Shenzhou 21, il rientro record che mostra quanto è cresciuto il programma spaziale cinese

La missione Shenzhou 21 si chiude con un rientro record dopo 210 giorni in orbita. Il cambio di capsula con Shenzhou 22 racconta anche la maturità raggiunta dalla Cina nella gestione della Tiangong.

La Cina ha riportato a Terra Zhang Lu, Wu Fei e Zhang Hongzhang dopo 210 giorni in orbita: il periodo più lungo mai trascorso nello spazio da un equipaggio cinese. La capsula è atterrata il 29 maggio 2026 nel sito di Dongfeng, nella Mongolia Interna, chiudendo una missione durata quasi 7 mesi a bordo della stazione spaziale Tiangong. Secondo la China Manned Space Agency, citata da Xinhua, i 3 astronauti sono in buone condizioni e la missione Shenzhou 21 è stata completata con successo.

Il record è il dato più immediato. Non è però l’unico elemento che rende questa missione interessante. Zhang Lu, Wu Fei e Zhang Hongzhang non sono rientrati con il veicolo previsto all’inizio della missione, ma a bordo della Shenzhou 22, inviata senza equipaggio dopo i problemi emersi sulla capsula Shenzhou 20. Secondo Space.com, quel veicolo era stato giudicato non utilizzabile per il rientro dopo la scoperta di una crepa, probabilmente causata da detriti spaziali. La Cina aveva allora scelto di riportare a Terra l’equipaggio precedente con Shenzhou 21, lasciando il nuovo equipaggio sulla Tiangong in attesa di una soluzione.

È un passaggio tecnico, ma dice molto sulla crescita del programma spaziale cinese. Una stazione orbitale non vive solo di lanci riusciti. Vive di continuità, veicoli di rientro, capsule di riserva, finestre di atterraggio, procedure di emergenza, rotazioni degli equipaggi. In questo caso Pechino ha dovuto gestire una situazione anomala senza interrompere la presenza umana sulla Tiangong: ha mandato in orbita un veicolo senza astronauti, lo ha agganciato alla stazione e lo ha usato per riportare a casa l’equipaggio.

Durante i 210 giorni in orbita, l’equipaggio ha condotto esperimenti scientifici, trasferito dati e materiali e completato 3 attività extraveicolari. Zhang Lu, comandante della missione, ha raggiunto 7 passeggiate spaziali complessive, diventando l’astronauta cinese con il maggior numero di uscite all’esterno di un veicolo spaziale. Per Wu Fei e Zhang Hongzhang era invece la prima missione nello spazio. Wu Fei, 32 anni al momento del lancio, è stato indicato da Space.com come il più giovane astronauta cinese ad aver volato nello spazio.

Astronaut Zhang Lu, commander of the three-member Shenzhou-21 crew, is out of the Shenzhou-22 spaceship’s return capsule after it touched down at the Dongfeng landing site in north China’s Inner Mongolia Autonomous Region, May 29, 2026. (Xinhua/Li Zhipeng)

La Tiangong resta il centro di questa traiettoria. Dopo anni di sviluppo autonomo rispetto alla Stazione Spaziale Internazionale, la stazione cinese è diventata il laboratorio permanente da cui passano ricerca, addestramento, permanenze di lunga durata e dimostrazioni tecnologiche. Non ha le dimensioni della ISS, ma per la Cina svolge una funzione diversa: permette di costruire esperienza senza dipendere da infrastrutture occidentali. AP ricorda che il programma spaziale cinese si è sviluppato anche dopo l’esclusione dalla ISS, legata a preoccupazioni statunitensi di sicurezza nazionale.

Il rientro di Shenzhou 21 arriva pochi giorni dopo l’arrivo sulla Tiangong del nuovo equipaggio Shenzhou 23. A bordo ci sono Zhu Yangzhu, Zhang Zhiyuan e Lai Ka Ying, la prima astronauta originaria di Hong Kong a partecipare a una missione spaziale cinese. Secondo AP e Space.com, uno dei membri dell’equipaggio dovrebbe restare in orbita per 1 anno, un altro passaggio verso missioni di durata più lunga.

La Luna resta sullo sfondo, ma non è un dettaglio. La Cina punta a portare astronauti sulla superficie lunare entro il 2030. Le missioni sulla Tiangong servono anche a consolidare capacità che saranno centrali oltre l’orbita bassa: permanenze prolungate, gestione degli equipaggi, affidabilità dei veicoli, supporto da Terra, attracco, rientro, risposta agli imprevisti. Reuters ha indicato Shenzhou 21 come un nuovo passaggio nella crescita del programma spaziale cinese, mentre AP collega il rientro della missione alla più ampia competizione lunare con gli Stati Uniti.

Shenzhou 21 non è solo una missione da record. Il record c’è, e ha valore simbolico. La parte più significativa sta forse altrove: la Cina ha gestito un problema tecnico, ha mantenuto abitata la sua stazione, ha riportato a casa l’equipaggio e ha già avviato la missione successiva.

The Flying Guru

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