Flybondi ha riattivato il proprio sito il 22 agosto e ha ripreso a vendere biglietti per una rete domestica ridotta. La compagnia argentina a basso costo non opera voli dal 6 agosto, in una fase segnata da difficoltà finanziarie, vincoli giudiziari, tensioni tra azionisti e problemi nei rapporti con lavoratori e passeggeri. Sul portale, il primo collegamento disponibile risulta programmato per il 10 settembre.
La ripresa delle vendite riguarda poche rotte e frequenze comprese tra 2 e 4 voli settimanali. Da Aeroparque, a Buenos Aires, Flybondi indica la ripartenza dei collegamenti per Mendoza dal 10 settembre, Bariloche dall’11 settembre e Puerto Iguazú dal 12 settembre. Il programma da Córdoba slitta invece ai mesi successivi: Neuquén appare dal 1 novembre, Salta dal 3 novembre e Bariloche dal 1 dicembre.
Le altre destinazioni servite abitualmente dalla compagnia non sono ancora acquistabili oppure figurano con date di ripresa più lontane. Il calendario disegna una riattivazione selettiva, concentrata inizialmente su alcune delle principali mete turistiche e sui collegamenti interni a maggiore domanda. Non sono disponibili dettagli ufficiali sulla flotta impiegata, sul piano di manutenzione degli aeromobili o sulle condizioni operative necessarie per riprendere i voli.
Il ritorno online del sito arriva dopo circa una settimana di indisponibilità. Nei giorni precedenti, gli utenti avevano incontrato prima un errore 504, associato a un mancato collegamento tra server, poi un errore 403 che impediva l’accesso alle pagine locali del portale. Il blocco riguardava sia gli indirizzi destinati al mercato argentino sia quelli per il Brasile, oltre al dominio principale flybondi.com.
Aviacionline aveva rilevato che la pagina identificata con il percorso globale restituiva un diverso errore del server. La sequenza lasciava emergere un intervento tecnico sui flussi di accesso al sito, senza che Flybondi chiarisse le ragioni del blocco né le condizioni che hanno consentito la riapertura della piattaforma. Durante l’interruzione, chi possedeva biglietti già emessi non disponeva di canali digitali per chiedere modifiche alle prenotazioni o rimborsi.
Il tema dei passeggeri resta centrale perché la sospensione dei voli si è sommata alla chiusura del canale principale di assistenza e vendita. Per una compagnia aerea, il sito non è solo una vetrina commerciale: gestisce l’emissione dei biglietti, le modifiche ai voli, le comunicazioni operative e le procedure di rimborso. La sua indisponibilità ha aggravato l’incertezza per chi aveva viaggi programmati e per chi attendeva restituzioni di denaro.
Sul piano finanziario, Flybondi affronta vincoli giudiziari legati a debiti verso ARCA superiori a 1.500 milioni di pesos argentini. Secondo quanto riferito da COC Global Enterprise, tali misure impedirebbero alla società di effettuare pagamenti e trasferimenti bancari. La situazione si inserisce in una crisi più ampia, con cancellazioni, ritardi e deviazioni registrati prima dello stop operativo.
La compagnia ha anche dovuto fare i conti con la rimozione della propria offerta dalle principali agenzie di viaggio. Si aggiungono le restrizioni imposte dall’autorità dell’aviazione civile brasiliana alla vendita dei biglietti e le vertenze aperte con circa 700 lavoratori licenziati. Le contestazioni riguardano indennità non corrisposte e stipendi arretrati, elementi che incidono sulla capacità dell’impresa di ricostruire una struttura operativa stabile.
La crisi ha una componente societaria. Il 18 agosto COC Global Enterprise, gruppo guidato da Leonardo Scatturice e indicato come il principale finanziatore entrato nella società nel 2025 con apporti superiori a 70 milioni di dollari, ha intimato a Cartesian Capital Group di regolarizzare la situazione aziendale e operativa di Flybondi.
Cartesian continua a figurare formalmente come azionista di controllo, poiché il trasferimento delle azioni non sarebbe stato completato. COC ha attribuito alla precedente gestione e a Cartesian la presenza di passività non dichiarate, presunti trasferimenti impropri di fondi e decisioni commerciali dannose per la compagnia. Il gruppo ha annunciato iniziative legali davanti ai tribunali argentini e stranieri con l’obiettivo di definire la governance e assumere le decisioni necessarie per i rapporti di lavoro e la continuità dei voli.
Le accuse restano parte della disputa tra gli investitori e non risultano accompagnate, nel testo disponibile, da una risposta pubblica di Cartesian. COC sostiene anche che Cartesian non abbia effettuato ulteriori apporti di capitale, mentre Flybondi affronta debiti, blocchi finanziari e la necessità di riportare in servizio aeromobili e personale.
La riapertura delle vendite introduce un primo programma commerciale dopo 12 giorni consecutivi senza operazioni, ma non chiarisce gli aspetti che hanno portato alla paralisi. Il sito consente di nuovo la ricerca e l’acquisto dei biglietti. Restano senza dettagli pubblici la disponibilità effettiva della flotta, la gestione delle richieste dei passeggeri già coinvolti nelle cancellazioni, la situazione dei lavoratori e l’evoluzione dello scontro tra COC Global Enterprise e Cartesian Capital Group.
The Flying Guru
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