L’aeroporto di Londra Gatwick può procedere con il progetto che porterà la pista nord nell’uso ordinario dal 2030. Il 4 agosto 2026 la Corte d’appello britannica ha negato a due gruppi locali il permesso di contestare la sentenza con cui l’Alta Corte aveva già giudicato legittima l’autorizzazione concessa dal governo. Non si tratta di costruire una seconda pista da zero. Gatwick dispone già di due piste parallele, ma quella settentrionale viene utilizzata come pista di riserva quando la principale non è disponibile e, durante le normali operazioni, funziona soprattutto come via di rullaggio.
Il progetto prevede di spostarne l’asse di 12 metri verso nord. La maggiore separazione consentirà di utilizzare contemporaneamente le 2 infrastrutture nel rispetto delle distanze di sicurezza. Gli arrivi continueranno a essere concentrati sulla pista principale, mentre le partenze saranno distribuite tra le due piste. Quella nord sarà impiegata soprattutto dagli aeromobili di dimensioni inferiori, come gli Airbus A320 e i Boeing 737.
L’intervento vale circa 2,2 miliardi di sterline. Non riguarda soltanto la pista: comprende nuovi raccordi e vie di rullaggio, piazzole per gli aeromobili, ampliamenti dei terminal, modifiche alla viabilità e altre opere necessarie per sostenere l’aumento del traffico. Il Development Consent Order autorizza una capacità massima di circa 80 milioni di passeggeri l’anno.
Secondo le stime del governo britannico, la nuova configurazione potrebbe permettere fino a 100.000 voli aggiuntivi ogni anno e accogliere circa 13 milioni di passeggeri in più. I primi decolli dalla pista nord sono previsti dal 2030. Il governo attribuisce al progetto la possibile creazione di 14.000 posti di lavoro e un beneficio economico annuale di circa 1 miliardo di sterline. Si tratta di previsioni elaborate a sostegno dell’espansione, non di risultati già acquisiti.
Gatwick e la seconda pista: il percorso giudiziario
L’autorizzazione era stata concessa il 21 settembre 2025 dalla ministra dei Trasporti Heidi Alexander. La domanda era stata presentata da Gatwick Airport Limited nel luglio 2023 e sottoposta a sei mesi di esame da parte della Planning Inspectorate. L’autorità incaricata dell’istruttoria aveva proposto di respingere il progetto nella configurazione iniziale, ritenendo insufficienti alcune misure ambientali. Aveva però indicato la possibilità di approvare una versione modificata, con vincoli più severi sul rumore, sui collegamenti con il trasporto pubblico e sugli effetti dell’espansione. Il governo aveva seguito questa seconda strada.
Contro la decisione erano intervenuti Peter Barclay, presidente della Gatwick Area Conservation Campaign, e il gruppo Communities Against Gatwick Noise Emissions. Le richieste di revisione giudiziaria erano state respinte dall’Alta Corte il 23 giugno 2026.
Le contestazioni riguardavano la valutazione delle emissioni di gas serra, gli effetti climatici dell’aviazione diversi dalla CO₂, l’affidamento del governo sulla strategia Jet Zero, la capacità degli impianti di trattamento delle acque reflue, il rumore e la solidità delle previsioni economiche utilizzate per giustificare l’espansione. I ricorrenti avevano chiesto alla Corte d’appello di poter impugnare quella sentenza. La richiesta è stata respinta il 4 agosto. Resta quindi valida l’autorizzazione del 2025 e Gatwick può passare alla progettazione esecutiva e alla realizzazione delle opere.
La vicenda non consegna a Gatwick una nuova pista nel senso tradizionale del termine. Trasforma una pista già presente, finora limitata alle emergenze e alle sostituzioni temporanee, in una seconda infrastruttura utilizzabile ogni giorno. È questo passaggio operativo, più che la costruzione di una nuova superficie, a consentire allo scalo di aumentare la propria capacità.
The Flying Guru
Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?





