Il Regno Unito ha confermato l’acquisto di 12 Lockheed Martin F 35A e l’ingresso nella missione nucleare della Nato nel nuovo Defence Investment Plan pubblicato il 30 giugno 2026. Il documento, presentato dal primo ministro Keir Starmer durante un intervento alla Malloy Aeronautics, non introduce una decisione inedita su questo fronte ma ribadisce un impegno già annunciato il 24 giugno 2025, alla vigilia del vertice Nato dell’Aia, come seguito della Strategic Defence Review 2025.
Il piano mette sul tavolo 298 miliardi di sterline nei prossimi 4 anni, pari a circa 393 miliardi di dollari. Dentro questa cifra ci sono anche 15 miliardi di sterline aggiuntivi rispetto alla Spending Review 2025. La spesa annua per la difesa è indicata in crescita da 54 miliardi di sterline a quasi 80 miliardi entro il 2029, con un livello pari al 2,7% del Pil.
Starmer ha legato il programma alla sicurezza nazionale e al rafforzamento delle forze armate britanniche. Nel capitolo dedicato alla deterrenza nucleare, il governo prevede oltre 63 miliardi di sterline in 4 anni per i programmi subacquei Dreadnought e SSN AUKUS, per la nuova testata sostitutiva e per altre attività del comparto nucleare. Nello stesso passaggio compare anche la conferma dell’acquisto dei 12 F 35A e dell’adesione del Paese alla missione nucleare della Nato. Non è stato diffuso un costo separato per i velivoli.
La scelta ha un valore operativo e politico. Per la Royal Air Force significa il ritorno di un ruolo nucleare aviotrasportato per la prima volta dal ritiro della bomba gravitazionale WE.177 nel 1998. Questa componente si affiancherà alla deterrenza basata sui sottomarini con missili balistici della Royal Navy, oggi affidata alla classe Vanguard e in prospettiva ai successori della classe Dreadnought.
I 12 F 35A saranno basati a RAF Marham, nel Norfolk, e assegnati al 207 Squadron, l’Operational Conversion Unit. La variante F 35A è l’unica della famiglia Lightning II certificata per il trasporto della bomba nucleare statunitense B61 12, l’arma al centro degli accordi di condivisione nucleare della Nato. Il Regno Unito, fino a oggi, non fa parte di questa missione: la sua deterrenza è affidata esclusivamente ai sottomarini della Royal Navy, mentre la flotta di F 35B impiegata da RAF e Royal Navy non possiede la capacità di rilascio nucleare richiesta per il ruolo dual capable aircraft dell’Alleanza.
La consegna dei primi 48 F 35B britannici si è completata alla fine di aprile 2026. I 12 F 35A rappresentano il pacchetto successivo nel percorso che punta a una flotta complessiva pianificata di 138 aerei. Il governo ha presentato la scelta della versione A al posto di un ulteriore lotto di F 35B come un risparmio fino al 25% per ogni velivolo. L’acquisto resta comunque limitato a 12 unità. Le bombe B61 12 che questi aerei potrebbero trasportare restano proprietà degli Stati Uniti e rientrano in accordi che lasciano a Washington l’autorità finale sul loro impiego. È un punto richiamato da chi mette in discussione il livello di sovranità aggiuntiva garantito dall’operazione.
Il piano britannico arriva mentre la Nato valuta un ampliamento dei propri meccanismi di nuclear sharing e mentre la Francia promuove, su un binario distinto, una cornice europea di deterrenza centrata sulla propria flotta di Rafale.
Accanto alla componente nucleare, il Defence Investment Plan finanzia altri programmi chiave. Più di 8 miliardi di sterline nei prossimi 4 anni sono riservati al Global Combat Air Programme, il caccia di 6ª generazione sviluppato dal Regno Unito con Italia e Giappone. Oltre 5 miliardi di sterline andranno alla trasformazione nel settore dei droni. Dentro questa voce figurano 650 milioni di sterline per sistemi autonomi expendable destinati all’Esercito, alla Commando Force e alle forze speciali.
Un altro stanziamento da 790 milioni di sterline è destinato alla protezione del territorio nazionale e delle basi oltremare contro minacce aeree, droni e missili. Il finanziamento comprende nuovi radar e sensori, armi a energia diretta, l’aggiornamento del sistema di difesa aerea Sea Viper sui cacciatorpediniere Type 45 della Royal Navy e l’espansione dei sistemi anti drone.
Il documento assegna poi 11 miliardi di sterline a munizioni e armamenti. La voce comprende armi da attacco a lungo raggio, missili da crociera a basso costo e one way effectors. Sul fronte industriale, il governo ha annunciato anche una linea da 50 miliardi di sterline attraverso UK Export Finance per sostenere le aziende britanniche della difesa nella conquista di contratti sui mercati esteri.
Foto in apertura: U.S. Department of Defense su Rawpixel (licenza CC0 1.0, via Openverse).
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