L’aeroporto di Roma Fiumicino si prepara a una delle trasformazioni più importanti della sua storia recente. Il progetto di ampliamento promosso da ENAC e da Aeroporti di Roma prevede infatti la realizzazione di una nuova pista di volo nell’area nord dello scalo. È quella che tutti ormai chiamano “quarta pista“, anche se dal punto di vista tecnico si inserisce in un piano molto più ampio che comprende nuove infrastrutture aeroportuali, interventi viari e modifiche alla perimetrazione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Il progetto è destinato a influenzare il futuro dell’hub principale italiano per decenni. Allo stesso tempo ha riaperto uno scontro che a Fiumicino esiste da oltre quindici anni: da una parte chi ritiene necessario aumentare la capacità dell’aeroporto per sostenere la crescita del traffico aereo; dall’altra residenti, associazioni ambientaliste e comitati che vedono nell’espansione una minaccia per uno dei territori naturalistici più importanti del Lazio.
Un progetto che viene da lontano
L’idea di una quarta pista non nasce oggi. Già nei primi anni 2000 i piani di sviluppo dell’aeroporto prevedevano una forte espansione verso nord. Nel cosiddetto Masterplan 2030 era prevista la costruzione di nuove infrastrutture aeroportuali su centinaia di ettari compresi nella Riserva del Litorale Romano. Quel progetto incontrò però forti opposizioni e nel 2019 ricevette un parere ambientale negativo dalla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente.
Il nuovo piano prova a superare quelle criticità attraverso una riperimetrazione della Riserva: alcune aree verrebbero escluse dai vincoli ambientali per consentire l’espansione aeroportuale, mentre altre verrebbero inserite come compensazione. È proprio questo passaggio a rappresentare oggi il principale terreno di scontro.
Perché Fiumicino vuole crescere ancora
Per comprendere il progetto bisogna partire dai numeri. Fiumicino è già il principale aeroporto italiano e uno dei più importanti hub europei. Negli ultimi anni ha registrato una crescita costante dei passeggeri grazie all’espansione del traffico internazionale, allo sviluppo di ITA Airways e all’aumento dei collegamenti intercontinentali. Oggi movimenta circa 50 milioni di passeggeri l’anno.
Secondo le stime contenute nel piano di sviluppo, entro il 2046 la domanda potrebbe arrivare a circa 100 milioni di passeggeri annui, con un incremento dei movimenti aerei dagli attuali 375.000 a circa 500.000 l’anno.
Il ragionamento di ADR è semplice: senza nuove infrastrutture una parte consistente di questa crescita rischierebbe di non poter essere assorbita dall’aeroporto.
Per questo il progetto non prevede soltanto una pista aggiuntiva, ma una revisione complessiva dell’assetto dello scalo, destinata a incrementarne la capacità e a migliorare la gestione dei flussi di traffico.
A cosa servirebbe la quarta pista
Nel dibattito pubblico si tende spesso a pensare che una nuova pista serva esclusivamente ad aumentare il numero di voli. In realtà la funzione sarebbe più articolata. Secondo i promotori del progetto, la nuova infrastruttura consentirebbe una distribuzione più efficiente delle operazioni di decollo e atterraggio, riducendo la congestione e permettendo di modificare alcune traiettorie oggi particolarmente impattanti per i centri abitati.
Il Comune di Fiumicino sostiene che il nuovo assetto permetterebbe di allontanare parte dei voli da aree densamente abitate come Isola Sacra, Fiumicino, Focene e Fregene, con una riduzione dell’esposizione al rumore aeroportuale.
Si tratta di una delle argomentazioni più utilizzate dai sostenitori dell’opera, perché sposta il dibattito dal semplice aumento della capacità a una redistribuzione degli impatti sul territorio.
La questione ambientale
È qui che il confronto diventa più acceso. L’area interessata dal progetto si trova infatti all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, una delle più grandi aree protette costiere italiane, istituita nel 1996 per tutelare ecosistemi, aree agricole storiche, zone umide e siti archeologici di particolare valore.
La Riserva comprende ambienti naturali come le dune di Focene, l’Oasi WWF di Macchiagrande, le aree umide lungo l’Arrone e vaste porzioni della campagna romana. Ospita numerose specie animali e rappresenta uno dei principali corridoi ecologici della costa laziale.
Secondo i critici del progetto, la costruzione della nuova pista interromperebbe parte di questi collegamenti ecologici e comporterebbe la trasformazione irreversibile di aree agricole e naturali oggi protette. (orticaweb.it)
Le associazioni ambientaliste sostengono inoltre che le compensazioni previste non sarebbero equivalenti alle superfici che verrebbero sottratte alla Riserva e contestano l’effettiva efficacia della riperimetrazione proposta.
I numeri economici del progetto
Accanto agli aspetti ambientali ci sono quelli economici. Secondo le stime richiamate nel piano, gli investimenti complessivi ammonterebbero a circa 9 miliardi di euro. Durante la fase di costruzione verrebbero creati circa 10.000 posti di lavoro, mentre l’impatto economico complessivo sul sistema aeroportuale, turistico e logistico dell’area romana sarebbe destinato ad aumentare nel lungo periodo.
Il Comune di Fiumicino ha inoltre ottenuto l’inserimento di alcune opere compensative e di un contributo economico collegato agli utili di ADR. Tra le richieste figurano anche uno studio epidemiologico sugli effetti delle attività aeroportuali e la realizzazione di nuove infrastrutture territoriali.
Perché il dibattito riguarda tutta l’Italia
La questione della quarta pista non è soltanto locale. Fiumicino rappresenta oggi il principale hub intercontinentale del Paese. Gran parte dei collegamenti a lungo raggio italiani transitano da qui e il ruolo dello scalo è destinato a crescere ulteriormente con l’integrazione tra ITA Airways e il gruppo Lufthansa Group.
Per questo il confronto coinvolge due esigenze difficili da conciliare: da una parte la volontà di rafforzare la competitività internazionale del principale aeroporto italiano; dall’altra la tutela di un territorio che conserva ancora importanti valori ambientali, agricoli e archeologici.
Nei prossimi mesi il progetto dovrà affrontare ulteriori passaggi autorizzativi e valutazioni ambientali. Sarà in quelle sedi che si deciderà se la quarta pista diventerà realmente parte del futuro di Fiumicino oppure se il dibattito aperto da oltre un decennio continuerà ancora.
The Flying Guru
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