Finnair lavora all’ingresso di fino a 12 Airbus della famiglia A320ceo dal mercato dell’usato e valuta anche contratti di leasing tradizionale o wet lease per sostenere il proprio network nel medio periodo. La compagnia finlandese, membro di Oneworld, mantiene così aperte più opzioni sulla flotta in attesa dell’arrivo dei primi 3 Embraer 195 E2 previsto alla fine del 2027.
A indicarlo è stata la direttrice finanziaria Pia Aaltonen Forsell durante una call con gli analisti il 29 giugno, in vista dei risultati del primo semestre che Finnair pubblicherà il 22 luglio. La manager ha spiegato che il vettore vuole preservare flessibilità operativa e dimensionale per mantenere la rete già annunciata. In questo quadro rientrano nuovi innesti tramite aeromobili usati e, se necessario, anche capacità presa in wet lease. Secondo Aaltonen Forsell, alcune aggiunte potrebbero concretizzarsi già nel corso di quest’anno.
Il piano era stato anticipato a marzo dall’amministratore delegato Turkka Kuusisto. Finnair ha scelto di cercare sul mercato dell’usato fino a 12 Airbus A319 e A320 di precedente generazione per rafforzare la componente narrowbody accanto all’introduzione degli E195-E2. Il vettore ha già un ordine fermo per 18 E195-E2, destinati alla divisione regionale Norra. L’accordo comprende anche 16 opzioni e 12 diritti di acquisto ulteriori. L’Embraer 195 E2, nella configurazione tipica di mercato, offre tra 120 e 146 posti a seconda dell’allestimento. Si colloca quindi come velivolo adatto al traffico europeo e regionale ad alta frequenza, con consumi inferiori rispetto alla generazione precedente.
La scelta di recuperare A320ceo dal mercato secondario si inserisce in una fase particolare per Finnair. La compagnia continua a ricalibrare il proprio modello dopo la chiusura dello spazio aereo russo, che ha ridotto la competitività del tradizionale asse Asia via Helsinki. Sul corto e medio raggio europeo, invece, la disponibilità di aeromobili aggiuntivi può dare sostegno a capacità, frequenze e continuità del network, in attesa del rinnovo strutturale della flotta regionale. Oggi Finnair opera una flotta composta da Airbus A319, A320, A321, A330 e A350, oltre agli Embraer gestiti da Norra. In passato il vettore ha progressivamente ridotto il numero di A319, mentre l’A320 resta uno dei pilastri del segmento europeo.
Sul fronte commerciale, la compagnia segnala una domanda sostenuta in un mercato caratterizzato da offerta limitata. Finnair afferma di avere beneficiato dei vincoli di capacità che hanno colpito diversi vettori del Medio Oriente dopo l’escalation militare iniziata a fine febbraio nell’area iraniana. La riduzione dell’offerta su alcune direttrici ha inciso sugli equilibri di mercato e ha creato spazio per un miglioramento dei ricavi unitari. Aaltonen Forsell ha spiegato che Finnair ha ottimizzato attivamente network, allocazione della capacità e pricing per intercettare la domanda e sfruttare la minore capacità disponibile sul mercato.
Il risultato, secondo il management, è stato un miglioramento dei rendimenti che ha compensato l’aumento del costo del carburante. La compagnia indica che la crescita del RASK, il ricavo per posto chilometro offerto, ha agito come forte contrappeso rispetto al CASK, il costo per posto chilometro offerto. A sostenere questo andamento hanno contribuito anche fattori di riempimento elevati. Nelle compagnie europee di rete, il rapporto tra RASK e CASK resta uno degli indicatori più osservati per misurare la tenuta economica del network, soprattutto in una fase di volatilità dei costi energetici e di disponibilità limitata di flotta.
La pressione sul costo del carburante resta centrale. Finnair ritiene che, anche in presenza di un miglioramento del quadro geopolitico e di una riapertura più regolare dello Stretto di Hormuz al traffico petrolifero, serviranno alcuni mesi prima di vedere una normalizzazione piena delle forniture di jet fuel e dei prezzi. La compagnia ha coperto con hedging il 69% del fabbisogno di carburante tra aprile e dicembre 2026. Per il 2027 la copertura è pari al 40% nel primo trimestre, al 29% nel secondo e al 10% nella seconda metà dell’anno. La ripresa delle coperture procede, ha spiegato Aaltonen Forsell, ma con un ritmo più lento rispetto al passato.
Il riferimento al Medio Oriente resta prudente. Finnair osserva segnali di stabilizzazione legati ai negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma definisce la situazione ancora fragile. Per il mercato europeo questo significa che la capacità potrebbe restare compressa su alcune rotte ancora per diversi mesi, con effetti sui prezzi e sulla concorrenza. Per un vettore come Finnair, che negli ultimi anni ha dovuto riposizionare il proprio network, la combinazione tra domanda robusta, offerta limitata e maggiore flessibilità di flotta può incidere sulla gestione della capacità nel breve e medio termine.
Nel 2024 Finnair aveva trasportato circa 11,7 milioni di passeggeri, con ricavi superiori a 3 miliardi di euro. I risultati del primo semestre attesi il 22 luglio offriranno un nuovo quadro sull’andamento di yield, load factor e redditività operativa, oltre a indicazioni più precise sul ritmo di ingresso dei velivoli aggiuntivi e sull’evoluzione della rete europea.
Foto in apertura: Alf van Beem su Wikimedia (licenza CC0 1.0, via Openverse).
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