La Cina ha effettuato il 1 giugno 2026 il primo lancio del Lunga Marcia 12B, nuovo vettore sviluppato per aumentare la capacità di accesso all’orbita bassa terrestre. La missione è partita alle 10:40 ora italiana dal Jiuquan Satellite Launch Center, nell’area di test commerciale di Dongfeng. A bordo c’era un nuovo gruppo di satelliti della costellazione Qianfan, nota anche come SpaceSail. Il numero esatto dei satelliti non è stato comunicato. Il volo ha sorpreso anche per l’assenza dei consueti avvisi Notam, che di norma segnalano la chiusura dello spazio aereo in vista di un lancio.
Il Lunga Marcia 12B è un razzo a 2 stadi alimentato da ossigeno liquido e cherosene. Misura circa 72 metri in altezza, ha un diametro di 4,37 metri e, secondo i dati diffusi in Cina, può portare fino a 20 tonnellate in orbita bassa. Si tratta del vettore cinese single core con la maggiore capacità oggi disponibile. Il progetto include elementi legati alla riutilizzabilità: sul primo stadio erano visibili grid fins e strutture associate alle gambe di atterraggio. In questo debutto non è stato però tentato alcun recupero. Il volo è servito soprattutto a verificare il comportamento del razzo nella fase di ascesa. Le prove di rientro e atterraggio sono attese nelle missioni successive.

Il carico utile conferma la funzione industriale del programma. Qianfan è una delle principali costellazioni cinesi per la connettività internet da orbita bassa e rientra nei grandi piani nazionali insieme a Guowang. L’obiettivo è costruire reti composte da migliaia di satelliti per servizi di comunicazione a bassa latenza. Per sostenere questo ritmo servono vettori più numerosi, più potenti e con costi operativi più bassi. Il Lunga Marcia 12B nasce anche per questo: aumentare la cadenza dei lanci e accompagnare il dispiegamento delle megacostellazioni cinesi.
Finora Qianfan ha utilizzato soprattutto razzi come Lunga Marcia 6A e Lunga Marcia 8. L’ingresso in servizio del 12B amplia il portafoglio disponibile e rafforza il segmento commerciale del settore spaziale cinese. Il debutto del nuovo vettore si inserisce in una fase di crescita rapida dell’infrastruttura orbitale nazionale, con ricadute dirette sia sulla capacità di lancio sia sulla competizione nel mercato delle comunicazioni satellitari.
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