Tre ore. Tanto è bastato a una giuria federale di Seattle per dare ragione a Boeing e respingere la causa intentata da LOT Polish Airlines sul 737 MAX. La compagnia polacca chiedeva $153 milioni di risarcimento, sostenendo di essere stata ingannata sulle modifiche introdotte nei sistemi di controllo del volo dell’aereo. Il processo è durato 2 settimane. Il verdetto è arrivato venerdì 22 maggio 2026.
È una vittoria importante per Boeing. Ma è anche una sentenza da leggere con cautela: non cancella la crisi del MAX, non riscrive la storia del MCAS, non chiude il dossier aperto dai due incidenti del 2018 e del 2019. Stabilisce una cosa più precisa: in questo procedimento civile, LOT non è riuscita a dimostrare che Boeing l’abbia frodata nella vendita o nella locazione degli aeromobili.
Boeing 737 MAX: la causa di LOT Polish Airlines
LOT Polish Airlines aveva portato Boeing davanti al tribunale federale di Seattle con un’accusa pesante: il costruttore avrebbe nascosto informazioni rilevanti sul 737 MAX per convincere la compagnia a scegliere quel modello nella fase di rinnovo della flotta.
Il punto centrale era il MCAS, il sistema automatico introdotto sul MAX per intervenire sul comportamento dell’aereo in determinate condizioni di volo. Nella configurazione originaria, il sistema poteva comandare il muso verso il basso sulla base dei dati provenienti da un solo sensore di angolo d’attacco. Se quel sensore inviava un dato errato, il sistema poteva attivarsi in modo ripetuto.
È il nodo tecnico entrato nella storia del MAX dopo 2 incidenti: il Lion Air JT610, precipitato il 29 ottobre 2018 nel Mar di Giava con 189 persone a bordo, e l’Ethiopian Airlines ET302, precipitato il 10 marzo 2019 poco dopo il decollo da Addis Abeba con 157 persone a bordo. In totale, 346 vittime. Dopo il secondo incidente, il 737 MAX fu messo a terra in tutto il mondo per 20 mesi.

LOT sosteneva che, se avesse conosciuto fino in fondo le caratteristiche del sistema, avrebbe potuto prendere decisioni diverse. La compagnia chiedeva quindi a Boeing di rispondere delle perdite subite durante la messa a terra dell’aereo: voli cancellati, capacità ridotta, riprogrammazione della flotta, costi aggiuntivi.
Una vittoria legale, non un’assoluzione della storia
La giuria ha dato ragione a Boeing.
Il costruttore ha respinto l’accusa di frode e ha sostenuto che LOT fosse una compagnia esperta, in grado di valutare il prodotto e i contratti firmati. Un altro elemento usato dalla difesa è stato il ritorno del MAX nella flotta della compagnia polacca dopo la ricertificazione: se LOT era stata davvero ingannata sulla natura dell’aereo, ha sostenuto Boeing, perché ha continuato a operarlo dopo il ritorno in servizio?
La giuria ha ritenuto sufficienti queste argomentazioni. Dopo circa 3 ore di deliberazione ha escluso la frode e ha respinto la richiesta da $153 milioni. Boeing ha commentato il verdetto dicendosi soddisfatta. LOT ha lasciato aperta la possibilità che il procedimento non sia ancora concluso.
Questo però è il punto da non perdere: il verdetto non dice che il MAX non abbia avuto problemi. Dice che LOT non ha provato, davanti a quella giuria, che Boeing abbia commesso una frode commerciale nei suoi confronti.
È una differenza sostanziale.
Il peso del MCAS resta
La crisi del 737 MAX è già stata raccontata da inchieste tecniche, atti giudiziari, rapporti parlamentari e procedimenti federali. Nel gennaio 2021, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva depositato contro Boeing un’imputazione per cospirazione finalizzata a frodare gli Stati Uniti, contestualmente a un accordo con sospensione dell’azione penale da oltre $2,5 miliardi.
Quel procedimento non si è chiuso davvero lì. Nel maggio 2024, il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che Boeing aveva violato l’accordo, sostenendo che il costruttore non avesse attuato in modo adeguato il programma di conformità ed etica richiesto. Nel 2025, il caso è poi arrivato a un accordo di non perseguimento penale, seguito dall’archiviazione dell’imputazione da parte del tribunale. Le famiglie delle vittime hanno impugnato la decisione davanti alla Corte d’appello del Quinto Circuito.
Il caso LOT si muoveva su un binario diverso. Non era un processo penale sui 2 incidenti. Non era un giudizio complessivo sul programma MAX. Era una causa civile tra una compagnia aerea e Boeing, costruita sul presunto danno economico subito durante la messa a terra del modello.
Per questo il verdetto va separato dal giudizio storico sul MAX. Boeing ha vinto questa causa. Ma la vicenda del MAX resta una delle fratture più profonde nella storia recente dell’aviazione commerciale.
Perché il caso LOT contava
Il processo era importante anche per un altro motivo: secondo Reuters, LOT era la prima compagnia aerea a portare fino al giudizio davanti a una giuria una causa contro Boeing per le perdite legate al 737 MAX. Altri vettori avevano raggiunto accordi riservati. LOT ha scelto il tribunale.
Una vittoria della compagnia polacca avrebbe potuto pesare molto oltre il caso specifico. Avrebbe aperto uno spazio più ampio per altri contenziosi, o almeno avrebbe rafforzato la posizione di chi sosteneva che le compagnie fossero state danneggiate da informazioni incomplete o fuorvianti.
La decisione di Seattle va nella direzione opposta. Riduce il rischio immediato per Boeing su questo fronte e conferma quanto sia difficile dimostrare in tribunale una frode commerciale, soprattutto quando si tratta di contratti aeronautici complessi, firmati da compagnie esperte e legati a un programma industriale sottoposto a certificazione regolatoria.

Il MAX vola, ma la memoria resta
Oggi il 737 MAX vola, viene consegnato e continua a essere uno dei programmi centrali di Boeing. Le modifiche al software, l’aggiornamento dell’addestramento e il processo di ricertificazione hanno permesso all’aereo di tornare in servizio.
Ma il MAX non è tornato a essere un aereo qualsiasi. Porta ancora con sé il peso di 2 incidenti, 346 vittime, 20 mesi di messa a terra mondiale e una crisi di fiducia che ha investito Boeing, la FAA e l’intero sistema di certificazione.
La giuria di Seattle ha chiuso un ramo della vicenda. Non la vicenda. Per Boeing è una vittoria in tribunale. Per LOT è una sconfitta giudiziaria. Per l’industria resta un promemoria.
The Flying Guru
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