La corsa per easyJet si è chiusa ieri, senza l’asta finale che il calendario lasciava presagire. Castlelake ha annunciato che non presenterà alcuna offerta sulla compagnia di Luton, lasciando campo libero ad Apollo Global Management. Poche ore dopo, Apollo ed easyJet hanno confermato l’accordo: 715 pence per azione in contanti, per una valutazione complessiva di 5,7 miliardi di sterline, pari a circa 6,69 miliardi di euro (8,39 euro per azione). Il consiglio di amministrazione, assistito da Evercore, ha raccomandato l’offerta all’unanimità, giudicandone i termini equi e ragionevoli.
Come si è arrivati all’accordo
La sequenza è durata poco più di 2 mesi. Castlelake si era fatta avanti a fine maggio con proposte non vincolanti progressive, salite da 6,25 a 6,50 fino a 6,90 sterline per azione, tutte giudicate dal CdA come sottovalutazioni della compagnia. Il 5 luglio le parti avevano raggiunto un’intesa di principio su quest’ultimo prezzo, che valutava la compagnia circa 5,5 miliardi di sterline (6,45 miliardi di euro).
La svolta è arrivata il 10 luglio, quando Apollo ha presentato un’offerta da 715 pence per azione che ha superato la proposta rivale, spingendo il CdA a ritirare la disponibilità a raccomandare l’operazione Castlelake. Il Panel on Takeovers and Mergers britannico aveva poi esteso la scadenza per entrambi i pretendenti alle 17 di venerdì 7 agosto, entro cui formalizzare un’offerta vincolante o ritirarsi. Castlelake ha scelto la seconda strada con un giorno di anticipo. Nel comunicato alla Borsa di Londra il fondo ha spiegato che, dopo attenta valutazione, non intende presentare un’offerta per il vettore.
Il premio e la finestra temporale
Il prezzo concordato misura quanto la crisi mediorientale avesse schiacciato il titolo. Le 7,15 sterline rappresentano un premio del 54% sulla chiusura del 27 febbraio, ultimo giorno di contrattazioni prima dell’escalation del conflitto, e dell’81% rispetto alle 3,94 sterline del 28 maggio, ultima seduta prima che l’interesse di Castlelake diventasse pubblico. Da allora il titolo ha guadagnato oltre il 65%. Ieri, dopo l’annuncio, l’azione saliva di circa il 3,1% nel pomeriggio londinese.
La tempistica dell’ingresso dei fondi non è casuale: la prima offerta era arrivata quando il mercato scontava il pieno impatto del caro cherosene legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con la trimestrale che ha registrato utili per 85 milioni di sterline, in calo del 70% sullo stesso periodo del 2025.
Struttura dell’operazione e vincolo UE
Il nodo regolatorio dell’acquisizione riguarda la proprietà. I diritti di traffico intraeuropei di easyJet dipendono dal mantenimento della maggioranza del capitale e del controllo della controllata comunitaria in mani UE.
Apollo prevede che la famiglia del fondatore Stelios Haji-Ioannou e gli altri azionisti che reinvestiranno detengano tra il 45,1% e il 49,9% del capitale ordinario del veicolo di acquisizione. Gli azionisti potranno infatti scegliere, in alternativa al contante, di trasferire la propria partecipazione nel veicolo che acquisirà la compagnia, conservando quota e relativi diritti di voto. Resta in vigore l’accordo di licenza del marchio con easyGroup, la holding di Haji-Ioannou (primo azionista con circa il 15%), che prevede una royalty dello 0,25% dei ricavi.
Il finanziamento poggia su linee di credito già garantite da Barclays e capitale dei fondi Apollo.
Cosa cambia
Il completamento è atteso entro la fine del primo trimestre del prossimo anno. Con il closing, easyJet lascerà la Borsa di Londra dopo quasi 30 anni di quotazione. L’attrattività della compagnia per il private equity sta in un patrimonio che i bilanci non catturano per intero: gli slot di decollo e atterraggio in scali congestionati come Londra Gatwick, Parigi e Ginevra, asset non replicabili in un mercato europeo a capacità vincolata.
Per l’Italia il passaggio di proprietà tocca un operatore con basi a Milano Malpensa, Milano Linate, Roma Fiumicino e Napoli Capodichino
The Flying Guru
Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?





