New Glenn di Blue Origin esplode durante un test a terra

Il primo stadio del quarto New Glenn di Blue Origin è andato distrutto durante uno static fire test alla rampa LC-36A di Cape Canaveral, in Florida, nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2026. L’incidente è avvenuto durante la prova di accensione dei sette motori BE-4 del booster “No, It’s Necessary”, preparato per il volo NG-4, ormai vicino al lancio. Non si registrano feriti, ma le prime immagini e le valutazioni iniziali indicano danni potenzialmente gravi anche alle infrastrutture della rampa. Jeff Bezos ha dichiarato che è troppo presto per stabilire le cause e che l’indagine tecnica è già iniziata.

L’episodio rappresenta il più serio incidente del programma New Glenn e rischia di avere effetti che vanno oltre la perdita del singolo veicolo. Se i danni a LC-36A fossero confermati, Blue Origin potrebbe affrontare mesi di lavori di ripristino e nuove certificazioni prima di tornare a lanciare, in uno scenario che ricorda quanto avvenne a SpaceX nel 2016 con l’esplosione di un Falcon 9 sulla rampa. Il quarto volo del vettore avrebbe dovuto portare in orbita 48 satelliti della costellazione Amazon Kuiper: i payload, già incapsulati nel fairing ma conservati in un edificio separato, non risultano coinvolti.

L’incidente arriva in una fase delicata per la società, che stava cercando di aumentare la cadenza dei lanci e consolidare il ruolo di New Glenn nel mercato commerciale. Ma il programma ha anche una rilevanza strategica per la NASA. L’agenzia conta infatti sul grande lanciatore di Blue Origin per diverse missioni del programma Artemis e, solo il 26 maggio, aveva selezionato New Glenn per trasportare rover lunari entro la fine del decennio. Lo stesso vettore è destinato ai lander Blue Moon, tra cui il Blue Moon Mk1 della missione Moon Base 1, previsto per l’autunno 2026.

Resta da capire quanto l’esplosione influirà sul calendario industriale e scientifico statunitense. Blue Origin potrebbe persino rivedere la roadmap del razzo, puntando direttamente a una futura configurazione evoluta del New Glenn. Molto dipenderà dall’esito dell’inchiesta e dall’entità dei danni al pad, ma l’evento di Cape Canaveral segna già uno spartiacque per l’azienda e per l’intero settore spaziale americano.

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