Un minuto di distanza tra il decollo dell’elicottero presidenziale e quello di un jet di linea. Tanto è bastato per aprire un’inchiesta federale a Washington. La FAA sta indagando su “un incidente” avvenuto martedì 4 agosto all’aeroporto Ronald Reagan Washington National (DCA), dove l’elicottero con a bordo il presidente Donald Trump, e un Embraer E175 di Envoy Air avrebbero perso la separazione minima prevista.
L’elicottero è decollato dall’area della Casa Bianca intorno alle 14:33 ora locale, diretto alla Joint Base Andrews prima di un viaggio verso Los Angeles. Alle 14:34, un minuto dopo, il volo Envoy Air 3742 è partito da Reagan National verso Pensacola, in Florida. Il problema non è solo la vicinanza temporale: i controllori non avevano fermato le operazioni commerciali all’aeroporto, come richiesto da una procedura introdotta l’anno scorso proprio per i movimenti del Marine One nell’area.
Quella procedura ha un’origine precisa. Il 29 gennaio 2025 un jet regionale di American Airlines in avvicinamento a DCA entrò in collisione con un elicottero Black Hawk dell’esercito americano: morirono 67 persone. Da allora la FAA ha imposto restrizioni severe al traffico di elicotteri intorno allo scalo, uno degli spazi aerei più congestionati degli Stati Uniti, e ha stabilito che i voli commerciali vengano sospesi quando l’elicottero presidenziale è attivo nelle vicinanze.
Le regole FAA richiedono che gli aeromobili in prossimità di un aeroporto mantengano almeno 1,5 miglia di separazione orizzontale e 500 piedi di separazione verticale. Secondo le fonti citate da Reuters, il Marine One e l’Embraer 175 non avrebbero mantenuto questi margini, anche se le traiettorie non erano convergenti. La FAA non ha ancora confermato formalmente la violazione. Un portavoce dell’agenzia ha precisato che i due velivoli non si sono avvicinati in modo pericoloso e che l’episodio non costituisce un “serious close call”.
L’audio delle comunicazioni radio aggiunge però un elemento rilevante: secondo la ricostruzione della CNN, basata sulle registrazioni di ATC.com, i piloti del Marine One hanno comunicato alla torre del Reagan National la preparazione al decollo almeno 3 volte. Alle 14:31 un pilota ha chiesto: “Tower, do you copy. Marine One, three minutes to lift”. Il controllore non ha risposto e, a un successivo tentativo, ha definito la trasmissione “broken and unreadable”. Pochi minuti dopo l’elicottero è partito sulla rotta pianificata, mentre il traffico dell’aeroporto continuava a muoversi.
Le conseguenze non si sono limitate al volo Envoy, perché un altro E175 (Republic Airways) si trovava a 3 miglia dall’aeroporto al momento dell’incidente ed è stato fatto riattaccare per precauzione. Il volo Envoy (compagnia controllata al 100% da American Airlines) è passato entro 1,5 miglia dall’Ellipse, il parco a sud della Casa Bianca da cui l’elicottero era decollato, secondo i dati di Flightradar24. Entrambi gli aeromobili sono atterrati senza problemi.
La FAA intende ora convocare un Safety Review Team, un gruppo di revisione incaricato di chiarire perché il controllo del traffico aereo non abbia sospeso le operazioni commerciali durante l’attività di Marine One. La Casa Bianca ha ridimensionato l’accaduto: “i voli del Marine One sono pilotati da alcuni dei migliori aviatori al mondo, e in nessun momento il presidente è stato in pericolo”, ha dichiarato il portavoce Kush Desai.
A 18 mesi dalla tragedia del volo 5342, e dopo una serie di episodi che hanno già coinvolto elicotteri militari e voli di linea nello stesso spazio aereo, le procedure introdotte per evitare nuove interferenze non hanno funzionato nel caso più sensibile possibile, quello dell’elicottero presidenziale.
The Flying Guru
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