Raytheon, società del gruppo RTX, ha annunciato il 7 luglio 2026 un accordo con aziende europee, tra cui la tedesca Diehl Defence, per raddoppiare la produzione del missile Stinger a corto raggio. La decisione arriva mentre cresce la domanda globale di sistemi di difesa aerea a bassa quota e punta a rafforzare la capacità industriale destinata soprattutto al mercato europeo e ai Paesi alleati.
Nel nuovo assetto industriale, Diehl Defence realizzerà la sezione di guida del missile e si occuperà dell’approvvigionamento dei relativi sottocomponenti in Europa. Raytheon sta lavorando anche con fornitori olandesi per produrre altre sezioni principali del sistema. Il missile completo sarà assemblato, testato e finalizzato nei Paesi Bassi.
Tom Laliberty, presidente di Land & Air Defense Systems di Raytheon, ha spiegato che l’azienda è concentrata sull’obiettivo di raddoppiare la capacità produttiva dello Stinger. Ha aggiunto che l’espansione della produzione in Europa rafforza la base industriale e amplia la rete globale del gruppo, con l’obiettivo di garantire agli alleati un accesso stabile a una capacità ritenuta critica per la difesa aerea.
Secondo RTX, la nuova capacità produttiva europea servirà anche a sostenere future attività con la NATO Support and Procurement Agency, la NSPA, per rispondere alla domanda del continente. Lo Stinger è oggi in servizio in 24 Paesi, tra cui 10 membri della NATO.
L’intesa riattiva anche un rapporto industriale già esistito in passato. Durante la Guerra fredda, Diehl Defence produceva componenti dello Stinger su licenza. L’amministratore delegato Helmut Rauch ha definito il nuovo accordo un ulteriore capitolo della cooperazione tra le due aziende.
L’annuncio arriva al termine di una fase di forte rilancio per un missile che, fino a pochi anni fa, era di fatto uscito dalla produzione. Raytheon aveva costruito l’ultimo nuovo Stinger per l’esercito degli Stati Uniti nel 2002. Nel 2022 il Pentagono non ordinava il sistema da circa 20 anni e manteneva attiva solo una linea limitata per un cliente internazionale.
La situazione è cambiata con l’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. Washington ha inviato a Kyiv circa 1.400 missili Stinger nei primi 2 mesi di guerra. In seguito i trasferimenti hanno superato quota 3.000. Il missile spalleggiabile si è dimostrato efficace contro elicotteri russi e velivoli a bassa quota.
Il 27 maggio 2022 l’esercito statunitense ha assegnato a Raytheon un contratto da 624 milioni di dollari per 1.300 missili sostitutivi, finanziato attraverso il pacchetto supplementare per l’Ucraina. Si è trattato del primo ordine di Stinger dai primi anni 2000.
La ripartenza della linea produttiva ha richiesto tempo. Alcuni componenti elettronici del missile, progettati negli anni 70, non erano più disponibili sul mercato. Raytheon ha dovuto riprogettare schede di circuito e componenti del cercatore. L’azienda ha richiamato personale in pensione, in alcuni casi oltre i 70 anni, per formare una nuova forza lavoro. Ha anche recuperato dalle scorte apparecchiature di prova risalenti a decenni fa. Quando l’ordine del 2022 venne formalizzato, il Pentagono non prevedeva consegne prima del 2026.
L’aumento della produzione procede mentre prende forma anche il successore dello Stinger. Raytheon e Lockheed Martin sono in competizione nel programma Next Generation Short Range Interceptor dell’esercito degli Stati Uniti. Lockheed Martin ha effettuato il primo test di volo del proprio candidato il 13 gennaio 2026.
Lo Stinger resta uno dei sistemi occidentali più diffusi per la difesa aerea ravvicinata. Nato come missile superficie aria spalleggiabile, è stato impiegato per decenni da forze terrestri e unità mobili. La scelta di distribuire parte della produzione in Europa segnala un adeguamento della filiera alla nuova domanda militare del continente e alla necessità di ridurre i tempi di fornitura per i Paesi utilizzatori.
The Flying Guru
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