Un Piper PA-23 151/160 Apache con matricola EC-GKA giace da anni in un hangar dell’aeroporto di Siviglia (LEZL). Aena lo ha dichiarato in stato di presunzione legale di abbandono e lo ha messo all’asta pubblica con un prezzo di partenza di 10 euro. Il capitolato pubblicato sul Boletín Oficial del Estado il 20 luglio, fissa una procedura precisa: chi vuole aggiudicarsi il velivolo deve passare dalla piattaforma elettronica Elicita, versare una garanzia provvisoria e presentare un’offerta economica in busta elettronica separata.
La documentazione che abbiamo ottenuto direttamente dall’ufficio acquisti dell’aeroporto aggiunge dettagli che la stampa spagnola, finora, non aveva riportato: la data della visita per gli interessati, il nominativo della persona di contatto e l’entità reale della garanzia richiesta.
Un hangar, non un piazzale
Le fotografie allegate dall’aeroporto correggono un’immagine diffusa dai media locali, che avevano descritto l’Apache come parcheggiato all’aperto. Il velivolo si trova invece all’interno di un capannone metallico, tra una gru elevatrice e un estintore a ruote lasciato accanto alla fusoliera. La polvere ricopre in modo uniforme fusoliera, ali e cofani, segno di un’immobilità che dura da anni. Il cofano del motore sinistro è aperto e lascia intravedere i cilindri, mentre l’elica ha le estremità delle pale piegate. Sul dorso della fusoliera, in una striscia blu, si legge ancora nitida la sigla EC-GKA, ripetuta anche all’interno, sopra il quadro strumenti.
L’abitacolo racconta la stessa storia di sosta prolungata. Il parabrezza è opaco di sporco, i sedili anteriori sono ricoperti di polvere e sul pavimento della cabina resta una coperta beige, abbandonata tra gli attrezzi. Gli strumenti di volo, la doppia cloche e la pedaliera sono ancora al loro posto, così come la radio e il pannello degli interruttori: nulla, a giudicare dalle immagini, risulta smontato o asportato.

Cosa dice il capitolato
Il documento descrive un’asta al rialzo, dove se nessuno presenta offerte nella prima sessione, o se le offerte vengono giudicate inammissibili, Aena procede per aggiudicazione diretta. Il prezzo di partenza di 10 euro non è un valore simbolico isolato: la clausola X prevede che, se la migliore offerta della prima sessione non raggiunge il 50% della base d’asta, la procedura viene dichiarata deserta e il lotto torna in gara con base ridotta al 50% del valore di stima. Se anche la seconda sessione resta sotto quella soglia, la terza convocazione parte senza alcun prezzo minimo.
Per partecipare serve una garanzia provvisoria pari al 5% dell’importo a base d’asta, versabile per bonifico sul conto Unicaja Banco intestato ad Aena, tramite fideiussione bancaria o tramite una polizza fideiussoria assicurativa. La garanzia va caricata sulla piattaforma insieme alla documentazione amministrativa (busta DA), mentre l’offerta economica viaggia in busta separata (OE), entrambe firmate digitalmente dal rappresentante legale. Il capitolato chiede inoltre di dichiarare fin dall’offerta la destinazione prevista per l’aereo: utilizzo oppure rottamazione. Chi sceglie la seconda strada deve dimostrare di essere un centro autorizzato al trattamento dei veicoli a fine vita secondo la normativa spagnola, l’equivalente degli impianti di demolizione certificati italiani. Aena si esonera espressamente da ogni responsabilità sulla destinazione finale del velivolo, che ricade interamente sull’aggiudicatario.
Il termine per presentare le offerte è di un mese dalla pubblicazione sul BOE, quindi scade attorno al 20 agosto 2026. L’apertura delle buste amministrative avviene in seduta privata davanti alla Commissione di supporto alla contrattazione, composta da almeno tre membri più un ulteriore componente; l’apertura delle offerte economiche è invece pubblica e telematica.

La visita e i costi nascosti
L’email ricevuta dall’aeroporto fissa la visita congiunta per l’11 agosto 2026 alle 11:00, punto di ritrovo al Control 0 dello scalo. Sul fronte economico, l’aeroporto ricorda che tutte le spese di pubblicità della gara (compreso il costo dell’annuncio sul BOE) restano a carico dell’aggiudicatario, così come quelle di rimozione del velivolo dalle proprie strutture: accreditamenti per il personale, costi di accesso alle piste, assicurazioni per i mezzi impiegati nel trasporto. Il capitolato, alla clausola XV, aggiunge che l’operazione si svolge interamente a rischio e pericolo del contraente, che risponde di eventuali danni a terzi durante lo smontaggio e il trasporto, ed esclude qualunque indennizzo per perdite o avarie subite dal bene durante la rimozione. Aena non risponde nemmeno di vizi occulti del velivolo.
Un progetto Piper degli anni Cinquanta
Il Piper PA-23 nasce come evoluzione di un progetto della Stinson Aircraft Company, rilevato da Piper dopo l’acquisizione della divisione da parte di Consolidated Vultee. Il prototipo, allora chiamato Twin Stinson, vola per la prima volta il 2 marzo 1952; la versione commerciale Apache entra in produzione nel 1954. Per l’epoca rappresenta il primo bimotore di serie della casa statunitense, con struttura interamente metallica e capacità fino a 4 o 6 posti a seconda della configurazione. Il progetto darà origine, negli anni successivi, alla versione più potente Aztec.
L’esemplare EC-GKA compare già in un annuncio del BOE del 12 maggio 2015, relativo alla stessa procedura di dichiarazione di abbandono: un dettaglio che colloca l’inizio della vicenda burocratica ben prima del 2018, la data indicata da Aena alla stampa come inizio della sosta all’aeroporto.
The Flying Guru
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