Il traffico passeggeri negli aeroporti del Regno Unito ha raggiunto un nuovo record nel primo trimestre del 2026, confermando la solidità della domanda di viaggio aereo nei mesi precedenti all’escalation del conflitto in Medio Oriente. Secondo i dati diffusi dalla Civil Aviation Authority (CAA), tra gennaio e marzo i passeggeri sono saliti del 2% su base annua, toccando quota 61,4 milioni.
La crescita è stata trainata soprattutto dai collegamenti europei di corto raggio. Rispetto allo stesso periodo del 2025, oltre un milione di passeggeri in più ha volato dal Regno Unito verso l’Europa occidentale, mentre il load factor medio è aumentato di 1,3 punti percentuali, arrivando al 79%. Il trimestre comprende anche il mese successivo agli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di febbraio, ma nel complesso la domanda ha continuato a mostrare una buona tenuta.
A fronte dell’aumento dei passeggeri, i movimenti di trasporto aereo hanno però registrato una lieve flessione, scendendo a 443.000 contro i 444.000 del primo trimestre 2025. L’impatto della crisi in Medio Oriente emerge in modo netto sulle rotte verso il Golfo: il traffico tra il Regno Unito e Dubai è calato di un quinto. Emirates ha trasportato il 19% di passeggeri in meno dal mercato britannico, Qatar Airways ha segnato una riduzione del 25% ed Etihad Airways del 7%.
Nonostante il rallentamento, Dubai si è confermata la quinta destinazione internazionale più popolare dal Regno Unito nel periodo gennaio-marzo, dietro Dublino, Amsterdam, Ginevra e Tenerife.
La CAA sottolinea che “questo forte avvio d’anno mostra quanto la domanda di voli resti elevata, in particolare verso le principali destinazioni europee”, aggiungendo che, anche in una fase più complessa per l’aviazione, i servizi continuano a operare in modo affidabile e il trend appare destinato a rafforzarsi con l’avvicinarsi del picco estivo.
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