Un decollo terminato praticamente oltre la fine della pista, quasi due ore di volo nei dintorni di Monaco, due passaggi a bassa quota per permettere un controllo visivo dell’aereo e infine il rientro con il carrello danneggiato. È quanto accaduto sabato 15 agosto al Boeing 787-9 di Vietnam Airlines che operava il volo VN34 da Monaco ad Hanoi.
L’aereo coinvolto è il VN-A867, un Boeing 787-9 consegnato a Vietnam Airlines nell’aprile 2016 e motorizzato con General Electric GEnx-1B. Il VN34 è uno dei collegamenti diretti della compagnia vietnamita tra Monaco e Hanoi, attualmente operato tre volte alla settimana. Il Dreamliner ha lasciato il Terminal 1 poco prima delle 14 e si è diretto verso la pista 26L, la pista sud dell’aeroporto. I dati di tracciamento indicano la partenza poco dopo le 13:35 previste.
Il 787 arriva alla fine della pista
È durante la corsa di decollo che qualcosa non è andato come previsto. Le immagini riprese da Munich Aviation mostrano il 787 continuare ad accelerare lungo la 26L molto più a lungo del normale. L’aereo supera la zona degli hangar Lufthansa senza essere ancora in volo e si solleva soltanto nell’ultima parte disponibile, mentre dietro al carrello si alza una grande nube di polvere.
The Aviation Herald ha successivamente classificato l’evento come un incidente caratterizzato da rotazione tardiva, tail strike, uscita oltre la pista e danni agli pneumatici. Aviation24, riprendendo la stessa ricostruzione, riferisce che il 787 avrebbe oltrepassato la parte pavimentata durante il decollo.
Subito dopo il passaggio del 787 la pista sud è stata temporaneamente chiusa. Secondo la testimonianza raccolta da aeroTELEGRAPH, anche un elicottero della polizia ha sorvolato l’area per ispezionare la pista, che è stata successivamente riaperta al traffico.
Il volo VN34, intanto, non ha proseguito verso Hanoi. L’equipaggio ha interrotto la salita intorno ai 9.000 piedi e l’aereo è rimasto per oltre un’ora e mezza nei dintorni di Monaco. I sistemi di tracciamento hanno poi registrato il volo come dirottato nuovamente sullo stesso aeroporto di partenza. Non è stato ancora comunicato ufficialmente il motivo della corsa di decollo eccezionalmente lunga e, al momento, non ci sono elementi sufficienti per attribuirla a un problema tecnico, a un’impostazione errata delle prestazioni o ad altre cause. Le diverse ipotesi circolate nelle ore successive all’incidente non sono state confermate né da Vietnam Airlines né dalle autorità aeroportuali.
Due passaggi bassi prima dell’atterraggio
Prima di tentare l’atterraggio, il 787 ha effettuato due passaggi a bassa quota sulla pista 26R, la pista nord di Monaco. La manovra ha consentito al personale a terra di osservare il carrello e la parte inferiore dell’aereo. Durante i controlli sarebbero stati individuati possibili danni nella zona posteriore dell’aeromobile, ma l’entità e la natura di eventuali danni strutturali non sono state ancora confermate ufficialmente.
Dopo il secondo passaggio il VN34 si è ripresentato sulla 26R ed è atterrato in sicurezza. Le immagini e le testimonianze raccolte sul posto mostrano una forte quantità di fumo provenire dalla zona del carrello principale durante la decelerazione. I mezzi antincendio dell’aeroporto hanno raggiunto immediatamente l’aereo. Il 787 è riuscito a liberare la pista, ma si è poi fermato su un raccordo per essere ispezionato. Da quanto circola online si possono vedere gli pneumatici danneggiati durante l’atterraggio, mentre aeroTELEGRAPH segnala in particolare danni visibili al carrello principale sinistro. Non risultano al momento notizie di feriti tra passeggeri ed equipaggio.
Una pista di Monaco resta chiusa
L’incidente ha avuto conseguenze anche sull’operatività dell’aeroporto. Dopo la riapertura della 26L utilizzata per il decollo, è stata la pista nord 08L/26R, utilizzata dal 787 per l’atterraggio, a essere chiusa. Il NOTAM emesso nel pomeriggio, dispone la chiusura della pista dalle 14:04 alle 18:00 UTC, quindi dalle 16:04 alle 20:00 ora locale, con orario finale indicato come stimato.
L’aeroporto di Monaco non è comunque chiuso. Il traffico continua sulla pista sud, ma la riduzione della capacità sta producendo ritardi. Alle 18 circa FlightAware indicava ritardi medi di circa 25 minuti per gli arrivi e di un’ora e 20 minuti per le partenze, entrambi in diminuzione. Le condizioni meteorologiche risultavano CAVOK, senza quindi limitazioni significative dovute al meteo.
Un aggiornamento del giorno dopo (16 agosto)
Emergono nuovi elementi sull’incidente del Boeing 787-9 (VN-A867) di Vietnam Airlines, rientrato ieri a Monaco (MUC) dopo il decollo anomalo del volo VN34 diretto ad Hanoi. Il Dreamliner ha utilizzato praticamente tutta la pista 26L prima di sollevarsi, ha oltrepassato la fine della pista e subito un tail strike. Dopo il decollo l’equipaggio ha interrotto la salita, è rimasto in attesa nei dintorni di Monaco e, dopo aver scaricato carburante ha effettuato due passaggi a bassa quota per consentire un controllo da terra. Dopo l’atterraggio diversi pneumatici del carrello principale erano distrutti.
Le nuove immagini mostrano ora anche l’entità dei danni sotto la fusoliera: materiale composito lacerato, una profonda apertura nella zona interessata dal tail strike e importanti segni di abrasione.
Ma c’è un altro dato interessante. Fahad Naim, ingegnere aeronautico che sta analizzando l’evento su X, ha pubblicato i valori delle temperature dei freni rilevati circa 15 minuti dopo il decollo: sei delle otto indicazioni erano già a 9.9, le altre a 9.6 e 9.1. Secondo Naim, 9.9 rappresenta il limite superiore della scala del 787.
Naim ritiene quindi possibile che durante la corsa di decollo sia stata assorbita una quantità anomala di energia dai freni. Tra le ipotesi che propone c’è anche un problema agli Electric Brake Actuator, gli attuatori elettromeccanici utilizzati dal sistema frenante del 787. È però, per ora, soltanto una teoria dello specialista: la causa dell’incidente non è stata determinata.
Se però questa ipotesi venisse confermata, il paragone più semplice sarebbe quello di un’auto che cerca di accelerare con il freno a mano tirato: i motori spingono, ma parte dell’energia viene continuamente dissipata dai freni.
Le fotografie del carrello mostrano pneumatici pesantemente danneggiati, mentre quelle della fusoliera confermano che il contatto della coda con il terreno non è stato marginale.
Vietnam Airlines ha comunicato di essere al lavoro con le autorità per stabilire le cause dell’incidente.
The Flying Guru
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