A circa 600 metri di profondità al largo della costa settentrionale di Porto Rico, il 2 giugno 2026 il sonar ad alta risoluzione di un veicolo subacqueo autonomo ha restituito la sagoma di un quadrimotore spezzato in 2 tronconi. Era il primo passaggio del drone. La ricognizione fotografica successiva ha mostrato il simbolo alato della Pan American World Airways e il nome Endeavor ancora leggibile su una fusoliera ammaccata ma sostanzialmente integra.
Il Clipper Endeavor era rimasto lì 74 anni. Un Douglas DC-4 della Pan American, dimensioni paragonabili a quelle di un Boeing 737 di oggi, precipitato l’11 aprile 1952 con 69 persone a bordo, 52 vittime. Il ritrovamento è stato annunciato il 21 luglio 2026 dalla Air Sea Heritage Foundation, che ha lavorato con la società Deep Sea Vision e con Expedition Unknown, il programma di Discovery Channel condotto da Josh Gates che in Italia conosciamo come Avventure impossibili con Josh Gates.
La ricerca era cominciata nel 2019. Russ Matthews (presidente e cofondatore della fondazione) si era imbattuto nella vicenda mentre lavorava su un altro incidente Pan Am, e da lì aveva iniziato a raccogliere i rapporti d’inchiesta dispersi in più archivi, conducendo diverse ricognizioni al largo di San Juan.
La collaborazione con Gates per una puntata di Expedition Unknown andata in onda nell’ottobre 2024 ha portato il gruppo all’Archivo General de Puerto Rico. Lì è emersa la documentazione decisiva: testimonianze dei sopravvissuti, trascrizioni delle comunicazioni in tempo reale, analisi tecniche e una mappa tracciata dai piloti dell’USAF che avevano assistito all’incidente e avevano guidato i soccorsi sul punto. L’area di ricerca si è ristretta a 10 miglia nautiche quadrate.

Un primo tentativo, nel 2024, si era interrotto per il maltempo. L’occasione è tornata quando la nave da ricerca Fugro Brasilis, in trasferimento da Trinidad verso il Golfo del Messico, ha accettato di fermarsi al largo di San Juan e di dedicare 48 ore alla ricerca. A bordo c’era uno dei veicoli subacquei autonomi di Deep Sea Vision, un Kongsberg Maritime HUGIN capace di operare fino a 6.000 metri di profondità e di restare in immersione fino a 4 giorni. Il mezzo ha scandagliato il fondale per una trentina di ore, poi è tornato in superficie con le immagini del DC-4.
Il volo Pan Am 526A
Il Clipper Endeavor, registrato N88899, era stato costruito nel 1945 ed aveva accumulato oltre 20mila ore di volo. L’11 aprile 1952, Venerdì Santo, decollò alle 12:11 dall’aeroporto di Isla Grande di San Juan, diretto a Idlewild di New York (oggi è il JFK). A bordo 64 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio. A Porto Rico l’incidente è ricordato come “La Tragedia del Viernes Santo“.
Pochi istanti dopo il decollo il motore numero 3 ebbe un’avaria. L’elica venne messa in bandiera, l’equipaggio impostò il rientro su San Juan. Durante il tentativo di salita anche il motore numero 4, sulla stessa ala destra, perse parte della potenza. Il comandante John C. Burn decise di ammarare per evitare le zone abitate e la barriera corallina.
Il DC-4 toccò violentemente il mare 9 minuti dopo la partenza. La coda si staccò, la cabina principale restò integra, l’aereo si allagò e affondò in meno di 3 minuti. Secondo le testimonianze raccolte durante l’indagine, tutte e 69 le persone a bordo sopravvissero all’impatto. Alle operazioni di recupero parteciparono squadre della Guardia Costiera e dell’Air Force, in mare mosso. Ne uscirono vive 17: 12 passeggeri e i 5 membri dell’equipaggio.
Giubbotti di salvataggio e zattere erano a bordo in numero sufficiente per tutti. L’inchiesta accertò che molti passeggeri non sapevano dove fossero né come si usassero. Prima del decollo non era stata effettuata alcuna dimostrazione. Mancava una procedura coordinata per l’evacuazione, e le differenze linguistiche in cabina complicarono le comunicazioni. Diverse persone rimasero al proprio posto mentre l’acqua entrava nella fusoliera.

Le responsabilità accertate dall’inchiesta
Il rapporto dell’allora Civil Aeronautics Board (oggi è l’NTSB) individuò 2 cause principali. La prima riguardava la manutenzione della Pan Am: il motore numero 3 avrebbe dovuto essere sostituito dopo il rinvenimento di particelle metalliche al suo interno. Per gli investigatori l’aereo non era in condizioni di aeronavigabilità quando lasciò San Juan. Alla seconda causa il rapporto assegnò la condotta del comandante che, pur perdendo la potenza sui motori di destra, continuò a tentare la salita senza impiegare tutta la potenza disponibile. Il DC-4 assunse un assetto troppo cabrato e perse progressivamente velocità, poi iniziò a scendere quando la quota non consentiva più il recupero.
Secondo la Air Sea Heritage Foundation l’incidente rappresentò un punto di svolta, e spinse il Civil Aeronautics Board a una revisione ampia delle regole che comprese l’obbligo delle istruzioni di sicurezza e della dimostrazione delle procedure di emergenza prima di ogni partenza.
La fondazione sta lavorando con le autorità di Porto Rico per estendere la protezione del sito e realizzare un memoriale. Ha contattato le famiglie coinvolte e le 2 persone che risultano ancora in vita tra i sopravvissuti del 1952. La ricerca sarà raccontata in una puntata di Expedition Unknown attesa entro la fine dell’anno.
The Flying Guru
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