La Germania rafforza la propria difesa aerea con un nuovo ordine per 20 caccia Eurofighter Typhoon. L’accordo, firmato con Airbus Defence and Space, ha un valore stimato di 3,75 miliardi di euro e prevede consegne tra il 2031 e il 2034. L’assemblaggio avverrà nello stabilimento di Manching, vicino a Monaco di Baviera, a conferma del ruolo centrale dell’industria tedesca nel consorzio europeo.
L’ordine rappresenta l’estensione del programma Quadriga, avviato nel 2020 con 38 esemplari Tranche 4, di cui 15 nella configurazione EK (Elektronischer Kampf), destinati alla guerra elettronica e alle missioni di soppressione delle difese nemiche (SEAD). Con questa nuova commessa, Berlino porta a 127 i Typhoon di ultima generazione ordinati negli ultimi anni, garantendo continuità produttiva e un segnale politico chiaro di fiducia nel programma europeo.
Anche gli altri partner del consorzio stanno procedendo con i rispettivi aggiornamenti. La Spagna riceverà 45 nuovi velivoli nell’ambito del programma Halcon, che sostituirà gli F/A-18 schierati nelle Canarie. L’Italia, invece, ha siglato un contratto per 24 esemplari Tranche 4, destinati a rimpiazzare i primi Typhoon entrati in servizio negli anni Duemila, eredi diretti della Tornado-era.
La nuova versione del caccia introduce il radar AESA Captor-E, avionica rinnovata e capacità di impiego di armamenti di ultima generazione: un passo intermedio ma decisivo verso il futuro sistema di sesta generazione FCAS (Future Combat Air System), che Germania, Francia e Spagna stanno sviluppando congiuntamente.
All’interno del consorzio Eurofighter, il gruppo italiano Leonardo riveste un ruolo industriale di primo piano, contribuendo per circa il 36% del valore complessivo del programma. L’azienda produce a Caselle Torinese le semiali sinistre, parte della fusoliera posteriore e numerosi sistemi elettronici avanzati. In totale, il programma Eurofighter impiega oltre 100.000 persone nei quattro Paesi partner, di cui 20.000 in Italia tra occupazione diretta e indotta, con una filiera che coinvolge più di 400 fornitori, di cui circa 200 italiani.
Con questo ordine, il Typhoon consolida il suo ruolo di spina dorsale dell’aviazione europea, in un momento in cui la difesa comune torna a essere un tema strategico e industriale di primo piano.
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