Le compagnie aeree potrebbero ottenere un sollievo rilevante sui costi del carburante nel 2027, se il recupero dell’offerta globale di petrolio trasformerà lo shock energetico di quest’anno in un surplus il prossimo anno. Nel rapporto sul mercato petrolifero pubblicato il 17 giugno 2026, l’Agenzia internazionale dell’energia ha indicato che l’offerta mondiale potrebbe superare nettamente la domanda nel 2027, con la ripresa della produzione e delle esportazioni dal Medio Oriente dopo le interruzioni causate dalla guerra con l’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Secondo le stime dell’AIEA, l’offerta di petrolio salirà di 8 milioni di barili al giorno nel 2027, mentre la domanda crescerà di 2 milioni di barili al giorno. Il risultato sarebbe un surplus implicito di oltre 5 milioni di barili al giorno. Per il trasporto aereo si tratterebbe di un elemento rilevante: la Iata ricorda che il carburante rappresenta circa il 30% dei costi operativi delle compagnie. Le oscillazioni dei prezzi del greggio e dei prodotti raffinati restano quindi difficili da assorbire.
La stessa Iata ha ridotto la previsione di utile globale del settore per il 2026 a 23 miliardi di dollari, contro una precedente stima di circa 41 miliardi e dopo i 45 miliardi registrati nel 2025. Tra le cause indicate ci sono l’aumento del prezzo del jet fuel e le interruzioni dei corridoi aerei legate al conflitto in Medio Oriente. A inizio mese il direttore generale Willie Walsh ha detto a Reuters che i due fattori principali sono stati il forte rialzo del jet fuel e i disagi per le compagnie dell’area del Golfo.
Un eventuale surplus petrolifero nel 2027 non cancellerebbe le altre pressioni sul settore. Restano i ritardi nelle consegne degli aeromobili, il costo del lavoro, i vincoli nella manutenzione e le restrizioni dello spazio aereo, tutti fattori che incidono su capacità e redditività. Prezzi più bassi del greggio e del carburante per aviazione darebbero però più margine alle compagnie per assorbire questi costi, sostenere le rotte meno redditizie, limitare gli aumenti tariffari e ricostruire i margini dopo un anno segnato dal caro carburante e dagli allungamenti sulle rotte di lungo raggio.
L’AIEA segnala che il mercato del jet fuel ha già avviato un riequilibrio. La maggiore produzione delle raffinerie e l’aumento delle esportazioni hanno attenuato i timori di una carenza significativa in vista del picco estivo. Reuters cita l’agenzia secondo cui le preoccupazioni sulla disponibilità di jet fuel si sono ridotte sensibilmente nelle ultime settimane.
L’AIEA avverte però che le scorte petrolifere potrebbero diminuire ancora prima del passaggio a un surplus e che la ripresa dipende dalla normalizzazione dei flussi dal Medio Oriente. Anche la Us Energy Information Administration ha segnalato che le riserve globali restano sotto forte pressione e, alle condizioni attuali, potrebbero scendere al livello più basso dal 2003. I prezzi del petrolio sono comunque calati dopo l’intesa tra Stati Uniti e Iran sulla fine delle ostilità, la riapertura dello stretto e l’avvio di un periodo negoziale di 60 giorni. I transiti attraverso lo Stretto di Hormuz sono attesi in graduale ripresa con l’aumento della produzione nei prossimi mesi.
Foto in apertura: Sanjay Acharya su Wikimedia (licenza CC BY-SA 3.0, via Openverse).
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