Il 23 febbraio 1909, a Baddeck, Nova Scotia, il Silver Dart di John McCurdy staccò le ruote dal ghiaccio del lago Bras d’Or: primo volo a motore in Canada, primo volo dell’Impero Britannico. Da quel decollo pionieristico alla cancellazione dell’Avro Arrow nel 1959, mezzo secolo di slanci e cadute ha plasmato un’industria aeronautica che ancora oggi fatica a trovare una narrazione coerente. Peter Pigott, storico dell’aviazione canadese con oltre venti titoli all’attivo, ha dedicato buona parte della sua carriera a colmare questa lacuna.
Un cofanetto che attraversa epoche e ambizioni
La raccolta Aviation Pioneers of Canada 7-Book Bundle, pubblicata da Dundurn nel 2016, riunisce sette volumi in lingua inglese che coprono l’intero arco della storia aeronautica del paese nordamericano. Si va dalla cronistoria di Air Canada (la compagnia di bandiera nata nel 1937 come Trans-Canada Air Lines) alle analisi sulla sicurezza del volo in “Brace for Impact”, passando per i profili degli aviatori che spinsero le rotte verso l’Artico e le praterie del Manitoba.
Stile divulgativo, fonti solide
Pigott non scrive per accademici. La sua prosa è definita “breezy” dagli editori anglosassoni: scorrevole, punteggiata di aneddoti, costruita attorno a fotografie d’archivio che spesso valgono più di mille parole. Questo non significa superficialità. I volumi dedicati ai programmi militari (l’Avro CF-105 Arrow, il de Havilland Canada DHC-4 Caribou) attingono a documenti governativi e interviste con veterani dell’industria. La cancellazione dell’Arrow nel febbraio 1959, con la distruzione fisica di tutti i prototipi ordinata dal governo Diefenbaker, viene ricostruita con dovizia di dettagli politici ed economici, evitando il tono agiografico che spesso accompagna quel capitolo nella memoria collettiva canadese.
Limiti e destinatari
La formula del bundle comporta inevitabili sovrapposizioni. Chi ha già letto i singoli volumi in edizione separata troverà poco materiale inedito. Il taglio resta quello della divulgazione alta: non ci sono apparati di note a piè di pagina né bibliografie ragionate. Per chi cerca un’introduzione panoramica, però, la raccolta offre un punto d’accesso efficace. Le sezioni sulla bush aviation (il volo commerciale nelle regioni remote) e sullo sviluppo delle rotte transatlantiche negli anni Quaranta restituiscono un Canada aeronautico poco conosciuto in Europa: non solo fornitore di piloti per la RAF durante la Seconda Guerra Mondiale (il British Commonwealth Air Training Plan addestrò oltre 130.000 aviatori), ma anche laboratorio di tecniche di volo in condizioni estreme.
Per chi legge in inglese
L’opera è disponibile esclusivamente in lingua originale. Il linguaggio di Pigott non presenta particolari difficoltà per chi possiede un inglese intermedio, e la ricchezza iconografica compensa eventuali incertezze lessicali. Un investimento ragionevole per chi vuole capire come un paese con sei fusi orari e distanze continentali abbia costruito la propria identità anche attraverso le ali.
The Flying Guru
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