L’industria della difesa italiana lancia un avvertimento al Regno Unito. Leonardo chiede al governo di Londra una decisione rapida su un appalto da 1 miliardo di sterline per la fornitura dell’elicottero AW149, destinato a sostituire i Puma della Royal Air Force. Il governo guidato da Keir Starmer rinvia, mentre la revisione della spesa militare apre il rischio di un deficit da 28 miliardi di sterline. Sullo sfondo, la possibile chiusura dello stabilimento di Yeovil, uno dei poli storici della produzione elicotteristica britannica.
La questione nasce dal programma New Medium Helicopter. Nel 2024 Londra ha aperto una gara per un elicottero di media classe. Leonardo è stata l’unica azienda a presentare un’offerta, proponendo l’AW149. Nonostante questo, l’aggiudicazione è ferma da circa un anno. Il motivo è politico e finanziario: il nuovo esecutivo sta rivedendo l’intero piano di investimenti per la difesa.
Il Regno Unito ha annunciato l’obiettivo di portare la spesa militare al 3,5 per cento del Pil entro il 2035. I vertici delle forze armate hanno però avvertito che l’aumento degli stanziamenti, così come impostato, potrebbe generare un buco di 28 miliardi di sterline nell’arco di quattro anni. La conseguenza è un rinvio generale delle decisioni, con la programmazione rimandata almeno alla primavera del 2026.
In questo contesto si inserisce la pressione di Leonardo. In una lettera al segretario alla Difesa John Healey, l’amministratore delegato Roberto Cingolani ha chiarito che senza una decisione sull’appalto l’azienda dovrà rivalutare la propria presenza industriale nel Paese. Il messaggio è diretto: mantenere Yeovil senza commesse governative non è sostenibile nel lungo periodo.
Lo stabilimento di Yeovil impiega circa 3.300 persone ed è il cuore della produzione elicotteristica del gruppo nel Regno Unito. Leonardo conta complessivamente 8.500 dipendenti nel Paese, ma Yeovil ha un peso specifico anche sull’economia locale. Secondo stime citate da rappresentanti politici britannici, il sito genera circa 320 milioni di sterline l’anno di ricadute economiche, senza considerare l’indotto legato ai fornitori.
Le tensioni non sono nuove. Già a novembre Cingolani aveva ricordato che Leonardo non ottiene un contratto dal governo britannico da oltre dieci anni. In quell’occasione aveva parlato apertamente di quattordici anni senza commesse dirette, spiegando che l’azienda non può continuare a sovvenzionare lo stabilimento indefinitamente.
Da Londra arrivano segnali di cauta apertura, ma nessun impegno formale. Il ministro per gli appalti della Difesa Luke Pollard ha definito Leonardo un partner strategico e ha assicurato che il dossier rientra tra le priorità del ministero. Le conversazioni, secondo il governo, sarebbero costruttive. Resta però l’assenza di una decisione concreta.
Sul piano industriale, l’elicottero rappresenta una soluzione già collaudata. Il velivolo è in servizio in Paesi come Egitto, Polonia e Thailandia ed è progettato per missioni militari, forze speciali e compiti umanitari. Per il Regno Unito dovrebbe sostituire i Puma della RAF, ormai considerati a fine vita operativa.
Leonardo ha fissato una scadenza precisa. Marzo 2026 è indicato come termine ultimo per l’assegnazione della commessa. Oltre quella data, l’azienda dovrà prendere decisioni strutturali sulla presenza a Yeovil. Il confronto tra esigenze di bilancio britanniche e tenuta industriale europea resta aperto, con un esito che avrà conseguenze non solo occupazionali, ma anche strategiche per la filiera della difesa nel Regno Unito.
The Flying Guru
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