Quando saliamo a bordo di un aereo, di solito vediamo solo due momenti: l’imbarco e lo sbarco. Ma quello che accade nel frattempo, tra l’arrivo e la ripartenza, è una vera e propria coreografia a tempo, fatta di mezzi, persone e procedure che si muovono all’unisono. In gergo si chiama turnaround ed è il dietro le quinte che permette a un velivolo di tornare in pista in tempi record.
L’arrivo: tacchi e birilli
Appena l’aereo tocca terra e raggiunge la piazzola, entrano in scena i primi operatori. Con segnali manuali o palette luminose, i marshallers guidano il pilota fino al punto esatto di arresto. Subito dopo vengono inseriti i cunei alle ruote (“i tacchi”) e posizionati i coni di plastica che delimitano l’area di sicurezza (“i birilli”). È il segnale che l’aereo è stabile e può iniziare la vera giostra delle operazioni.
Una danza di mezzi e operatori
Dal momento in cui le porte si aprono, tutto procede in parallelo. I finger si agganciano alla fusoliera oppure le scale vengono posizionate per far scendere i passeggeri. Intanto sotto la pancia dell’aereo si muovono i nastri trasportatori e i carrelli per lo scarico dei bagagli.
Non è solo questione di valigie: a pochi metri di distanza, le autobotti iniziano a rifornire i serbatoi, le squadre di catering portano via i carrelli usati e caricano quelli nuovi, mentre in cabina arrivano gli addetti alle pulizie. Tutto deve avvenire in tempi stretti e senza intralci, perché ogni minuto in più in piazzola costa denaro e rischia di generare ritardi a catena.
Il ruolo invisibile del coordinatore
In mezzo a questo formicaio c’è una figura che pochi conoscono: il turnaround coordinator, spesso chiamato anche dispatcher. È lui che tiene i fili di tutta l’operazione, controlla che i bagagli siano caricati nella stiva giusta, che il carburante sia sufficiente, che le porte siano chiuse nei tempi previsti. In costante contatto con i piloti e con i reparti a terra, è l’orchestra invisibile di questa sinfonia.
Pushback e ripartenza
Quando tutto è pronto, l’imbarco si chiude, le stive vengono sigillate e il trattore per il pushback si aggancia al carrello anteriore. In pochi minuti l’aereo viene spinto indietro fuori dalla piazzola, i motori si avviano e il velivolo torna a muoversi in autonomia, diretto verso la pista. Per i passeggeri è l’inizio del viaggio, per chi lavora a terra è la fine di un lavoro fatto bene.

Tempi e precisione
Per un aereo di medio raggio come un Airbus A320 o un Boeing 737, un turnaround standard dura in media tra i 35 e i 50 minuti. Per i giganti a lungo raggio il tempo può allungarsi oltre un’ora e mezza. Ma la logica resta la stessa: decine di attività svolte insieme, come ingranaggi di un orologio.
The Flying Guru
Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?






