easyJet e Castlelake hanno raggiunto un accordo di principio. Il consiglio della compagnia britannica ha comunicato domenica 5 luglio 2026, con una nota congiunta, di aver accettato la quinta proposta del fondo statunitense: 690 pence per azione in contanti, pari a 8,05 euro, per una valutazione complessiva di 5,23 miliardi di sterline (6,10 miliardi di euro). È l’offerta più alta presentata dal 29 maggio, giorno della prima manifestazione di interesse, e chiude una sequenza di quattro rifiuti consecutivi che il board aveva motivato parlando di proposte “altamente opportunistiche”.
L’intesa non è un’acquisizione conclusa. Le parti hanno spostato al 3 agosto alle 17:00 ora di Londra la scadenza “put up or shut up” fissata dal Takeover Panel britannico, originariamente al 5 luglio. Entro quella data Castlelake deve formalizzare un’offerta vincolante, che dovrà poi passare dal voto degli azionisti e dalle verifiche regolatorie.
Da 6,54 a 8,05 euro in cinque settimane
La progressione delle offerte racconta una trattativa condotta a rilanci rapidi. Castlelake è partita da 560 pence per azione (6,54 euro), respinti il giorno stesso. Poi 600 pence (7,00 euro), quindi 625 (7,29 euro, valutazione da 5,53 miliardi di euro), infine i 650 pence del 25 giugno (7,59 euro, 5,75 miliardi complessivi), rifiutati anche quelli ma accompagnati dall’apertura parziale dei libri contabili. Quel segnale, come avevamo ricostruito analizzando la tesi dello scorporo, indicava una disponibilità a trattare che le prime tre offerte non avevano ottenuto.
Il prezzo concordato resta però sotto la soglia dei 700 pence (8,17 euro) che gli investitori istituzionali avevano indicato come punto di ingresso per una trattativa reale. Il board ha accettato 10 pence sotto quella linea. E il mercato, alla vigilia, scommetteva sul fallimento: venerdì 3 luglio il titolo ha chiuso a 558,2 pence (6,51 euro), circa il 20 per cento sotto il prezzo dell’accordo e perfino sotto la prima offerta di fine maggio, dopo una settimana di ribassi vicini al 7% e una serie di downgrade da parte di UBS, RBC, Citi e Barclays.
La struttura dell’offerta e il nodo europeo
Castlelake, fondo di credito privato con sede a Minneapolis, ha costruito il veicolo di offerta insieme a Brookfield e a due manager europei dell’aviazione, Mark Breen e Peter Bellew (ex direttore operativo di Ryanair e della stessa easyJet, che aveva lasciato bruscamente nel 2022). L’architettura serve a rispettare il regolamento UE 1008/2008, che impone proprietà e controllo a maggioranza europea per le compagnie con licenza operativa UE: easyJet opera parte della rete tramite la licenza austriaca di easyJet Europe. Il board aveva definito “opaca” questa struttura nelle fasi precedenti della trattativa. L’accordo di principio indica che le riserve sulla realizzabilità sono state superate, almeno sul piano negoziale; la verifica regolatoria resta un passaggio a sé.
Nella nota congiunta Castlelake dichiara l’intenzione di sostenere la crescita del gruppo e il programma di rinnovo della flotta, che prevede 287 aeromobili tra A320neo e A321neo in consegna tra il 2026 e il 2028, ad affiancare gli attuali 366 in servizio su oltre 1.200 rotte verso 37 Paesi.
Cosa manca alla chiusura della cessione
Tre passaggi separano l’accordo di principio dal delisting. Il primo è l’offerta formale entro il 3 agosto. Il secondo è il consenso degli azionisti: la famiglia Haji-Ioannou, che fa capo al fondatore Stelios e detiene il 15,3% del capitale (primo azionista singolo), non si è ancora espressa pubblicamente. Il terzo è il via libera delle autorità, con la questione della proprietà europea come punto centrale.
Resta aperta anche la domanda di fondo dell’intera vicenda: cosa intende fare Castlelake di easyJet. Il fondo aveva mostrato interesse per Spirit Airlines, fallita a maggio, e la tesi dello scorporo (Holidays, slot e flotta valutati separatamente valgono più della somma quotata, fino a 13,20 euro per azione secondo Barclays) non è stata smentita dalle dichiarazioni ufficiali, che parlano di crescita e rinnovo della flotta ma non vincolano il perimetro del gruppo.
The Flying Guru
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