L’accordo di principio con Castlelake è durato 5 giorni. Venerdì 10 luglio 2026 easyJet e Apollo Management X (fondo che fa capo ad Apollo Global Management) hanno annunciato di aver raggiunto un’intesa sui termini finanziari chiave di una possibile offerta in contanti: 715 pence per azione (8,34 euro), per una valutazione del capitale interamente diluito di circa 5,7 miliardi di sterline (6,65 miliardi di euro). La proposta era arrivata sul tavolo del consiglio mercoledì 8 luglio. Il board l’ha giudicata all’unanimità a un livello che sarebbe orientato a raccomandare agli azionisti, se Apollo formalizzerà l’offerta a quei termini. E ha ritirato il sostegno a Castlelake, la cui proposta da 690 pence (8,05 euro), presentata il 4 luglio, era stata accettata in via preliminare domenica 5. La formula del comunicato è netta: il consiglio “non è più orientato a raccomandare” la proposta del fondo di Minneapolis.
Il titolo ha reagito con un balzo di circa il 14%, il segnale che il mercato ora prezza l’acquisizione come esito probabile, dopo settimane di scetticismo.
I numeri dell’offerta Apollo
I 715 pence rappresentano un premio dell’81% sulla chiusura del 28 maggio (394 pence, 4,60 euro), ultimo giorno di contrattazioni prima dell’apertura del periodo d’offerta legato all’approccio di Castlelake. Il premio è dell’80% sulla media ponderata a 90 giorni (397 pence) e del 22% sui 588 pence (6,86 euro) toccati come massimo nei 4 anni precedenti. La base di calcolo è il capitale interamente diluito: 794,8 milioni di azioni, incluse le 36,8 milioni legate ai piani di incentivazione.
Il finanziamento previsto combina equity impegnato dai fondi Apollo e linee di debito: Barclays ha fornito una lettera in cui si dichiara “altamente fiduciosa” di poter organizzare il debito necessario. La stessa Barclays è advisor finanziario unico di Apollo nell’operazione, mentre easyJet è assistita da Evercore, BNP Paribas e Panmure Liberum.
C’è poi un elemento assente in tutte le proposte di Castlelake: una “Stub Equity Alternative” che permetterebbe agli azionisti idonei di convertire le proprie azioni in quote del veicolo con cui i fondi Apollo controllerebbero la compagnia, invece di uscire in contanti. Le quote avrebbero diritti di voto; i termini restano da definire. È un’opzione che parla a un destinatario preciso: la famiglia Haji-Ioannou, primo azionista con il 15,3 per cento, che con questa formula potrebbe restare dentro l’azienda fondata da Stelios nel 1995. E il comunicato aggiunge un secondo segnale nella stessa direzione: Apollo intende mantenere invariato l’accordo di licenza del marchio tra easyJet ed easyGroup, il veicolo di Stelios che possiede il nome “easy” e incassa le relative royalty, con l’aspettativa dichiarata che il valore del marchio cresca insieme al business.
Due progetti diversi per la stessa compagnia
La differenza tra i due pretendenti non è solo di prezzo. Castlelake è un fondo di credito con una consolidata attività di leasing aeronautico: la lettura più diffusa tra gli analisti, che avevamo ricostruito nell’analisi sulla tesi dello scorporo, vedeva nella flotta esistente e nei 287 aeromobili in ordine il vero obiettivo dell’operazione, con la possibilità di valorizzare separatamente Holidays, slot e aerei.
Apollo dichiara l’opposto. Nel comunicato il gruppo newyorkese, che si presenta come investitore di lungo corso nell’aviazione, afferma di seguire easyJet da anni, di considerarla una delle aziende più attraenti del settore e di credere nella strategia esistente: upgauging della flotta verso aeromobili di maggiori dimensioni, rafforzamento di ricavi ancillari e programma fedeltà, crescita di easyJet Holidays come fonte di utili strutturalmente differenziata.
Oggi solo il 6 per cento dei voli easyJet alimenta prenotazioni Holidays, contro il 65 per cento di Jet2: il margine di crescita è il cuore della tesi industriale. Secondo Apollo, la proprietà privata accelererebbe questi piani grazie all’accesso a capitale incrementale e a orizzonti di pianificazione più lunghi. Il documento dedica spazio anche a dipendenti e management, con l’impegno (non vincolante: nessuna delle dichiarazioni costituisce un “post-offer undertaking” ai sensi del Takeover Code) a trattenere le figure chiave e far crescere l’organico.
Scadenze incrociate e il nodo regolatorio
Il calendario ora corre su due binari. Castlelake, che detiene già il 2,14 per cento di easyJet, deve presentare l’offerta formale entro il 3 agosto. Apollo ha tempo fino alle 17:00 del 7 agosto, ai sensi della Rule 2.6 del Takeover Code. Nessuna delle due proposte è vincolante: quella di Apollo resta subordinata a 4 pre-condizioni, tra cui la due diligence, la documentazione definitiva, la raccomandazione unanime del board e l’impegno irrevocabile di voto dei consiglieri che detengono azioni. Apollo si riserva anche il diritto di ridurre l’offerta in casi specifici, per esempio a fronte di dividendi o di un’offerta rivale inferiore. La compagnia ha invitato gli azionisti a non intraprendere alcuna azione.
Citi non esclude un rilancio di Castlelake. Sul fronte regolatorio, però, i due dossier non sono simmetrici e il comunicato di EasyJet lo lascia intravedere nella gradazione degli impegni: Apollo accetterebbe di compiere “tutti i passi necessari” per le autorizzazioni antitrust e per il regolamento UE sulle sovvenzioni estere, ma per le altre condizioni regolatorie l’impegno scende a “best endeavours”, i migliori sforzi. In quella seconda categoria ricade il punto più delicato dell’intera operazione: il regolamento UE 1008/2008, che impone proprietà e controllo a maggioranza europea per la licenza austriaca di easyJet Europe. Castlelake aveva costruito una struttura 49/51 con Brookfield e investitori europei, giudicata opaca dal board; Apollo, nel documento, non descrive alcuna architettura equivalente.
The Flying Guru
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