agli hub europei e nordamericani, ritenuti strategicamente più coerenti con gli interessi geopolitici dell’India.

non è necessario che tutto il traffico aereo passi da Dubai

In sintesi, l’India lancia un messaggio chiaro: non è necessario che tutto il traffico aereo passi da Dubai. E questa volta, le ambizioni globali di Emirates si scontrano con una nuova assertività da parte di Nuova Delhi.

Con una domanda interna in costante crescita, il governo indiano sta mostrando di voler gestire l’apertura del proprio spazio aereo con un occhio non solo al mercato, ma anche agli equilibri strategici internazionali. Per Dubai, si prefigura così una sfida che non è solo economica, ma anche politica.

The Flying Guru

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