GCAP, contratto da 4,6 miliardi per il caccia di Italia, Giappone e UK

Il Global Combat Air Programme riceve un contratto da 4,6 miliardi di sterline per completare definizione e valutazione del caccia di sesta generazione. A Farnborough, il Canada entra come Paese osservatore e l’industria italiana rafforza il proprio ruolo.

Il Global Combat Air Programme (GCAP) entra in una nuova fase con un contratto da 4,6 miliardi di sterline, pari a circa 6,1 miliardi di dollari, destinato al completamento delle attività di definizione del concetto e valutazione. L’intesa fra Italia, Giappone e Regno Unito è stata al centro del salone aerospaziale di Farnborough, svoltosi dal 20 al 24 luglio, dove il programma ha registrato anche l’ingresso del Canada come Paese osservatore.

Il finanziamento è arrivato dopo la pubblicazione, il 30 giugno, del piano britannico per gli investimenti nella difesa. Il documento ha confermato la quota di Londra nel programma, dopo diversi mesi di attesa. La fase attuale del GCAP proseguirà fino a dicembre 2027. Seguirà la progettazione di dettaglio del velivolo, previsto in servizio dal 2035.

Il programma è gestito dalla GCAP Agency, organismo creato dai tre governi sulla base di un trattato trilaterale. Masami Oka, amministratore delegato dell’agenzia, ha indicato a Farnborough che le attività non hanno subito ritardi rilevanti negli ultimi mesi. La continuità è stata garantita da un contratto ponte da 686 milioni di sterline, valido dal 2 aprile al 30 giugno e assegnato direttamente a Edgewing.

Edgewing è la società industriale incaricata di guidare lo sviluppo del caccia di sesta generazione e detiene l’autorità di progettazione del programma. La guida dell’azienda è affidata a Marco Zoff. La struttura riunisce le industrie dei tre Paesi con una partecipazione paritaria e punta a concentrare le attività tecniche per evitare duplicazioni nella progettazione, nella sperimentazione e nell’integrazione dei sistemi.

L’assetto industriale del GCAP comprende componenti italiane di primo piano. Leonardo partecipa allo sviluppo dell’elettronica di bordo attraverso il consorzio GCAP Electronics Evolution, noto come G2E, costituito con ELT Group e Mitsubishi Electric. Il gruppo svilupperà sensori, sistemi di comunicazione e capacità di elaborazione dati per il futuro velivolo. Il lavoro iniziale, definito Task 0, si è concluso a metà 2026. Le attività del Task 1 hanno avviato la definizione delle architetture operative e dei requisiti di comunicazione.

La propulsione è affidata al consorzio formato da Avio Aero, IHI e Rolls Royce. Le tre aziende stanno lavorando sulle tecnologie del motore attraverso più di 100 prove su scala ridotta. Il percorso prevede prima la realizzazione di dimostratori nazionali, poi l’integrazione delle soluzioni in un dimostratore trilaterale. Avio Aero, controllata da GE Aerospace, mantiene così un ruolo diretto nella filiera motoristica europea e internazionale per i velivoli da combattimento avanzati.

A Farnborough è stato firmato anche un accordo tra MBDA Italia, MBDA UK, Mitsubishi Electric e Mitsubishi Heavy Industries. Le quattro aziende, riunite nei Sovereign Effects Partners, forniranno consulenza ingegneristica a Edgewing sulle tecnologie di ottimizzazione degli effetti e sull’integrazione digitale dei sistemi d’arma. L’intesa non riguarda per ora lo sviluppo congiunto di nuovi armamenti.

Il Canada ha formalizzato il 21 luglio il proprio ingresso come osservatore. Ottawa riceverà accesso informativo allo sviluppo del caccia, alla governance del programma, alle capacità previste e al quadro industriale. I quattro governi hanno indicato che questo status potrebbe aprire in futuro opportunità di collaborazione più ampie.

Il GCAP nasce dall’unione dei precedenti programmi nazionali britannico, italiano e giapponese. Per il Regno Unito sostituisce il percorso Tempest, mentre Italia e Giappone hanno collegato al progetto le rispettive competenze industriali, dalla progettazione aeronautica ai radar, dai sistemi elettronici ai motori. Il programma si colloca nel mercato dei velivoli da combattimento di nuova generazione, dove restano attivi anche gli Stati Uniti con il programma NGAD e la Cina con le proprie attività di sviluppo.

Foto di apertura di Hunini – Own work, CC BY-SA 4.0, Link

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