Schiphol riduce gli handler a 3: concessioni a KLM, Dnata e Viggo

L’aeroporto di Amsterdam Schiphol cambia il modello dei servizi di assistenza a terra e dimezza il numero degli operatori. Dal 2027 gli handler autorizzati per bagagli e assistenza agli aeromobili saranno 3: KLM, Dnata e Viggo. Oggi nello scalo olandese ne operano 6.

La scelta è arrivata al termine di una gara che, secondo Royal Schiphol Group, ha premiato le società con il punteggio più alto su 5 criteri qualitativi. Tra questi: qualità del servizio e pratiche occupazionali. Le nuove concessioni avranno durata di 7 anni. Per Schiphol si chiude così l’attuale regime di mercato aperto.

La revisione del sistema nasce da una decisione del ministero olandese delle Infrastrutture, annunciata ad aprile 2024. Il governo aveva indicato criticità strutturali nel ground handling dello scalo: qualità insufficiente, inefficienza del mercato, carenza cronica di personale, condizioni di lavoro deboli e problemi di sicurezza. Nella valutazione del ministero, il numero elevato di operatori aveva alimentato una concorrenza molto forte su margini ridotti, con pressione al ribasso su prezzi e salari.

Schiphol è il principale aeroporto dei Paesi Bassi e uno dei nodi centrali del traffico europeo. Nel 2023 lo scalo ha gestito circa 61,9 milioni di passeggeri. Nel 2024 il traffico è tornato a crescere e si è avvicinato ai 67 milioni. In un hub di questa dimensione, il funzionamento del piazzale e dei servizi di rampa incide direttamente sulla regolarità operativa delle compagnie, sui tempi di rotazione degli aeromobili e sulla qualità percepita dai passeggeri.

Il ministero aveva osservato anche un altro aspetto di mercato: per molte società di handling la presenza a Schiphol resta strategica anche con redditività limitata, perché consente di rafforzare la posizione commerciale nelle gare multi aeroporto. In altre parole, i risultati economici ottenuti nello scalo di Amsterdam non sarebbero stati da soli determinanti per decidere se restare o meno nel mercato.

A spingere il dossier c’è stato anche il ricordo delle estati 2021 e 2022, segnate da forti disservizi, carenze di organico e tensioni sindacali. Secondo le autorità olandesi, quelle criticità avevano mostrato con chiarezza che i problemi non erano stati risolti alla radice.

Il nuovo assetto punta a migliorare condizioni di lavoro, cooperazione tra i soggetti coinvolti e qualità del servizio per compagnie aeree e viaggiatori. Schiphol lega la riorganizzazione anche a un uso più efficiente del piazzale e delle attrezzature, con una maggiore condivisione dei mezzi operativi. In un hub dove gli spazi sono limitati, questo elemento ha un valore industriale preciso: meno duplicazioni, meno congestione e una gestione più ordinata delle attività sotto bordo.

Patricia Vitalis, chief operating officer di Royal Schiphol Group, ha spiegato che il nuovo modello consente di fissare requisiti più chiari per gli operatori attivi in aeroporto. Nel sistema precedente, basato sul mercato aperto, questa leva era più debole.

Le società escluse sono Aviapartner, Swissport e Menzies. Usciranno dalle attività a Schiphol quando il nuovo modello entrerà a regime. Royal Schiphol Group afferma che la gara non comporterà perdita di posti di lavoro. L’obiettivo dichiarato è accompagnare il trasferimento dei dipendenti verso i nuovi concessionari, mantenendo condizioni contrattuali e occupazionali. L’operatore aeroportuale riferisce di accordi già raggiunti tra sindacati e associazione datoriale del settore.

Il processo di selezione dovrebbe chiudersi nel terzo trimestre di quest’anno. Seguirà una fase di transizione. I dipendenti dovrebbero avere chiarezza sul proprio futuro all’inizio del 2026. L’avvio delle nuove partnership operative è previsto nel secondo trimestre del 2027.

Per le compagnie aeree che operano a Schiphol, il passaggio avrà effetti concreti sulla catena operativa. KLM, vettore dominante dell’hub e perno del network lungo raggio e europeo del gruppo Air France KLM ad Amsterdam, manterrà un ruolo diretto nell’assistenza a terra insieme a Dnata e Viggo. Per i vettori clienti questo significa interfacciarsi con un numero più ristretto di fornitori, in un quadro che l’aeroporto intende rendere più stabile e più controllabile.

Dnata appartiene al gruppo Emirates ed è uno dei principali operatori globali del settore, presente in numerosi aeroporti europei. Viggo è una realtà olandese già attiva a Schiphol e in altri servizi aeroportuali. La combinazione tra un operatore legato al principale vettore dell’hub, un gruppo internazionale e un attore locale del mercato ridisegna l’equilibrio del ground handling ad Amsterdam.

Sul piano concorrenziale, la riduzione da 6 a 3 operatori modifica un segmento chiave della filiera aeroportuale. Il tema centrale non riguarda solo i costi. Riguarda la capacità di garantire continuità operativa in uno dei grandi hub europei, dove ritardi, bagagli e gestione della rampa si riflettono subito sul network delle compagnie, sulle connessioni e sull’utilizzo della flotta. Schiphol ha scelto di affrontare questi nodi con un modello più concentrato e con concessioni di lungo periodo.

The Flying Guru

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