È stato firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il decreto che avvia ufficialmente la nuova continuità territoriale aerea per la Sardegna. Un provvedimento atteso da mesi e che entrerà in vigore dalla prossima primavera, in concomitanza con l’avvio della stagione estiva IATA 2026.
L’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, ha definito la firma «l’ultimo atto di una collaborazione efficace fra Regione Sardegna, Ministero ed Enac, a vantaggio del diritto alla mobilità dei cittadini sardi».
Il percorso è stato lungo: oltre 15 mesi di studi, la conferenza dei servizi dell’11 agosto, l’approvazione in giunta il 27 agosto e infine la trasmissione a Roma e Bruxelles dello schema degli oneri di servizio pubblico. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, la Regione sarà pronta a pubblicare i bandi di gara.
Non si tratta di un provvedimento tecnico isolato: i dati ENAC mostrano chiaramente quanto il traffico nazionale sia centrale per la Sardegna. Nel 2024 gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero hanno movimentato insieme 10,7 milioni di passeggeri. Nei primi otto mesi del 2025, gli stessi scali hanno già superato i 6,1 milioni di viaggiatori, di cui oltre 4 milioni soltanto su rotte nazionali. Cagliari Elmas ha totalizzato 2,95 milioni di passeggeri nel 2025 YTD (2,16 milioni nazionali), contro i 5,2 milioni dell’intero 2024; Olbia Costa Smeralda ha registrato 2,22 milioni (1,15 milioni nazionali) nel 2025, contro i 3,88 milioni dell’anno precedente; Alghero Fertilia ha contato 983 mila (708 mila nazionali) nel 2025, contro 1,61 milioni nel 2024. Il dato più evidente è la predominanza strutturale del nazionale: circa due terzi del traffico totale. E dentro questa quota il peso specifico delle rotte per Roma Fiumicino e Milano Linate è determinante, perché garantiscono mobilità quotidiana a studenti, lavoratori, anziani e persone con esigenze sanitarie.
Il nuovo modello di continuità territoriale introduce un regime tariffario che stabilisce un tetto massimo molto chiaro: i residenti in Sardegna e le categorie equiparate potranno viaggiare a 30 euro per Roma e 44 euro per Milano, al netto di IVA e tasse aeroportuali, con inclusi nel prezzo sia il bagaglio a mano sia un collo in stiva fino a 23 chili. Le categorie equiparate ai residenti sono numerose e testimoniano la volontà di estendere il beneficio oltre la sola platea anagrafica. Ne fanno parte gli studenti fino ai 27 anni, i giovani tra i 2 e i 21 anni, gli anziani oltre i 70, le persone con disabilità aventi una invalidità pari o superiore all’80% e i loro accompagnatori, i militari e i lavoratori con sede stabile in Sardegna, oltre agli atleti agonisti non professionisti. In tutti questi casi, l’accesso alle tariffe agevolate contribuisce a ridurre il costo della mobilità e a renderla sostenibile anche per chi viaggia con frequenza regolare.
Non si tratta soltanto di calmierare i prezzi, ma di imporre agli operatori un livello di servizio vincolato e uniforme. Le compagnie che si aggiudicheranno i bandi dovranno infatti rispettare un orario cadenzato di frequenze giornaliere, distribuite nelle quattro fasce orarie (prima mattina, tarda mattina, pomeriggio e sera).
Per Cagliari il modello prevede la griglia più intensa, con fino a dieci voli al giorno verso Roma e fino a nove verso Milano. Olbia oscilla tra quattro e nove collegamenti quotidiani a seconda della stagione, mentre Alghero garantisce almeno quattro voli giornalieri, rinforzati nei mesi estivi. Gli aeromobili utilizzati non potranno essere inferiori ai 150 posti e dovranno rispettare standard operativi e di accessibilità molto rigidi, inclusa la disponibilità di finger negli scali principali nelle prime ore del giorno per accelerare le procedure d’imbarco.
Un apparato di controlli e penalità completa il quadro. Sono previste sanzioni per i ritardi sistematici e per le cancellazioni che eccedano la soglia di tolleranza stagionale, multe per i casi di overbooking non gestiti, e perfino penali specifiche nel caso in cui non vengano rispettate le condizioni tariffarie o non siano garantiti i diritti delle categorie protette.
Dietro questo meccanismo c’è un impegno finanziario massiccio: le compensazioni pubbliche stimate per la sola season 2026 superano i 178 milioni di euro, con un orizzonte quadriennale che può superare i 700 milioni. Una cifra enorme, ma che trova giustificazione nel risparmio diretto per milioni di passeggeri e nella garanzia di mobilità continua per un’isola che, senza ponti aerei stabili, rischierebbe di restare isolata.
La nuova continuità territoriale non è soltanto un provvedimento burocratico: è il riflesso della struttura stessa del traffico aereo sardo. Un sistema in cui il nazionale pesa più di tutto il resto, e in cui le rotte per Roma e Milano valgono quanto un’infrastruttura di collegamento essenziale, non diversamente da un’autostrada o da una linea ferroviaria.
The Flying Guru
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