Il Mondiale 2026 è il torneo più grande mai organizzato dalla FIFA: 48 squadre, 104 partite, tre Paesi e sedici città ospitanti distribuite tra Canada, Stati Uniti e Messico. È anche il Mondiale che la FIFA presenta dentro una strategia ufficiale di sostenibilità e diritti umani. Nel documento dedicato al torneo, Gianni Infantino scrive che, quando si parla di clima, diritti umani, malattie o disabilità, la FIFA è impegnata a “fare la propria parte”.
Poi ci sono i voli.
Secondo la ricostruzione di BBC Sport e BBC Verify, durante la fase a gironi Infantino ha assistito a 24 partite in poco più di due settimane. Per seguire il torneo da una città all’altra, il tracciamento ha individuato un Gulfstream G650ER di Qatar Executive, registrazione A7-CGG, associato agli spostamenti del presidente FIFA. Il velivolo avrebbe effettuato 27 voli tra l’11 e il 27 giugno, per oltre 50.000 chilometri e più di 66 ore complessive in aria. La stima delle emissioni per quella sola fase è di 516 tonnellate di CO2 equivalente, una quantità paragonata dalla BBC alle emissioni annuali medie di 78 persone.
La FIFA non ha confermato che Infantino fosse a bordo del jet in ogni tratta. Alla BBC ha risposto che il presidente viaggia regolarmente con funzionari e delegazioni per attività legate al torneo e che gli spostamenti possono avvenire con voli commerciali, anche low cost, oppure con charter privati, in base alla soluzione ritenuta più efficiente e conveniente. La FIFA non ha però risposto alle domande su quanti passeggeri fossero a bordo del jet, su quante tratte siano state eventualmente coperte con voli di linea e sull’eventuale compensazione delle emissioni.
Il tracciamento della fase a gironi mostra la scala degli spostamenti. Il 13 giugno il volo più lungo ricostruito è stato Vancouver-Miami, oltre 4.000 chilometri. Il 15 giugno il velivolo ha coperto la tratta Miami-Seattle, poi Seattle-Los Angeles nella stessa giornata. Il 22 giugno è stata registrata anche una tratta molto breve, Philadelphia-Teterboro, 148 chilometri. È una distanza che in un Mondiale presentato come sostenibile ha un peso politico prima ancora che ambientale.
Al 6 luglio, il dato nuovo è che la storia non si ferma alla fase a gironi. La cronologia pubblica di Flightradar24 mostra che A7-CGG ha continuato a muoversi anche dopo il 27 giugno. Il 29 giugno il jet ha volato da Houston a Monterrey. Il 30 giugno da Monterrey a Dallas e poi da Dallas a Città del Messico. Il primo luglio da Città del Messico ad Atlanta e da Atlanta a San José. Il 2 luglio da San José a Los Angeles e poi da Los Angeles a Vancouver. Il 3 luglio da Vancouver a Miami. Il 4 luglio da Miami a Houston e poi da Houston a Città del Messico. Solo queste tratte, dal 29 giugno al 4 luglio, sommano 23 ore e 38 minuti di volo.
Plane Finder registra anche un movimento precedente, il 28 giugno, da Los Angeles a Houston. Nel tracciamento pubblico consultato il 6 luglio, l’ultima tratta visibile per A7-CGG resta quindi Houston-Città del Messico del 4 luglio.
Questo non permette di aggiornare automaticamente la stima delle emissioni attribuite agli spostamenti di Infantino. La cifra pubblica resta quella calcolata da BBC Verify per la fase a gironi: 516 tonnellate di CO2 equivalente. Ma quel numero non è il bilancio finale del torneo. È il conto stimato prima che il Mondiale entrasse nella fase a eliminazione diretta. Dopo quella data, lo stesso aereo ha continuato a volare tra città coinvolte nel torneo.
Il caso pesa perché il Mondiale 2026 nasce già con un problema strutturale: le distanze. Reuters ha riportato una stima di Greenly secondo cui il torneo potrebbe generare 7,8 milioni di tonnellate di CO2, più del doppio rispetto a Qatar 2022. Secondo quella valutazione, l’87% delle emissioni sarebbe legato soprattutto ai viaggi, in particolare agli spostamenti aerei di tifosi, squadre e media attraverso il continente nordamericano.
La FIFA rivendica l’uso di stadi esistenti, l’incentivo al trasporto pubblico, la riduzione dei generatori diesel, il riciclo e le iniziative contro lo spreco alimentare. Sono misure previste nella strategia ambientale del torneo. Ma il tracciamento del jet associato agli spostamenti di Infantino apre un fronte diverso: quello della coerenza interna tra gli impegni ambientali dichiarati e il comportamento dei vertici dell’organizzazione.
“L’Infantino volante” non è una formula costruita sul gossip. È il riassunto di un tracciamento. Da una parte ci sono documenti, strategie e impegni climatici. Dall’altra ci sono 27 voli nella sola fase a gironi, oltre 66 ore in aria, 516 tonnellate di CO2 equivalente stimate e nuove tratte registrate fino al 4 luglio.
Al 6 luglio, il Mondiale non è finito. Nemmeno il conto dei voli.
The Flying Guru
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