C’è un momento preciso in cui la sicurezza aerea smette di essere una questione astratta e diventa personale. Per i passeggeri del volo easyJet 2618, quel momento è arrivato sopra il Mare Adriatico, quando una donna si è avvicinata all’equipaggio con una confessione: aveva un power bank nella stiva dell’aereo, collegato a un dispositivo in carica. Il comandante ha dirottato su Roma Fiumicino. Tutti sono atterrati indenni. Ma la ragione del dirottamento, la batteria agli ioni di litio, resta una delle minacce più serie all’aviazione commerciale contemporanea.
Anzi: nel 2025 la situazione è peggiorata.
Il problema che cresce anno dopo anno
La FAA americana ha registrato 93 incidenti da batteria al litio a bordo di aeromobili nel 2025, tra episodi di fumo, incendio o surriscaldamento estremo: un aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi vent’anni la stessa agenzia ha documentato 644 eventi complessivi, con quasi il 40% dei casi riconducibili ai caricatori portatili. Jeff Marootian, presidente e CEO di UL Standards and Engagement, l’organizzazione che definisce gli standard di sicurezza per i produttori di questi dispositivi, ha reso noto un aumento del 42% degli incidenti che coinvolgono caricatori portatili nel solo 2025. “Una parte enorme del problema è vedere quel numero di incidenti continuare a crescere, in correlazione diretta con il numero di dispositivi che le persone portano a bordo“, ha dichiarato.
Il meccanismo alla base di ogni episodio è sempre lo stesso: il thermal runaway. Un rapido aumento di temperatura e pressione all’interno delle celle, accompagnato dal rilascio di gas infiammabili che il calore stesso della batteria innesca, in un processo che si autoalimenta.
Un power bank da 10.000 mAh può produrre 20 litri di gas: non solo tossici, ma esplosivi. Chi ha visto le immagini del volo Air Busan 391 di gennaio 2025 conosce la progressione concreta: fumo denso, fiamme, metà fusoliera aperta come una scatola di latta su una pista di Gimhae. “Un incendio da batteria al litio a terra è già pericoloso; a 30.000 piedi può essere una catastrofe”, ha detto Marootian alla CNN.
Il dato che colpisce di più non è la severità dei singoli episodi: è la frequenza. Secondo i dati ULSE, questi incidenti accadono in media due volte a settimana; il 60% dei passeggeri dichiara di sapere poco o nulla di queste batterie. “I passeggeri hanno una consapevolezza estremamente limitata della fonte di alimentazione dei dispositivi che portano a bordo e del rischio che possono rappresentare se non gestiti correttamente“, ha dichiarato Marootian.
Power bank sugli aerei: il momento in cui le regole sono cambiate
L’incendio dell’Airbus A321 di Air Busan, distrutto da un power bank su una pista di Gimhae nel gennaio 2025, ha innescato una catena di cambiamenti normativi. Un secondo episodio ad alta visibilità, l’incendio di un power bank nel bagagliaio a mano su un volo Air China nell’ottobre 2025, ha spinto United Airlines a vietare la conservazione dei power bank nei bagagliai superiori.
Negli anni precedenti si erano già accumulati centinaia di quasi-incidenti: su un volo T’way dalla Cina alla Corea del Sud, da un power bank di un passeggero aveva cominciato a fuoriuscire una nuvola di vapore tossico. In questi casi il personale di cabina è addestrato a immergere il dispositivo in acqua, sabbia o in un sacchetto speciale progettato per contenere una batteria in runaway. “Non esiste un posto ideale per un incendio da batteria al litio su un aeromobile”, ha osservato Jonathan Nicholson della CAA britannica, “ma la cabina è il posto migliore dove possa svilupparsi.” In stiva la situazione è strutturalmente peggiore: l’equipaggio non può accedervi durante il volo (niente scale, niente botole) e i sistemi antincendio automatici, per quanto presenti, non sono progettati per gestire un thermal runaway in piena evoluzione.
La risposta istituzionale è arrivata il 27 marzo 2026. L’ICAO ha introdotto le prime restrizioni internazionali coordinate sui power bank in aviazione, approvate da tutti i 36 stati membri del Consiglio e applicabili ai 193 paesi aderenti. Le nuove norme sono nette: massimo 2 power bank per passeggero, divieto di utilizzo durante il rullaggio, il decollo, l’atterraggio e le fasi di volo attivo, con obbligo di tenere i dispositivi spenti per tutta la durata del volo.
I modelli tra 100 e 160 Wh richiedono approvazione preventiva della compagnia; sopra i 160 Wh, il divieto è totale. Il Gruppo Lufthansa, che include tra gli altri Air Dolomiti e ITA Airways, aveva già anticipato i tempi il 15 gennaio 2026: due power bank per passeggero, nessun utilizzo in volo, nessuna ricarica tramite le prese di bordo, nessuno stoccaggio nei bagagliai superiori.
Conoscere la norma non basta
Il vero nodo non è la regolamentazione in sé: è l’applicazione e la consapevolezza diffusa. La filiera della batteria è costruita sulla fiducia reciproca tra produttori, grossisti, spedizionieri e compagnie, con ogni anello che si affida al precedente per il rispetto delle norme: una struttura che offre a ogni attore una via di fuga nel momento in cui emergono problemi di sicurezza.
Marootian, intervistato dal New York Times, ha sottolineato la necessità di un linguaggio più diretto con i passeggeri: “Il passeggero medio non pensa ai dispositivi che porta con sé in termini di tipo di batteria. Ma se si dicesse ‘dispositivo ricaricabile’, sarebbe più trasparente.”
La soluzione non è vietare i dispositivi al litio, operazione impraticabile in un’epoca in cui il pass d’imbarco è sullo stesso schermo del telefono che potrebbe incendiarsi in tasca. Serve una consapevolezza capillare e coerente: tra passeggeri che ancora credono che la stiva sia il posto giusto per un power bank, tra equipaggi che sanno dove mettere la sacca di contenimento ma ignorano che il vapore emesso non è fumo bensì una miscela potenzialmente esplosiva, tra regolatori che tollerano ancora politiche difformi tra compagnie dello stesso continente.
Le norme ICAO del 27 marzo sono un punto di partenza. Ma due power bank ben regolamentati non cambiano il fatto che in questo momento, su ogni volo commerciale nel mondo, ci siano decine di dispositivi al litio in tasche, borse e bagagliai di cui nessuno conosce lo stato reale: schiacciati, gonfi, surriscaldati, acquistati da produttori senza nome su piattaforme senza controllo.
“Sappiamo che questo è un problema risolvibile”, ha detto Marootian. “Prima di tutto, si tratta di consapevolezza e formazione dei passeggeri”.
Le regole ci sono. Manca ancora la parte più difficile: che qualcuno le legga prima di salire a bordo.
The Flying Guru
Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?





