easyJet, prima metà in rosso per 552 milioni: il carburante brucia più del previsto

La prima metà dell’esercizio finanziario si è chiusa con una perdita ante imposte di 552 milioni di sterline per easyJet, in peggioramento rispetto ai 394 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato è tanto più significativo se letto in parallelo con i ricavi di gruppo, saliti del 12% a 3,95 miliardi di sterline: la domanda passeggeri tiene, il load factor ha raggiunto il 90% (due punti in più anno su anno), e il ramo vacanze pacchetto ha contribuito con 61 milioni di utile. Il problema, ancora una volta, è il carburante.

A marzo, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha imposto al vettore l’assorbimento di 25 milioni di sterline in costi fuel non coperti da hedging. Per il secondo semestre la compagnia ha coperto il 72% del fabbisogno a 726 dollari per tonnellata metrica, ma il prezzo spot si colloca attorno a 1.350 dollari: ogni variazione di 100 dollari equivale a circa 35 milioni di sterline di esposizione. Il 28% di capacità rimasto scoperto è un margine di rischio non trascurabile, proprio nel momento in cui si concentra il grosso del traffico estivo.

Sul fronte strutturale, il costo per ASK (Available Seat Kilometre) al netto del carburante è cresciuto dell’8%, spinto dall’annualizzazione delle misure di resilienza operativa, dai maggiori fattori di riempimento invernali e dai costi di wet-lease. Per compensare questa dinamica, easyJet accelera il processo di upgauging della flotta: i restanti Airbus A319 saranno ritirati entro il 2029, con un risparmio atteso di 250 milioni di sterline all’anno distribuito tra i FY2027 e FY2028.

La curva di prenotazione per l’estate mostra un rallentamento (58% dell’inventario venduto, due punti sotto il dato dell’anno scorso), in un contesto in cui il reddito disponibile delle famiglie europee resta sotto pressione. Il vettore dichiara tuttavia di voler operare il programma estivo completo, forte di una liquidità totale di 4,7 miliardi e una posizione di cassa netta di 434 milioni di sterline.

L’obiettivo di medio termine rimane un utile ante imposte superiore al miliardo annuo; il percorso, al momento, passa interamente per la tenuta dei prezzi del greggio e per la capacità dei vacanzieri di non cambiare piani.

The Flying Guru

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