Aerei elettrici, rapporto GAO: certificazione incerta e aeroporti frenano

Un rapporto del GAO avverte che gli aerei elettrici ed ibrido-elettrici non entreranno presto in servizio commerciale negli Usa: pesano certificazione, infrastrutture aeroportuali e costi.

Gli aerei elettrici e ibrido-elettrici non entreranno in servizio commerciale in tempi brevi, almeno negli Stati Uniti. È la conclusione di un nuovo rapporto del Government Accountability Office (GAO), l’agenzia di ricerca apartitica del governo americano, secondo cui ostacoli regolatori, commerciali e operativi rendono ancora poco chiaro quando questi velivoli potranno davvero volare con regolarità.

Il documento, realizzato su mandato del Congresso Usa, analizza i fattori che influenzano la certificazione e l’impiego di diverse tipologie di aeromobili, dai taxi volanti elettrici a decollo e atterraggio verticale, gli eVTOL, fino agli aerei regionali ad ala fissa.

Per l’indagine, il GAO ha consultato Federal Aviation Administration, NASA, aeroporti e aziende attive nello sviluppo di velivoli e sistemi di propulsione. Pur riconoscendo i potenziali vantaggi del settore, come minori emissioni, costi operativi ridotti, meno rumore e nuove missioni possibili, il rapporto sottolinea che il percorso verso l’entrata in servizio resta incerto.

Uno dei nodi principali riguarda gli aeroporti. Secondo il GAO, la maggior parte degli scali interessati a supportare gli aerei elettrici è ancora nella fase di pianificazione e raccolta dati, mentre solo alcuni hanno già installato infrastrutture di ricarica.

Il costo pesa in modo significativo: la sola installazione di apparecchiature per l’elettrificazione può arrivare a 2 milioni di dollari. A questo si aggiungono disponibilità elettrica talvolta limitata o poco affidabile, domande energetiche concorrenti all’interno degli aeroporti e dubbi sulla sostenibilità del modello di business, soprattutto per gli air taxi, oltre alle preoccupazioni sulla convivenza operativa e sicura con gli altri aeromobili.

Il rapporto richiama poi le difficoltà di certificazione. Dal 2018 la FAA ha ricevuto 23 domande di certificazione per aeromobili con propulsione elettrica. I costruttori puntano all’approvazione attraverso standard di aeronavigabilità esistenti, integrati da “special conditions”, oppure tramite una “special class” che combina requisiti di diverse categorie.

Diverse aziende hanno però segnalato al GAO standard ancora limitati e carenza di personale con competenze specifiche sulla propulsione elettrica. La FAA sostiene di avere tecnici qualificati e di aver avviato nuove assunzioni, ma ammette che l’aumento dei programmi ha messo sotto pressione le risorse disponibili.

Intanto alcuni sviluppatori, in ritardo rispetto ai piani iniziali, guardano altrove: Archer Aviation e Joby Aviation prevedono di avviare prima i voli commerciali negli Emirati Arabi Uniti, ritenuti un mercato con un percorso autorizzativo più chiaro.

The Flying Guru

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