Riecco le scie chimiche: quando una bufala prova a diventare legge

Rieccole. Puntuali come certi temporali estivi, solo molto meno utili. Le scie chimiche sono tornate nel dibattito pubblico grazie a una raccolta firme dal titolo rassicurante, quasi poetico: Cieli Blu. L’obiettivo dichiarato è promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare per vietare la “dispersione deliberata di sostanze nell’atmosfera”. Tradotto dal linguaggio istituzionale a quello reale: una norma pensata per fermare quelle che i promotori considerano attività di geoingegneria climatica clandestina. Tradotto ancora meglio: le solite scie chimiche.

La meccanica della proposta

Il testo è stato depositato in Cassazione il 4 maggio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale; la raccolta firme è partita l’11 maggio e durerà 180 giorni, con un traguardo fissato a 50.000 sottoscrizioni di cittadini elettori. La proposta porta il nome dell’avvocatessa Frida Chialastri ed è sostenuta, tra gli altri, dal maresciallo in riserva dell’Aeronautica Roberto Nuzzo, figura già nota agli appassionati di debunking italiano per uscite televisive che mescolano zanzare tossiche, manipolazione climatica e fisica atmosferica in un unico catalogo del terrore.

Il testo vuole punire “qualsiasi iniezione, rilascio, emissione o dispersione di una sostanza chimica, di un composto chimico o di una sostanza nell’atmosfera con l’espresso scopo di produrre un cambiamento artificiale nella composizione, nel comportamento o nella dinamica dell’atmosfera”. Le sanzioni sono tutt’altro che simboliche: fino a centomila euro di multa, fino a cinque anni di carcere, o entrambe le cose insieme. Nessun partito politico ha annunciato sostegno all’iniziativa, il che la colloca per ora in una zona grigia tra la petizione e il folklore istituzionale.

Cosa sono davvero quelle strisce bianche

Il meccanismo narrativo del complotto è noto: si prende un fenomeno reale, visibile a tutti, le scie bianche lasciate dagli aerei in quota, e lo si trasforma in una prova apparente di qualcosa di nascosto. Le scie di condensazione diventano irrorazioni segrete; i voli di linea diventano strumenti di un piano globale; il cielo, invece di essere attraversato da aeromobili che bruciano carburante e producono vapore acqueo, diventa la lavagna su cui leggere messaggi cifrati del complotto.

La spiegazione reale è molto meno cinematografica. Quando i gas caldi e umidi emessi dai motori a reazione incontrano aria molto fredda e sufficientemente umida (il che accade sistematicamente tra i 26.000 e i 40.000 piedi di quota), si formano cristalli di ghiaccio: sono le contrails, da “condensation trails”. In certe condizioni di umidità relativa la scia scompare in pochi secondi; in altre rimane più a lungo, si allarga, viene deformata dai venti e può trasformarsi in una velatura estesa che ricorda i cirrostrati. Non è magia, non è irrorazione, non è una prova nascosta sotto gli occhi di tutti. È fisica atmosferica. Il principio è simile a quello per cui il respiro diventa visibile nelle mattinate fredde.

Nel 2016 una survey pubblicata su Environmental Research Letters ha interpellato 77 esperti di geochimica, chimica atmosferica e scienze della Terra: 76 di loro, pari al 98,7%, hanno dichiarato di non aver mai riscontrato evidenze di un programma segreto di irrorazione atmosferica su larga scala. Le anomalie citate dai sostenitori della teoria, secondo gli esperti, possono essere spiegate con processi noti: formazione delle scie di condensazione, aerosol atmosferici, errori di campionamento o interpretazioni scorrette dei dati. In decenni di discussione pubblica, nessuno ha mai portato campioni di laboratorio certificati, tracciati radar anomali o documenti ufficiali che confermassero l’esistenza di irrorazioni clandestine sui cieli italiani.

La furbizia della cornice istituzionale

La furbizia comunicativa della proposta sta nel non presentarsi soltanto come battaglia contro le “scie chimiche”, espressione ormai troppo compromessa anche per molti ambienti politici. Il testo preferisce parlare di geoingegneria climatica, dispersione di sostanze, tutela dell’ambiente e della salute: parole più presentabili, più tecniche, più spendibili nei comunicati stampa. Dietro questa cornice istituzionale riemerge però lo stesso immaginario di sempre.

Va detto con chiarezza: la geoingegneria è un campo di ricerca legittimo. Esistono studi, discussioni scientifiche e timori fondati su tecnologie che potrebbero intervenire sul clima terrestre, dal Solar Radiation Management alla cattura del carbonio, fino al cloud seeding (l’inseminazione delle nuvole con ioduro d’argento per stimolare le precipitazioni).

Sono esperimenti documentati, con pubblicazioni sottoposte a revisione paritaria, autorizzazioni governative e supervisione istituzionale. Confondere questo dibattito con l’idea che un Boeing 737 di linea stia spruzzando alluminio, bario e stronzio sulla popolazione italiana significa fare un salto logico enorme: dal problema politico della governance climatica alla narrazione del “ci stanno avvelenando dall’alto”. Un aereo di linea che lascia una scia non sta facendo esperimenti per cambiare il clima; e il dibattito reale sulla geoingegneria non coincide con le scie persistenti lasciate dagli aerei di linea nei corridoi commerciali.

Un classico che non invecchia

La teoria delle scie chimiche è nata negli Stati Uniti alla fine degli anni Novanta, nei primi forum online, quando la persistenza delle contrails nei cieli sempre più affollati del dopoguerra fredda cominciò a sembrare sospetta a chi aveva già sviluppato una diffidenza sistematica verso le istituzioni.

Da lì si è evoluta in molte direzioni: controllo climatico, riduzione della popolazione, condizionamento psicologico tramite agenti psicoattivi. Con l’arrivo dei social network e di Telegram, questi filoni hanno trovato ecosistemi chiusi e autoreferenziali dove crescere indisturbati, producendo nel tempo figure di riferimento capaci di aggregare comunità significative.

Le scie chimiche funzionano anche perché sono perfette per l’era visuale dei social: si vedono, si fotografano, sembrano strane, cambiano forma, restano nel cielo. E soprattutto permettono a chi ci crede di sentirsi più sveglio degli altri; gli altri guardano il cielo e vedono aerei, loro guardano il cielo e pensano di aver capito il piano.

Il passo successivo, quasi inevitabile, è stato l’ingresso della teoria nella politica ufficiale. Alcuni esponenti hanno cominciato ad assecondare queste narrazioni pur di intercettarne i sostenitori; il caso più eclatante è quello di Robert F. Kennedy Jr., oggi segretario alla Salute degli Stati Uniti, che promette da anni battaglie contro le scie chimiche senza averne mai iniziata una concreta.

In Italia il fenomeno è meno visibile ma non meno diffuso: si contano decine di interrogazioni sul tema depositate in Parlamento e in varie assemblee regionali nel corso degli ultimi anni. Il DDL Cieli Blu è la logica conclusione di questa traiettoria: trasforma la narrativa da folklore digitale a proposta istituzionale vera e propria. E questo, a prescindere dall’esito della raccolta firme, è già un fatto politico rilevante: segnala che il confine tra la chat di gruppo e la Gazzetta Ufficiale è diventato più permeabile di quanto si sarebbe pensato.

Se poi la legge venisse approvata nella forma immaginata dai suoi promotori, resterebbe un problema pratico fondamentale: come si fa rispettare il divieto di fare scie chimiche? Chi sanziona gli aerei? Come si differenzia per via normativa una scia di condensa da un’irrorazione dolosa?

Sono domande a cui il testo non risponde, perché per rispondervi bisognerebbe prima ammettere che le due cose non sono la stessa cosa. E a quel punto, la proposta non avrebbe più motivo di esistere.

The Flying Guru

Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?

Topic

VAI
SOSTIENI IL PROGETTO

Ti è utile quello che leggi?

FalcoVBS è un lavoro portato avanti per passione, senza ritorni economici diretti. Se ne apprezzi il valore, il tuo supporto aiuta a tenerlo vivo, indipendente e sostenibile nel tempo.

Offrimi un caffè

C'è altro da leggere

VAI
Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

Topic

VAI