Boeing, maxi-commessa da 10 miliardi: sul piatto potrebbe esserci British Airways

Il Dipartimento del Commercio americano ha annunciato un ordine di aeromobili Boeing del valore complessivo di 10 miliardi di dollari da parte di una compagnia aerea britannica non specificata.

Nell’ambito dell’accordo commerciale siglato tra Stati Uniti e Regno Unito l’8 maggio 2025, il Dipartimento del Commercio americano ha annunciato un ordine di aeromobili Boeing del valore complessivo di 10 miliardi di dollari da parte di una compagnia aerea britannica non specificata. La notizia ha subito avuto effetto sui mercati: il titolo Boeing ha chiuso la giornata a Wall Street in rialzo dell’1,4%.

L’accordo commerciale USA-Regno Unito

Il nuovo patto commerciale bilaterale è stato annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro britannico Keir Starmer. L’intesa prevede l’eliminazione dei dazi sull’acciaio britannico esportato negli Stati Uniti, oltre alla riduzione delle tariffe sulle automobili prodotte nel Regno Unito, che scenderanno dal 27,5% al 10% fino a un massimo di 100.000 unità all’anno. Restano invece in vigore i dazi del 145% nei confronti della Cina.

L’intesa, descritta dalla Casa Bianca come “un passo storico nella nuova alleanza economica transatlantica”, riguarda anche i settori aerospaziale e farmaceutico.

Secondo quanto invece riferito dal segretario al Commercio Howard Lutnick, l’ordine riguarda aerei destinati al rinnovamento della flotta e rientra nel quadro più ampio di cooperazione industriale delineato nell’accordo bilaterale. Al momento non sono stati comunicati dettagli su numero di aeromobili o modelli coinvolti, ma fonti vicine al dossier indicano che si tratterebbe di velivoli sia a fusoliera stretta che larga.

Un ordine da 10 miliardi: pochi candidati possibili

La portata della commessa, stimata in circa 10 miliardi di dollari, restringe il campo dei potenziali acquirenti a un numero molto limitato di operatori nel Regno Unito. Tra questi, il nome più plausibile è British Airways, compagnia di bandiera e principale vettore del gruppo IAG.

BA vanta un rapporto storico con Boeing e dispone già in flotta di numerosi 777, 787 Dreamliner e, in passato, dei 747-400. È inoltre tra i clienti del 777X, con ordini annunciati ma mai formalizzati in dettaglio. Un maxi-ordine in questo momento potrebbe includere sia un aggiornamento della flotta a lungo raggio, sia il rinnovo di aeromobili a corto raggio, in vista del graduale ritiro dei suoi A319 e 737 utilizzati su rotte domestiche e europee.

Il valore economico lascia pensare a una combinazione di 787 e 777X, entrambi nella fascia tra i 250 e i 400 milioni di dollari di listino. Considerando gli sconti abituali su ordini di questa scala, si stima un numero di velivoli compreso tra 40 e 50 unità.

Altre ipotesi meno probabili

Altri vettori britannici, come Virgin Atlantic o Jet2, appaiono meno probabili. Virgin opera una flotta ristretta, composta essenzialmente da Airbus A330neo e Boeing 787-9, e ha recentemente annunciato nuovi ordini già assegnati. Jet2, invece, si concentra sul mercato leisure e ha una flotta incentrata su Boeing 737, ma un ordine di queste proporzioni supererebbe largamente la sua capacità operativa attuale.

Infine, non si esclude che parte dell’ordine possa provenire da società di leasing con base nel Regno Unito, sebbene il timing politico dell’annuncio – durante una visita ufficiale e in concomitanza con un accordo commerciale – faccia pensare a un vettore nazionale con un profilo istituzionale.

Boeing e il Regno Unito: legami consolidati

Secondo dati aggiornati, Boeing ha attualmente in portafoglio 149 ordini non evasi da clienti britannici, per un valore superiore a 12 miliardi di dollari. Di questi, 109 provengono da compagnie aeree e 40 da società di leasing. Il nuovo ordine potrebbe dunque inserirsi nel solco di questa relazione commerciale consolidata.

In attesa di una conferma ufficiale da parte di Boeing o della compagnia coinvolta, l’operazione si colloca come una delle più rilevanti del 2025 per il settore aerospaziale e segna un momento significativo per la ripresa industriale dell’azienda americana dopo un 2024 segnato da molte difficoltà.

Boeing ha registrato una perdita netta di 11,8 miliardi di dollari, la più grande dal 2020, a causa di una serie di problemi, tra cui uno sciopero di 53 giorni dei macchinisti che ha interrotto la produzione di modelli chiave come il 737, il 777 e il 767.

Inoltre, la compagnia ha affrontato gravi problemi di sicurezza, tra cui l’incidente del volo Alaska Airlines 1282, in cui un pannello della fusoliera si è staccato in volo, portando alla temporanea messa a terra di tutti i 737 MAX 9.

TradingView chart

Questi eventi hanno contribuito a una diminuzione del 35% nelle consegne di aerei rispetto al 2023, con solo 348 jet consegnati, il numero più basso dalla pandemia.

The Flying Guru

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