Japan Airlines, Hitachi e Mitsui O.S.K. Lines avvieranno in Giappone il primo test pilota di una tecnologia per rimuovere direttamente l’anidride carbonica dall’acqua di mare. L’accordo è stato annunciato il 4 agosto 2026. L’impianto sarà realizzato a Kume Island, nella prefettura di Okinawa, e utilizzerà il sistema Direct Ocean Capture. La sperimentazione prevede l’installazione sull’isola di apparecchiature collocate in container. Il sistema preleverà acqua marina, separerà la CO2 disciolta e restituirà l’acqua al mare. Le aziende intendono verificare il rendimento della tecnologia in condizioni operative reali, usando l’acqua dell’area, e raccogliere dati sui consumi, sulla gestione dell’impianto e sugli effetti ambientali.
Il principio alla base del Direct Ocean Capture è legato allo scambio naturale di anidride carbonica tra oceano e atmosfera. L’acqua marina assorbe continuamente CO2 presente nell’aria fino a raggiungere un equilibrio. Se la CO2 disciolta viene rimossa, il mare può assorbire ulteriore anidride carbonica dall’atmosfera per ristabilire quel bilanciamento. L’operazione, ripetuta nel tempo, punta a ridurre la quantità di CO2 atmosferica attraverso il ciclo naturale dell’oceano. Secondo Japan Airlines, nell’acqua marina la concentrazione di anidride carbonica è tra 100 e 150 volte superiore rispetto all’aria. Questo elemento potrebbe ridurre l’energia necessaria per la cattura rispetto ai sistemi che estraggono la CO2 direttamente dall’atmosfera.
Il progetto interessa in modo particolare il trasporto aereo e il trasporto marittimo. Entrambi i comparti incontrano limiti nella sostituzione dei combustibili tradizionali con l’elettricità, soprattutto sulle lunghe distanze. La riduzione delle emissioni resta l’obiettivo principale, ma le tecnologie di rimozione del carbonio vengono considerate anche per compensare le quote residue che non possono essere eliminate con gli strumenti oggi disponibili.
Kume Island è stata scelta anche per la presenza di attività già dedicate alle risorse marine. Sull’isola opera infatti un sistema per la produzione di elettricità basato sulla differenza di temperatura dell’acqua marina. Le infrastrutture e le competenze sviluppate nel territorio hanno contribuito alla scelta del sito per il test sul Direct Ocean Capture.
Japan Airlines, Hitachi e Mitsui O.S.K. Lines hanno già investito in Captura Corp., società statunitense che sviluppa tecnologie per la cattura della CO2 dall’oceano. Le tre imprese avevano avviato studi per valutare l’applicazione del sistema in Giappone e ora passeranno alla sperimentazione su scala pilota. Hitachi seguirà il monitoraggio tecnico dell’impianto. L’azienda impiegherà i propri strumenti di analisi per controllare la qualità dell’acqua e i dati operativi. Le informazioni raccolte serviranno a individuare le condizioni di funzionamento con il minor consumo energetico possibile. Hitachi lavorerà anche a una piattaforma dati per misurare e verificare la quantità di carbonio rimossa dal sistema.
La verifica delle quantità catturate è un passaggio necessario per l’eventuale riconoscimento di crediti di carbonio. Il progetto punta quindi a definire procedure di misurazione che possano documentare la rimozione della CO2 e rendere tracciabili i risultati dell’impianto.
Mitsui O.S.K. Lines, nota anche come MOL, metterà a disposizione la collaborazione già avviata con l’amministrazione locale di Kume Island. La compagnia marittima coordinerà il confronto con i residenti e seguirà l’allestimento del sito. MOL vede nel test anche la possibilità di creare attività economiche legate alle tecnologie marine e alla gestione del carbonio sull’isola. Japan Airlines guiderà le iniziative di informazione e sensibilizzazione attorno al progetto insieme a Japan Transocean Air e Ryukyu Air Commuter. Le due compagnie regionali servono già l’aeroporto di Kumejima. JAL guarda anche a un possibile impiego futuro della CO2 catturata come materia prima per la produzione di carburante sostenibile per l’aviazione.
Le aziende indicano il test di Kume Island come un primo passaggio verso un modello locale di economia del carbonio. L’obiettivo è valutare se l’anidride carbonica rimossa dall’acqua marina possa essere utilizzata sul territorio, anziché soltanto immagazzinata. Tra le applicazioni considerate figura la produzione di carburanti di nuova generazione per il settore aereo.
I dati raccolti durante la sperimentazione saranno utilizzati anche per attività divulgative e formative dedicate alla rimozione della CO2 attraverso gli oceani. Il progetto fornirà elementi operativi per valutare una possibile estensione della tecnologia lungo le coste giapponesi.
Foto in apertura: European Space Agency su Wikimedia (licenza CC BY-SA 3.0, via Openverse).
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