Il 2 settembre tre aerei militari israeliani hanno attirato l’attenzione dei radaristi e del mondo politico italiano. Un KC-130H Karnaf (la versione israeliana del C-130 Hercules, in servizio dal 1971 e oggi aggiornato per compiti di trasporto, rifornimento e supporto logistico) ha decollato dalla base di Nevatim ed è atterrato a Sigonella poco dopo le 18:30. È rimasto a terra alcune ore prima di ripartire.
In parallelo, due Gulfstream G550 Nahshon dell’122º Squadrone “Nachshon” hanno orbitato a lungo nel Canale di Sicilia. Si tratta di piattaforme di sorveglianza e comando tra le più avanzate della regione.
Nelle loro varianti Shavit (SIGINT/ELINT) ed Eitam (CAEW – Conformal Airborne Early Warning), questi jet privati profondamente modificati sono equipaggiati con il sistema israeliano EL/W-2085, che integra radar AESA a scansione elettronica attiva, sensori per intercettazioni elettroniche e apparati di comunicazione sicura. La loro missione tipica è fornire capacità di allerta precoce, intelligence elettronica e coordinamento in scenari complessi.
La presenza combinata di un velivolo logistico e di due piattaforme ISR ha acceso le polemiche. Angelo Bonelli (AVS/Verdi) ha accusato il governo di aver consentito possibili attività di spionaggio nei confronti della missione umanitaria Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. La Difesa ha replicato parlando di un normale scalo tecnico-logistico, con a bordo solo personale tecnico e senza armamenti.
Resta il fatto che Sigonella è una base a doppia giurisdizione, italiana e statunitense. Proprio la componente USA ha fornito supporto logistico al KC-130H israeliano, confermando ancora una volta il ruolo della base siciliana come hub strategico per le operazioni NATO, USA e dei partner alleati nel Mediterraneo.
The Flying Guru
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