Altimetri radio, la FAA impone l’adeguamento contro le interferenze 5G entro il 2030

La FAA impone alle compagnie aeree e agli operatori stranieri negli USA di aggiornare gli altimetri radio contro le interferenze delle nuove reti 5G. Per i grandi aeromobili la scadenza è il 2030, mentre per aviazione generale e charter arriva al 2034.

Le compagnie aeree statunitensi e i vettori stranieri che operano negli Stati Uniti dovranno sostituire o aggiornare gli altimetri radio delle loro flotte entro il 30 dicembre 2030. Lo prevede una nuova norma della Federal Aviation Administration (FAA), pensata per ridurre il rischio di interferenze tra i sistemi di bordo e le reti mobili 5G. L’obbligo riguarda gli aeromobili con almeno 30 posti oppure con una capacità di carico superiore a 3.402 kg. La misura coinvolge sia le compagnie Usa sia gli operatori internazionali che servono il mercato americano. Per gli altri velivoli, inclusi charter, regionali, aviazione generale e operatori privati, la scadenza è fissata al 31 ottobre 2034.

La FAA stima che la normativa interesserà 58.500 altimetri radio installati su circa 40.700 aeromobili. Gli apparati dovranno essere sostituiti con dispositivi capaci di tollerare le interferenze provenienti dalle bande di frequenza adiacenti e di mantenere letture affidabili dell’altitudine per i piloti e per i sistemi automatici di sicurezza del velivolo.

L’intervento nasce dalla prevista assegnazione di nuove frequenze mobili nella banda compresa tra 3,98 e 4,2 GHz. La Federal Communications Commission intende mettere questo spettro all’asta per consentire alle società di telecomunicazioni di ampliare la copertura 5G. Gli altimetri radio aeronautici operano invece tra 4,2 e 4,4 GHz. La vicinanza tra le due bande può generare disturbi capaci di alterare la precisione delle indicazioni di quota.

L’altimetro radio è un componente essenziale soprattutto nelle fasi di avvicinamento e atterraggio. Misura la distanza effettiva tra l’aeromobile e il terreno, fornendo dati ai piloti e a vari sistemi integrati, compresi quelli impiegati per l’atterraggio automatico e per gli avvisi di prossimità al suolo.

Per le sole compagnie aeree statunitensi, la FAA prevede l’aggiornamento di circa 17.000 apparati su quasi 8.000 aeromobili. Il costo unitario stimato varia tra 80.000 e 120.000 dollari. La spesa complessiva per i vettori Usa viene indicata tra 1,5 e 2,2 miliardi di dollari.

Gli operatori statunitensi non appartenenti al trasporto aereo di linea dovranno intervenire su altri 30.000 altimetri, con un onere stimato tra 2,4 e 3,4 miliardi di dollari. La FAA precisa che i costi per gli operatori americani saranno coperti attraverso trasferimenti finanziari delle aziende di telecomunicazioni che utilizzeranno le nuove frequenze.

Diversa la situazione per le compagnie straniere. I gestori delle reti mobili non finanzieranno l’adeguamento degli aeromobili immatricolati e operati fuori dagli Stati Uniti. Alcuni vettori potrebbero limitare la spesa destinando alle rotte statunitensi solo una parte della flotta dotata dei nuovi altimetri. Questa scelta potrebbe incidere sull’impiego degli aeromobili nei network intercontinentali e sulla flessibilità operativa delle compagnie.

La FAA stima tra 4,8 e 7,1 miliardi di dollari il costo totale delle sostituzioni per l’insieme degli operatori americani e internazionali. La norma introduce così un nuovo vincolo tecnico per le flotte impiegate nel mercato statunitense, mentre il settore delle telecomunicazioni prepara l’espansione delle reti 5G nelle frequenze vicine a quelle utilizzate dall’aviazione civile.

The Flying Guru

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