La Cina ha lanciato 20 satelliti della costellazione Qianfan dalla rampa commerciale 1 dello spazioporto di Wenchang, nell’isola di Hainan. Il vettore impiegato è stato un Long March 8A. Le autorità cinesi hanno confermato il corretto inserimento dei satelliti nell’orbita prevista. Per Qianfan si tratta del carico più numeroso trasportato finora in una singola missione.
Il volo rappresenta il 15° lancio collegato al programma, includendo anche la missione del 9 giugno con un satellite sperimentale dedicato a prove Direct to Cell. Con questa operazione il numero complessivo di satelliti lanciati per la rete sale a 238. La costellazione è conosciuta anche come Thousand Sails o SpaceSail ed è gestita da Shanghai Spacesail Technologies, società impegnata nello sviluppo di una rete commerciale in orbita terrestre bassa per servizi internet.
L’obiettivo del programma è costruire un’infrastruttura capace di offrire connettività in Cina e in mercati esteri, con attenzione alle aree dove le reti terrestri sono limitate o assenti. Il confronto con Starlink ricorre spesso, per architettura e modello di servizio. La fase operativa di Qianfan resta però ancora in pieno dispiegamento. I primi 18 satelliti sono stati lanciati nell’agosto 2024. L’accelerazione della produzione e della frequenza dei voli ha preso forma nel 2026.
I 20 satelliti di questa missione sono stati realizzati dall’Innovation Academy for Microsatellites dell’Accademia cinese delle scienze. Il dato ha un peso industriale preciso: Pechino non ha concentrato la produzione presso un solo contraente, ma ha distribuito la costruzione tra più enti e aziende. È un’impostazione che punta a sostenere capacità manifatturiere parallele e a ridurre i colli di bottiglia lungo la catena produttiva.
Ogni satellite Qianfan ha una massa stimata di circa 300 kg. La struttura è piatta e studiata per l’impilamento in due file dentro l’ogiva del razzo, una soluzione che aumenta il numero di unità trasportabili per lancio. Per le manovre orbitali vengono usati propulsori elettrici a effetto Hall alimentati a kripton, una tecnologia diffusa nelle costellazioni moderne per il buon rapporto tra efficienza e consumo di propellente. Secondo i dati diffusi sul programma, la produzione in serie ha portato il costo unitario dichiarato sotto i 10 milioni di yuan, pari a circa 1,25 milioni di euro ai cambi indicativi recenti.
Anche il lanciatore ha avuto un ruolo centrale nella missione. Il Long March 8A ha portato in orbita il carico più pesante mai affidato finora a questa versione del vettore. La configurazione è a 2 stadi: il primo stadio e i 2 booster usano ossigeno liquido e cherosene, mentre il secondo stadio impiega ossigeno liquido e idrogeno liquido. L’ogiva ha un diametro di 5,2 metri, una misura adatta al trasporto di lotti numerosi di satelliti per costellazioni.
Per questo volo sono stati introdotti aggiornamenti al profilo di missione, al sistema di pressurizzazione e ad alcune componenti del secondo stadio. La riduzione della massa strutturale e la semplificazione di parte dei circuiti hanno aumentato la capacità di carico di quasi 1 tonnellata. Secondo le specifiche disponibili, il Long March 8A può ora trasportare oltre 7 tonnellate verso un’orbita eliosincrona a 700 km. È un valore che lo colloca tra i vettori cinesi pensati in modo esplicito per il dispiegamento delle grandi costellazioni nazionali.
Il lancio da Wenchang si inserisce in una fase di espansione più ampia del settore spaziale cinese. La crescita delle reti in orbita bassa riguarda insieme telecomunicazioni, manifattura satellitare e capacità di accesso allo spazio. Qianfan è uno dei programmi che mostrano questa traiettoria: una costellazione commerciale sostenuta da una filiera industriale distribuita, da costi unitari compressi e da vettori adattati a missioni ripetitive con carichi numerosi. Sul piano tecnico il volo del 5 luglio ha segnato un nuovo passo nel ritmo di dispiegamento della rete. Sul piano industriale ha offerto un’indicazione sulla maturazione dei mezzi cinesi destinati al mercato delle costellazioni.
The Flying Guru
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