Boeing ha avviato l’assemblaggio del primo 737 Max sulla nuova linea di Everett, nello stato di Washington. Il debutto operativo della cosiddetta North Line segna l’ingresso di un secondo sito produttivo per il narrowbody di maggiore volume del costruttore, finora costruito solo a Renton, a sud di Seattle. L’obiettivo industriale indicato dall’azienda è chiaro: sostenere l’aumento del ritmo produttivo fino a 52 737 al mese.
La società ha comunicato il traguardo con un messaggio interno diffuso il 6 luglio. Nello stesso testo Boeing ha indicato il 10 luglio per la cerimonia ufficiale di inaugurazione. A Everett il team ha iniziato a lavorare sulla fusoliera nel sistema di installazione degli impianti, replicando il processo già utilizzato sulle 3 linee 737 presenti a Renton.
L’apertura della North Line arriva dopo una riorganizzazione profonda delle attività nello stabilimento di Everett. Boeing ha liberato spazi con la fine della produzione del 747 e con il trasferimento di tutta la produzione del 787 a North Charleston, in South Carolina. La nuova linea 737 occupa infatti un’area dove in precedenza venivano assemblati i 787.
Per Boeing si tratta di un passaggio rilevante sul piano industriale e di network produttivo. Per gran parte dell’ultimo decennio il gruppo aveva mantenuto una cadenza di 53 737 al mese a Renton. Poi sono arrivati il fermo mondiale del 737 Max e la pandemia. Negli ultimi anni il costruttore ha cercato più volte di risalire di ritmo, ma il percorso è stato rallentato da problemi di qualità e da carenze nella catena di fornitura. La Federal Aviation Administration aveva imposto un limite alla produzione. Secondo quanto riferito dall’azienda, i vincoli dell’ente regolatore sono stati rimossi e le criticità presso i fornitori si sono attenuate. Boeing sta ora passando da 42 a 47 aerei al mese, con un ulteriore incremento previsto grazie al contributo di Everett.
Il nuovo assetto non modifica in modo sostanziale la sequenza industriale del programma. A Everett il processo di montaggio resterà in larga parte allineato a quello di Renton. Fa eccezione la produzione delle ali: continuerà a essere svolta a Renton, poi le strutture verranno trasferite a Everett con uno specifico sistema di trasporto per l’assemblaggio finale. Boeing non ha chiarito nel dettaglio la configurazione del nuovo apparato logistico.
La North Line è stata progettata per accogliere tutte e 4 le varianti del 737 Max. Nella fase iniziale produrrà però solo Max 8, Max 9 e Max 10. Il Max 7 non è incluso nell’avvio operativo. Va ricordato che Max 7 e Max 10 non sono ancora certificati. Boeing continua a indicare il 2025 come anno atteso per ottenere le approvazioni, un passaggio che incide sia sulla pianificazione industriale sia sulla gestione del portafoglio ordini.
La linea partirà con una produzione iniziale a basso ritmo. È una fase prevista per monitorare da vicino il sistema produttivo e dimostrare alla FAA che i processi adottati a Everett sono conformi a quelli già certificati a Renton. Questo è un requisito necessario perché Boeing possa utilizzare la North Line nell’ambito dell’attuale certificato di produzione del 737. Il piano originario prevedeva l’avvio nel secondo semestre del 2024, ma la tabella è slittata dopo il tetto imposto dalla FAA sulla produzione del programma.
Sul piano occupazionale, la nuova linea impiega personale di nuova assunzione e dipendenti trasferiti da Renton e da un altro sito Boeing a Moses Lake, sempre nello stato di Washington. Il mix tra esperienza interna e nuova forza lavoro sarà uno degli elementi osservati nella fase iniziale, insieme alla stabilità della supply chain e alla regolarità dei flussi tra i 2 impianti.
Per il mercato il 737 resta il programma centrale di Boeing nel segmento a corridoio singolo, dove la concorrenza con la famiglia Airbus A320neo si gioca soprattutto su capacità produttiva, tempi di consegna e affidabilità industriale. L’attivazione di Everett amplia il margine operativo del costruttore americano su uno dei programmi più importanti del suo portafoglio civile. Il passaggio da 47 a 52 aerei al mese, se completato, inciderebbe direttamente sulla capacità di smaltire gli ordini accumulati e sulla generazione di cassa legata alle consegne.
The Flying Guru
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