Un CR.32 che cabra sopra il cielo di Spagna, i trimotori S.79 in formazione sul Mediterraneo, i caccia della 4ª Squadriglia che si alzano da Campoformido: Stormi d’Italia di Giulio Lazzati, pubblicato da Mursia nel 1975, attraversa tre decenni di aviazione militare italiana con lo sguardo di chi quelle macchine le ha viste decollare e tornare (non sempre).
Un pilota che scrive di piloti
Lazzati non è uno storico di professione. È un giornalista che ha volato, e questo cambia tutto. La sua prosa non si perde in tecnicismi astratti né in celebrazioni retoriche. Racconta gli uomini dentro le carlinge: le attese, le rivalità tra reparti, il rapporto con macchine che erano già obsolete quando la guerra le reclamava. Il libro copre l’arco che va dalla nascita della Regia Aeronautica nel 1923 fino alla dissoluzione del settembre 1943, ma il cuore pulsante resta il secondo conflitto mondiale.
Dalla Spagna al deserto, senza apologetica
La guerra civile spagnola occupa pagine dense: l’Aviazione Legionaria come banco di prova, i primi scontri con la caccia repubblicana, le illusioni di superiorità che il 1940 avrebbe frantumato. Lazzati non nasconde i limiti strutturali della Regia (motori sottopotenziati, industria incapace di tenere il passo, vertici talvolta miopi) ma neppure cede al revisionismo facile. I piloti italiani combatterono con quello che avevano, spesso con coraggio notevole, quasi sempre con mezzi inadeguati.
Il teatro nordafricano riceve attenzione particolare. Gli S.79 siluranti, i MC.202 che finalmente potevano confrontarsi con gli Spitfire, le missioni disperate su Malta: Lazzati ricostruisce con fonti di prima mano, interviste a reduci, diari di reparto. Non è un lavoro accademico con apparato critico, ma la base documentale è solida.
Limiti e pregi di un’opera del 1975
Mezzo secolo di storiografia successiva ha inevitabilmente aggiunto dettagli, corretto errori, ampliato prospettive. Chi cerca numeri precisi di produzione o analisi strategiche approfondite dovrà integrare con testi più recenti. Ma Stormi d’Italia conserva un valore che i saggi accademici faticano a replicare: la voce viva di chi c’era, filtrata da un narratore che sa cosa significa un’elica che non gira al primo colpo.
L’edizione Mursia, ormai da tempo fuori catalogo, si trova solo nel mercato dell’usato. La copertina cartonata, le foto in bianco e nero (alcune rare, provenienti da archivi privati) restituiscono un’epoca editoriale diversa, meno patinata ma spesso più curata nei contenuti.
A chi si rivolge
A chi vuole capire la Regia Aeronautica oltre le statistiche. A chi sa già distinguere un Folgore da un Saetta e cerca storie, non schede tecniche. Lazzati scrive per lettori adulti, senza semplificazioni né compiacimenti. Il libro ha l’onestà di mostrare una forza armata che fece quello che poté, in un conflitto che l’Italia non era pronta a combattere.
The Flying Guru
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