Il provvedimento porta la firma del Ministero dell’Interno. Vale un mese, con possibilità di proroga. Riguarda le frontiere marittime e aeree con la Spagna e affida alla polizia di frontiera verifiche mirate sui cittadini di Paesi terzi che sbarcano da voli e traghetti spagnoli. Chi arriva da Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia, Malaga o dalle Baleari passa da oggi per un varco che su quelle tratte non esisteva.
La comunicazione ufficiale gioca sull’ambiguità. Il Viminale ripete che i controlli saranno selettivi, riservati agli extra Ue, e che per italiani ed europei non cambia niente. Detta così sembra una misura leggera. Solo che chiedere il documento al cittadino di Paese terzo e lasciar passare l’europeo è il funzionamento ordinario di qualunque frontiera esterna, una cortesia che nessuno sta concedendo.
Fino a ieri un volo da Barcellona a Milano si comportava come un collegamento interno, si scendeva e si usciva senza incrociare la polizia di frontiera. Da oggi quel filtro torna. E poiché agli arrivi dalla Spagna non esistono corsie dedicate né un presidio stabile, per intercettare gli extra Ue occorre incanalare l’intero volo, europei compresi.
Il varco riappare nel giorno di punta dell’estate, su scali che già arrancano. Dal 10 aprile l’Entry/Exit System registra impronte e volto di ogni passeggero extra Ue in ingresso, e ACI Europe segnala attese fino a 2 o 3 ore nelle fasce più cariche. A Linate, due giorni dopo l’avvio del sistema, circa 100 passeggeri rimasero a terra perdendo un volo easyJet per Manchester. Su questa congestione si posa ora un secondo livello di verifica, deciso con un preavviso che non lascia agli aeroporti il tempo di riorganizzare code e personale.
Il motivo dichiarato è la crisi di Ceuta. L’enclave spagnola sulla costa nordafricana ha visto entrare circa 50.000 migranti, con 57 morti. Alla vigilia del provvedimento italiano Madrid contava già 48.300 rientri in Marocco e parlava di emergenza chiusa. La sospensione arriva quando il fronte che dovrebbe giustificarla si è quasi svuotato. Da Bruxelles filtra un dettaglio in più, il Viminale non ha ancora notificato la misura alla Commissione, tenuta a valutare in che modo Ceuta rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale dell’Italia.
Per il governo Meloni non è il primo passo del genere. I controlli erano già tornati temporanemente con la Slovenia e con la Francia per tre giorni a fine luglio, attorno a un festival in Val di Susa e ai cantieri della TAV. Dal 2006 l’Unione Europea ha registrato 498 reintroduzioni di controlli alle frontiere interne, e la stretta verso la Spagna è stata soppesata anche da Finlandia e Danimarca.
Da Madrid, il primo ministro Pedro Sánchez ha replicato sui social con i numeri Frontex degli ingressi irregolari tra 2021 e 2026, 478.600 attraverso l’Italia, 234.760 attraverso la Spagna.
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