Per anni ha portato Nicolás Maduro attraverso i cieli del mondo, da Mosca a Teheran, da L’Avana a Pechino. Bitner Javier Villegas Ramos, generale dell’Aeronautica venezuelana, era il comandante del jet presidenziale e una figura di assoluta fiducia per il capo di Stato: conosceva orari, rotte, equipaggi, soste e passeggeri. Ogni volo di Maduro partiva solo quando lui era ai comandi. Ma nella primavera del 2024 la sua vita si è incrociata con un’operazione clandestina americana che avrebbe potuto cambiare la storia del regime venezuelano.
A Miami un agente del Department of Homeland Security, Edwin Lopez, studiava da mesi un piano audace: reclutare proprio il pilota personale di Maduro, convincerlo a tradire il suo comandante e dirottare l’aereo con a bordo Maduro per poterlo catturare in un territorio sotto controllo statunitense. Secondo l’inchiesta dell’Associated Press il primo contatto avvenne ad aprile 2024 quando due jet Falcon della flotta venezuelana erano atterrati a Santo Domingo per manutenzione. Lopez raggiunse l’aeroporto di La Isabela e riuscì a incontrare Villegas in un hangar; parlò di cooperazione, ma presto chiarì le sue vere intenzioni: chiedergli di dirottare il Falcon 900EX presidenziale verso Porto Rico, la Repubblica Dominicana o persino Guantánamo Bay, dove le autorità americane avrebbero potuto arrestare Maduro, incriminato negli Stati Uniti per narcoterrorismo e legami con i cartelli della droga.
Villegas ascoltò in silenzio e non rispose. Uscì dall’hangar e non tornò più. Per Lopez però non era finita: l’agente continuò a cercarlo via app di messaggistica cifrata, provando a riavviare la conversazione per mesi. Nei messaggi alternava adulazione e pressione. Nell’agosto del 2025 scrisse ancora: “C’è ancora tempo per essere dalla parte giusta della storia” e allegò il comunicato del Dipartimento di Giustizia che annunciava l’aumento della taglia su Maduro a 50 milioni di dollari.
Nel frattempo il fronte americano non restò fermo. Due aerei legati alla flotta presidenziale – un Dassault Falcon 900EX e un Dassault Falcon 2000EX, furono sequestrati dalle autorità statunitensi con il supporto delle forze dominicane. I due jet, costruiti in Francia e impiegati da anni per le missioni internazionali del governo venezuelano, erano registrati a società offshore riconducibili alla presidenza e volavano regolarmente tra Maiquetía, Havana e Teheran. Secondo le fonti citate da AP, a bordo vennero trovati registri di volo, mappe di rotte e documenti di manutenzione che mostravano in dettaglio i movimenti del presidente e del suo entourage. A Washington quei Falcon furono descritti come “miniere di intelligence”: piattaforme preziose per ricostruire contatti, soste tecniche e passaggi diplomatici occulti.

L’ex funzionario del Tesoro Marshall Billingslea, già attivo nelle campagne contro la finanza illecita di Caracas, si fece portavoce di quella lettura. E proprio lui, il 17 settembre 2025, giorno del compleanno di Villegas, pubblicò su X una foto del generale in un hangar, ritagliata per escludere la presenza di Lopez. Non era un gesto casuale. La tempistica era precisa: il post arrivò a ridosso di una missione presidenziale. Nelle stesse ore un Falcon decollò da Caracas verso oriente, ma invertì la rotta e tornò indietro senza spiegazioni. I radar civili registrarono la manovra.
Poi il silenzio. Per giorni nessuno seppe dove fosse Bitner Villegas. Quando riapparve, era in uniforme, accanto al potente ministro Diosdado Cabello, con il pugno alzato e lo sguardo fisso verso la telecamera. L’immagine, trasmessa dalle reti di Stato, era un messaggio diretto: il pilota di Maduro restava fedele, e chiunque avesse pensato il contrario stava giocando con il fuoco.
Dietro quella messinscena restava però l’ombra di un’operazione che aveva spinto l’intelligence americana oltre i confini tradizionali, cercando di colpire non soltanto un leader ma l’anello più stretto del suo potere: l’uomo che lo portava in volo. L’inchiesta di Associated Press, basata su documenti, scambi di messaggi e testimonianze interne, mostra come Washington fosse disposta a rischiare una crisi diplomatica pur di ottenere un risultato che da anni le sfuggiva: la resa di Nicolás Maduro alla giustizia americana.
Resta così la storia di un pilota che ha continuato a volare per il suo presidente, di due jet francesi diventati simbolo di un conflitto silenzioso e di un’operazione fallita che ha mostrato fin dove gli Stati Uniti sono stati disposti a spingersi per abbattere, anche solo politicamente, il regime di Caracas.
The Flying Guru
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