Boeing stima 2,4 milioni di nuovi addetti, ma lo dice da anni

La nuova previsione Boeing conferma una domanda enorme, ma non una carenza comparsa oggi. Due terzi delle assunzioni serviranno al ricambio del personale.

La previsione al 2045 conferma una domanda strutturalmente elevata. Due terzi delle nuove assunzioni serviranno a sostituire chi lascerà il settore. Boeing stima che l’aviazione commerciale avrà bisogno di 2.425.000 nuovi professionisti entro il 2045. Il numero comprende 674.000 piloti, 728.000 tecnici della manutenzione e 1.023.000 membri degli equipaggi di cabina.

Letto da solo, sembra l’annuncio di una nuova emergenza occupazionale. Il Pilot and Technician Outlook 2026, presentato in occasione del Farnborough Airshow, racconta però qualcosa di diverso. La domanda resta enorme, ma si mantiene sullo stesso ordine di grandezza da diversi anni. Non sono 2,4 milioni di posti di lavoro comparsi improvvisamente, né posizioni che le compagnie devono coprire oggi. È il numero cumulativo di persone che, secondo Boeing, dovranno essere formate e assunte in tutto il mondo nell’arco di vent’anni.

Due terzi serviranno per sostituire chi lascia il settore

Soltanto un terzo della domanda prevista deriva dalla crescita delle flotte. Due terzi serviranno invece a sostituire il personale che andrà in pensione o lascerà il settore per altre ragioni. Applicando questa proporzione al totale, circa 1,6 milioni di nuovi professionisti prenderanno il posto di persone già presenti nell’industria. Poco più di 800.000 saranno invece collegati all’espansione dell’aviazione commerciale.

Il comunicato Boeing parla soprattutto di pensionamenti. La metodologia del rapporto utilizza però un concetto più ampio, quello di attrition, che comprende tutte le uscite dalla forza lavoro. La distinzione è importante: il rapporto misura il ricambio necessario, non soltanto la creazione di nuovi posti. Una semplice divisione del totale restituisce una media di circa 121.000 persone all’anno, tra cui quasi 34.000 piloti e 36.000 tecnici. Non è comunque un calendario delle assunzioni. La domanda non sarà distribuita in modo uniforme nel tempo e cambierà molto tra le diverse regioni.

Una previsione stabile da diversi anni

Nel 2023 Boeing stimava una domanda di 2,277 milioni di nuovi professionisti entro il 2042: 649.000 piloti, 690.000 tecnici e 938.000 membri degli equipaggi di cabina. Boeing Pilot and Technician Outlook 2023

L’anno successivo il totale era salito a 2,37 milioni. La previsione comprendeva 674.000 piloti, 716.000 tecnici e 980.000 assistenti di volo. Boeing Pilot and Technician Outlook 2024

Nel 2025 il totale era rimasto esattamente a 2,37 milioni, con una diversa ripartizione: 660.000 piloti, 710.000 tecnici e un milione di membri degli equipaggi di cabina secondo il Boeing Pilot and Technician Outlook del 2025. La nuova stima porta il totale a 2,425 milioni. L’aumento rispetto allo scorso anno è quindi di 55.000 persone, pari a circa il 2,3%. Anche il dato sui piloti, 674.000, è identico a quello pubblicato nel 2024.

Il confronto non è perfetto, perché ogni edizione sposta in avanti di un anno l’orizzonte della previsione e aggiorna le ipotesi su traffico, composizione delle flotte e produttività. Mostra comunque che Boeing non sta descrivendo una carenza apparsa nel 2026.

L’incremento più evidente riguarda gli equipaggi di cabina, saliti per la prima volta oltre il milione. Boeing collega questa crescita alla maggiore utilizzazione degli aeromobili e all’aumento della densità dei posti, che incide anche sul numero minimo di assistenti di volo richiesto a bordo.

Una previsione non è una garanzia di assunzione

Il rapporto si basa sulla previsione che il traffico aereo mondiale raddoppierà entro il 2045. Più passeggeri richiederanno più voli, mentre una parte consistente dell’attuale forza lavoro raggiungerà nel frattempo l’età pensionabile.

Questo non significa che esista già una carenza globale di 674.000 piloti. Le difficoltà possono riguardare determinate regioni, qualifiche o tipi di aeromobile. In alcuni mercati può mancare personale esperto, mentre altrove il problema può essere l’accesso alla formazione o la disponibilità di posti per chi ha appena ottenuto la licenza.

Il Pilot and Technician Outlook riguarda inoltre soltanto l’aviazione commerciale passeggeri e cargo con aeromobili da oltre 30 posti. Non comprende l’aviazione d’affari e gli elicotteri civili. Non è un censimento delle posizioni vacanti né raccoglie i piani di assunzione vincolanti delle singole compagnie. È una previsione costruita a partire dalle stime Boeing sulla crescita e sull’utilizzo della flotta.

Per chi valuta una carriera nel settore, i 674.000 piloti previsti non rappresentano quindi una garanzia di trovare immediatamente lavoro o di recuperare automaticamente il costo della formazione. Indicano che l’industria dovrà continuare a rinnovare la propria forza lavoro per almeno due decenni. La notizia non è la comparsa improvvisa di un’emergenza. È la conferma, aggiornata anche quest’anno, di una domanda strutturalmente molto elevata.

The Flying Guru

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