Luca Parmitano sarà il pilota di Artemis III. L’annuncio è arrivato il 9 giugno 2026 durante un evento al Johnson Space Center di Houston, dove la NASA ha presentato ufficialmente l’equipaggio della missione prevista per il 2027. Con lui voleranno il comandante Randy Bresnik e gli specialisti di missione Frank Rubio e André Douglas.
Per l’Italia si tratta di una notizia storica. Parmitano diventa infatti il primo astronauta italiano assegnato a una missione del programma Artemis e, più in generale, il primo europeo a ottenere un ruolo da pilota in una delle missioni che dovranno riportare l’umanità sulla superficie lunare.
Chi si aspettava di vedere Parmitano camminare sulla Luna dovrà però attendere ancora. Artemis III non sarà la missione dello sbarco. La NASA ha modificato negli ultimi mesi la sequenza del programma Artemis, trasformando quella che inizialmente doveva essere una missione lunare in un complesso volo di prova in orbita terrestre.
La scelta è legata ai ritardi accumulati dai sistemi di allunaggio sviluppati da SpaceX e Blue Origin. Prima di affidare loro astronauti diretti verso la superficie lunare, la NASA vuole verificarne il funzionamento in una missione reale, ma in un ambiente meno rischioso rispetto allo spazio cislunare.
Artemis III assomiglia per certi aspetti all’Apollo 9 del 1969. Anche allora la NASA effettuò una missione di collaudo in orbita terrestre per testare il modulo lunare prima di tentare l’allunaggio. Oggi il principio è lo stesso, ma con una complessità molto maggiore.
L’equipaggio partirà a bordo della capsula Orion lanciata dal razzo SLS. Una volta raggiunta l’orbita terrestre, gli astronauti dovranno effettuare una serie di rendez vous e attracchi con uno o entrambi i lander sviluppati da SpaceX e Blue Origin. L’obiettivo è verificare che sistemi, software, procedure, comunicazioni e supporto vitale possano funzionare insieme in modo affidabile.
È qui che il ruolo di Parmitano assume particolare rilevanza. Il pilota di una missione Artemis non è un semplice secondo comandante. È la figura responsabile di una parte significativa delle attività di volo, della gestione dei sistemi della capsula e del coordinamento delle manovre più delicate. Un incarico che richiede esperienza operativa, capacità decisionali e una profonda conoscenza dei sistemi spaziali.
Dalla Stazione Spaziale Internazionale al programma Artemis
Da questo punto di vista il curriculum dell’astronauta italiano parla da solo. Nato a Paternò, in Sicilia, nel 1976, Parmitano è pilota militare dell’Aeronautica Militare ed è stato selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2009. Ha trascorso oltre un anno complessivo nello spazio in due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale ed è stato il primo italiano a ricoprire il ruolo di comandante della ISS. Durante la sua carriera ha effettuato numerose attività extraveicolari ed è considerato uno degli astronauti europei più esperti della sua generazione.
L’annuncio rappresenta anche un riconoscimento al contributo europeo nel programma Artemis. Sebbene la missione sia guidata dalla NASA, l’Europa partecipa in maniera sostanziale attraverso l’Agenzia Spaziale Europea e numerose aziende del continente. Airbus realizza infatti il modulo di servizio europeo della capsula Orion, il sistema che fornisce energia, propulsione, aria e acqua agli astronauti durante il volo.
La presenza di Parmitano nella cabina di pilotaggio assume quindi anche un significato politico e industriale. L’Europa non è soltanto un partner tecnologico del programma: è presente direttamente nell’equipaggio di una delle missioni più importanti dell’intero progetto.
La strada verso la Luna resta comunque lunga. Né il Blue Moon di Blue Origin né lo Starship Human Landing System di SpaceX sono ancora pronti per il servizio operativo. La missione Artemis III dovrà dimostrare che questi veicoli possono integrarsi con Orion e supportare future operazioni lunari. Solo dopo questo passaggio la NASA punta ad avviare Artemis IV, attualmente prevista per il 2028, che dovrebbe riportare astronauti sulla superficie lunare per la prima volta dal 1972.
Per Luca Parmitano il conto alla rovescia è già iniziato. Per l’Italia, invece, questa nomina segna l’ingresso in una pagina della storia spaziale che fino a pochi anni fa sembrava riservata esclusivamente alle grandi potenze. Quando Artemis III decollerà, un astronauta italiano sarà ai comandi della missione che dovrà aprire la strada al ritorno dell’uomo sulla Luna.
The Flying Guru
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