SpaceX debutta al Nasdaq con l’IPO più grande di sempre

SpaceX ha iniziato a essere scambiata in Borsa il 12 giugno 2026 con la più grande offerta pubblica iniziale della storia. Il titolo di Space Exploration Technologies Corp. ha debuttato al Nasdaq con il ticker SPCX dopo un prezzo di collocamento fissato a 135 dollari per azione. In apertura ha segnato 150 dollari e nelle prime contrattazioni è salito fino a circa 176 dollari, portando la valutazione della società oltre i 2.000 miliardi di dollari. Con il rialzo del titolo, il patrimonio stimato di Elon Musk ha superato su carta i 1.000 miliardi di dollari.

La quotazione segna un passaggio rilevante per un’azienda che per oltre 20 anni ha operato quasi interamente come gruppo privato nel settore aerospaziale. L’operazione ha raccolto circa 75 miliardi di dollari, risorse che SpaceX ha indicato come destinate alla fase successiva della crescita: Starship, l’espansione delle infrastrutture di lancio, costellazioni satellitari più ampie e nuove infrastrutture di calcolo per l’intelligenza artificiale. Tra i dossier osservati dal mercato c’è proprio Starship, che deve ancora evolvere in un sistema di lancio pesante completamente riutilizzabile. Sul fronte Starlink resta aperta la necessità di ampliare la rete in un contesto di concorrenza crescente e di pressione regolatoria in vari Paesi.

La società deve anche proseguire le attività per la NASA, per le forze armate degli Stati Uniti e per i clienti commerciali, mentre continua a sviluppare i piani di lungo periodo legati a Marte. Per i dipendenti, la quotazione trasforma anni di assegnazioni azionarie private in strumenti che possono diventare liquidità. Migliaia di lavoratori attuali ed ex dipendenti sono destinati a registrare guadagni significativi grazie alle quote accumulate quando la società non era ancora quotata. I documenti dell’offerta prevedono periodi di blocco e finestre di vendita scaglionate per gli insider, con limiti sui tempi di cessione delle azioni.

La nuova struttura azionaria offre anche un elemento in più sul piano del reclutamento in un mercato del lavoro dove SpaceX compete da tempo con grandi gruppi della difesa, operatori di lancio, aziende satellitari e nuove società spaziali. Resta aperta la possibilità che parte dei dipendenti storici scelga di monetizzare, avviare nuove imprese o spostarsi verso il settore degli investimenti. La presidente di SpaceX, Gwynne Shotwell, ha respinto l’ipotesi di un’ampia ondata di uscite, affermando che molti dipendenti che hanno accumulato ricchezza nell’azienda restano legati alla missione. Per Musk, intanto, la partecipazione in SpaceX sommata alle quote in Tesla e in altre società ha spinto il patrimonio personale su livelli senza precedenti.

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